Le ragioni della vita e le nove falsificazioni dei Radicali
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Eccoci qui a "difendere" le ragioni della vita.
Anche se in realtà la Vita, come la Sapienza, ha le sue ragioni e non va certamente difesa. Essa percorre la Sua strada, da sempre, che l'uomo lo voglia o no. Anzi la Vita e la Sapienza camminano di pari passo e non c'è Vita senza Sapienza e Sapienza senza Vita (mt 11,19 e qui). E' proprio la Sapienza, esplicita o implicita, che di tanto manca all'uomo che conduce le sue ragioni obnubilato da se stesso, le sue passioni, i suoi interessi e la sua affettività ferita. La vera paralisi dell'uomo è proprio questa: quella che non blocca le membra ma piuttosto quella che blocca la sua mente e il suo cuore, quella che più volte in queste pagine abbiamo chiamato "sclerocardia", la durezza di cuore.
Essa non colpisce solo i pigri ma anche gli attivisti, coloro che si agitano giorno e notte, magari cercando, talvolta in buona fede, di cambiare le cose... ma senza la Sapienza, non si cambia nulla e si agita il fango dei propri fantasmi sempre in fuga da se stessi prigionieri delle proprie isterie.
La Sapienza è una persona, è Cristo; sia che lo si riconosca esplicitamente sia che ci si muova nel Suo Spirito in retta coscienza.
Il paradosso sta proprio qua: non esiste concezione liberale senza Cristo; non esiste concezione illuminata senza Cristo, non esiste concezione laica senza Cristo.. che è anche il primo dei laici.
Lo scontro infatti non è tra cattolici e laici, ma sul concetto stesso di laicità ed è giusto che in termini civili e dialettici tale scontro ci sia. Questa dialettica infatti ridisegna nella storia umana l'incidenza del Vangelo Cristiano nella crescita dell'autocoscienza dell'umanità.
Parliamo di incidenza non come qualcosa che viene imposto dall'esterno ma come qualcosa che esplode dal di dentro dell'uomo per un annuncio kerygmatico e la testimonianza di chi ha incontrato Cristo e anche attraverso la dialettica razionale e sincera della Ricerca della Verità.
Ratzinger fece una illuminante conferenza a tal proposito (qui).
Ancora ci addolora che alcuni nostri fratelli (grazie a Dio non la maggioranza) delle comunità ebraiche, in contraddizione con la rivelazione biblica, non difendono l'embrione e la vita umana nascente con passione e con amore al pari di come difendono la ricerca scientifica..
Peccato che alcuni dei nostri fratelli, i nostri fratelli maggiori, che hanno vissuto sulla loro pelle l'abominio della Shoà si facciano "complici" dell'abominio della manipolazione dell'Embrione, cioè del debole e dell'indifeso e delle nuove sottili forme di totalitarismo.
Non da meno alcuni fratelli musulmani, anch'essi mossi dal "politically correct", nel desiderio di essere non da meno nel "difendere la donna", si schierano con le grossolane opinioni comuni dei radicali a dispetto dello spirito del Corano stesso.
Benvenuti, allora, nel calderone delle ovvietà del liberale talebano radicale... se vi conviene e vi ritorna utile...
come sempre, per qualcuno, valgono altre ragioni più che le ragioni, anche se evidenti, della Verità.
Paradossale che noi cattolici ci troviamo a difendere la già disastrata legge 40.
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Accanimento diagnostico e/o terapeutico
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1. L'accanimento diagnostico e/o terapeutico
A. Terapia ordinaria o straordinaria
B. Terapia proporzionata o sproporzionata
C. Criteri per individuare l'accanimento
2. L'abbandono del malato
3. Le cure palliative
La sedazione
4. Il testamento di vita o dichiarazioni anticipate di trattamento
Alcuni fondati timori
Conclusioni
1. L'accanimento diagnostico e/o terapeutico
L'accanimento diagnostico e terapeutico consiste in quegli interventi con cui ci si ostina nel sottoporre il paziente a esami diagnostici e a terapie oramai futili, straordinarie e sproporzionate al suo concreto quadro clinico. Spesso il medico e il personale sanitario, soprattutto nei reparti di terapie intensive e di rianimazione, si pongono il drammatico dilemma: il massimo impegno terapeutico che posso esercitare corrisponde sempre al miglior bene del paziente ?
UDIENZA AI MEMBRI DEL MOVIMENTO PER LA VITA
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Cari fratelli e sorelle,
con vivo piacere vi accolgo quest'oggi, e a ciascuno di voi rivolgo il mio cordiale saluto. In primo luogo, saluto Mons. Michele Pennisi, Vescovo di Piazza Armerina, e i sacerdoti presenti. Un saluto speciale indirizzo all'Onorevole Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, e sentitamente lo ringrazio per le gentili parole che mi ha indirizzato a nome vostro. Saluto i membri del Direttivo nazionale e della Giunta esecutiva del Movimento per la vita, i Presidenti dei Centri di aiuto alla vita e i responsabili dei vari servizi, del Progetto Gemma, di Telefono verde, SOS Vita e Telefono rosso. Saluto, inoltre, i rappresentanti dell'Associazione Papa Giovanni XXIII e di alcuni Movimenti per la vita europei. Attraverso di voi, qui presenti, il mio pensiero affettuoso si estende a coloro che, pur non potendo intervenire di persona, sono spiritualmente a noi uniti. Penso specialmente ai tanti volontari che, con abnegazione e generosità, condividono con voi il nobile ideale della promozione e della difesa della vita umana fin dal suo concepimento.