satana, il nemico dell'uomo e ladro della gioia
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"Liberaci dal male" (Lc. 1,45)
Una breve riflessione sulla "persona" di satana.
di Paul Freeman
"Natura" di satana
Abbiamo messo il termine persona tra virgolette per un motivo più che lecito.
Se per persona intendiamo un essere fatto ad Immagine di Dio che si incammina verso un'operatività di Somiglianza vivendo nella Grazia (implicita ed esplicita), nella capacità di ricevere e donare Amore, in tal senso satana non è una persona ma, come direbbe l'allora card. Ratzinger, è "una persona alla maniera di una non-persona" (1)! E, per tale motivo, il suo nome identificativo sarà usato in minuscolo.
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Contro "Il nome della rosa"
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Senza far mancare l'accompagnamento orante, la pietas, nostra e vostra, a questo fratello che ha segnato la cultura letteraria italiana, ci permettiamo di proporre un saggio critico di qualche anno fa di Massimo Introvigne.di Massimo Introvigne
1. La trama
Negli ultimi mesi ha avuto larghissima circolazione in tutto il mondo il film di Jean-Jacques Annaud Il nome della rosa, realizzato - come recitano i titoli di testa - "sul palinsesto del romanzo di Umberto Eco", che a sua volta - con oltre cinque milioni di copie diffuse in venticinque lingue - viene celebrato come il libro di autore italiano più venduto di tutti tempi (1).
Sarebbero sufficienti le dimensioni del fenomeno a rendere opportuno un suo esame critico, a cui mi sembra utile premettere - per chi già non la conoscesse - un breve accenno alla trama.
La truffa diffusa dell'amor cortese
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"Tristano e Isotta non si amano... ciò che essi amano è l'amore e il fatto stesso d'amare.
Ed agiscono come se avessero capito
che tutto ciò che si oppone all'amore lo garantisce
e lo consacra nel loro cuore,
per esaltarlo all'infinito nell'istante dell'abbattimento dell'ostacolo che è la morte"
(Denis De Rougemont)
Sull'amore sono stati scritti moltissimi libri, saggi e articoli. Non deve stupire visto che esso segna il nostro vivere, il nostro quotidiano. Se ne parla dappertutto ed in ogni salotto televisivo. Esistono anzi alcune trasmissioni specifiche sul caso "amore" dove si alternano "vati" vecchi e nuovi a dare le loro lezioni di vita.
Per chi segue Gesù, per chi è cristiano, non vi è altra risposta che quella di un'esperienza storica e fondante nella vita di Cristo Gesù morto e risorto, morto e risorto per me e per te che leggi.
Giovanni nelle sue lettere pastorali ne parla così:
Giov. 3,16 "Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli" (traduci il "dobbiamo" con possiamo.. perché non è un dovere etico ma una possibilità e un'esigenza donata/scelta nello Spirito) e ancora