La verità sul Caso Galileo Galilei - quarta parte
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(tratto dal capitolo V Scienza e senso comune del libro Il genio incompreso di F. Di Trocchio)
La padronanza dei principi della dinamica dava insomma a Galilei una netta superiorità sugli scienziati suoi contemporanei che tentavano di sostenere le ragioni del sistema tolemaico contro il copernicanesimo avanzante. Lo scontro, inevitabile, era destinato a risolversi necessariamente, almeno sul piano scientifico, a suo favore, anche se Galilei non era in grado di fornire una prova definitiva della validità del sistema copernicano, non sapeva ancora spiegare quale fosse la forza che muoveva la Terra e, oltretutto, rimaneva fedele all'antiquato pregiudizio secondo il quale la Terra e gli altri pianeti si muovono attorno al Sole in orbite rigorosamente circolari. Dopo l'insuccesso di Aristarco e la disattenzionè riservata a Copernico, Galileo poteva insomma finalmente imporre l'eliocentrismo. Ma nonostante tutto non vi riuscì. La responsabilità di questo insuccesso viene in genere attribuita alla Chiesa che, pur non avendo competenza in materia, con una decisione non solo scientificamente scorretta, ma anche azzardata e compromettente sul piano teologico, condannò l'eliocentrismo come una teoria eretica. Dopo l'umiliazione di un'abiura pubblica Galilei venne posto agli arresti domiciliari "come veementemente sospetto di eresia", una formula di compromesso che consentì di evitare il rogo al "colpevole".
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