La triplice dimensione della preghiera
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La preghiera per il cristiano è “l’elevazione dell’anima a Dio o la domanda a Dio di beni conformi alla sua volontà. […] È relazione personale e viva dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo Gesù Cristo e con lo Spirito Santo che abita nel loro cuore” (Compendio CCC n. 534).
Questa definizione, oltre ad evidenziare il carattere dialogico della preghiera, fornisce anche le premesse con cui affrontarla per rafforzare il legame tra l’uomo ed il suo Creatore, affinché essa possa divenire realmente efficace, manifestando all’uomo la volontà del Signore, rendendolo veramente immagine di Dio ed evitando il rischio opposto, cioè quello di trasformare Dio a nostra immagine e somiglianza, cadendo in una mera idolatria o dando luogo a superficiale devozionismo.
Non entreranno nel luogo del mio riposo
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- l'inferno, possibilità e realtà -
Conservatori e progressistiIniziamo questa nostra piccola riflessione con un elementare e retorico distinguo.
Un distinguo inutile per quanto riguarda la Rivelazione perché essa non è né conservatrice né progressista, semplicemente è un dono di Dio Padre all'uomo per mezzo del Suo Figlio Gesù nello Spirito Santo.
Essa è sempre attuale.. quello che cambia e si aggiorna è la modalità nel tempo di coglierne le infinite ricchezze con la riflessione teologica e la prassi pastorale nel discernimento e la conferma di Pietro.
Riflessioni spirituali sulla Croce dei Celestiniani
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Allo stato attuale, per quanto è in nostra conoscenza, non esistono fonti sicure sul significato della Croce Celestiniana.
Tuttavia con l'aiuto della valenza simbolica e dei significati spirituali che accompagnano le immagini di cui è composto il simbolo proveremo a tracciarne alcuni contorni spirituali utili per il nostro cammino.
Anzitutto rileviamo che l'iconografia del caduceo (due Serpenti che si attorcigliano intorno a una verga centrale) si trova gia nell'arte mesopotamica del 3500 a.C. e successivamente anche i greci utilizzarono il medesimo simbolo legandolo al dio Hermes. Il Serpente, nella mitologia antica e in quella greca rappresentava la rinascita. Il suo cambiare muta di frequente era segno di guarigione e giovinezza.
Per tale motivo tale simbolo è stato poi utilizzato nella medicina.
Nella simbologia biblica il serpente raffigura nella sua prima immagine del Genesi, il nemico, il tentatore. Anzi per identificarlo nel suo atteggiamento, nel suo comportamento e nelle sue logiche, si usa il termine Arùm che in ebraico significa astuto e, nel contesto del Genesi, indica quell'astuzia che finalizza alla disobbedienza e al ladrocinio.
Stesso ritmo utilizzato nella letteratura del vangelo di Giovanni per connotare l'atteggiamento ladrocinante, avido ed interessato di Giuda di Keriot: "φυλακῇ ὁ κλέπτης ἔρχεται ἐγρηγόρησεν" (Gv. 12,6)
È colui che induce la donna e l'uomo a disobbedire a Dio e a disordinarsi sui tre livelli di relazione, con Dio, con sé stessi e fra di loro.
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