Informate bene i genitori, e non abortiranno
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La prassi della diagnosi prenatale tradisce uno scivolamento etico per cui si accetta già l'idea che il concepito possa essere soppresso. Mentre se medici e genitori si uniscono in un patto di solidarietà, anche un figlio disabile può essere accolto. Un ottimo esempio arriva dall'Australia, dove l'associazione per i malati di spina bifida lavora insieme all'ordine dei medici. E dove, grazie a questa "collaborazione", oltre il 50% dei genitori che attendono un figlio con una malattia genetica sceglie di accogliere il concepito e di non abortire. Come spiega bene Pierre Mertens, presidente della Federazione internazionale sulla Spina Bifida e le persone idrocefale e padre di una bimba affetta da questa patologia, sottolineando i rischi di una nuova eugenetica sanitaria basata sul potere "immorale" di sopprimere i concepiti con problemi genetici.