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Porziuncola-Assisi-particolare-1Su segnalazione del collaboratore P. Pietro Messa

WIESLAW BLOCK, Vivere il Vangelo con Francesco d'Assisi. Temi e figure della fraternità minoritica, EDB (Teologia spirituale), Bologna 2013, pp. 384, euro 32,00.

Ecco un brano del testo:


Nella Vita beati Francisci [di Tommaso da Celano] appare, come primo seguace [di san Francesco], un uomo di Dio, abitante di Assisi, pio e semplice di spirito (VbF 24: FF 360), di cui, oltre a ricordare che seguiva devotamente il Santo e che era di origine assisana, semplice d’animo e pio, il Celanese non aggiunge altro; come secondo, invece, viene presentato Bernardo di Quintavalle, un ricco nobile di Assisi.
La sua conversione acquista un enorme significato: è una persona di ceto alto della società assisana, ossia un miles, e la sua radicale scelta della povertà verrà sottolineata fortemente da tutta la tradizione agiografica. Tommaso nella prima Vita è l’unico a non attribuire a Bernardo la primogenitura – elemento di grande rilievo nella successiva tradizione agiografica, ad esempio nella narrazione del momento della benedizione di s. Francesco morente – e a porlo quindi come secondogenito (cf. Mem 48: FF 634). Dopo Bernardo, si parla di un altro innominato cittadino di Assisi, del quale viene data una precisa descrizione: Degno di ogni elogio per la sua vita, che chiuse poco dopo ancor più santamente di come l’aveva incominciata (VbF 25: FF 362). Grazie a tale nota descrittiva, questo terzo arrivato potrebbe essere identificato con Pietro Cattani, il quale proveniva da una famiglia cospicua ed era nobile, aveva studiato a Bologna ed era dottore in legge; diverrà poi, nel 1220, vicario di Francesco e morirà alla Porziuncola il 10 marzo 1221.

Non molto tempo dopo, si aggregò a loro un giovane di nome Egidio, uomo semplice, retto e timorato di Dio. Il numero dei primi seguaci viene completato da altri due: un altro compagno innominato e quindi Filippo Lungo, il quale successivamente, secondo la lettera Munificentiae Conditoris del 18 agosto 1228, sostituì frate Pacifico nell’incarico di visitatore delle monache di S. Damiano e degli altri ventitré monasteri poveri. La prima Vita non indica nessun altro nome dei primi frati, ma annota solamente che ancora prima di partire per la predicazione morale esortativa – ad esempio Francesco ed Egidio nelle Marche – entrò nella comunità religiosa un altro uomo pieno di bontà, così il numero fu portato a otto (VbF 29: FF 366), numero dal valore simbolico: a due a due verso i quattro punti cardinali della terra, ossia in tutte le direzioni. In seguito, poco più avanti, si legge che durante il tempo della predicazione si erano aggiunti altri quattro uomini degni e virtuosi (VbF 31: FF 371) – anche questa cifra acquista un forte significato simbolico perché fa arrivare la fraternitas al numero di dodici.

Riguardo ai tre compagni nominati, Bernardo, Egidio e Filippo, è degna di nota l’osservazione di Raimondo Michetti, secondo cui la caratterizzazione di questi tre appare avere una precisa e ben chiara finalità programmatica. Bernardo, che viene ricordato per l’episodio della sua conversione, maturata in un contesto di amicizia personale con Francesco e sigillata nel momento dell’adempimento del comando evangelico (il quale vende i beni non per arricchire la sua famiglia, ma per darli ai poveri secondo la descrizione della Regola minoritica), diventa il modello della conversione del frate minore, che si affianca alla conversione maggiore e assai più articolata di Francesco. In secondo luogo viene nominato Egidio, del quale non troveremo nessun accenno alla conversione, ma l’agiografo insiste sulla santità e semplicità della sua vita e sorprendentemente – per gli anni in cui e stata composta la prima Vita – anche sulla lunga durata della sua esistenza.

Tommaso elenca quattro precisi aspetti della condotta spirituale di Egidio: la perfetta obbedienza, il lavoro manuale, la vita solitaria e la santa contemplazione; nessun accenno, invece, all’esperienza itinerante che pure aveva contrassegnato per molto tempo il suo cammino. Quando Tommaso scriverà la Vita beati Francisci, Egidio si sarà ormai definitivamente stabilito presso l’eremo di Cetona, dove si ritirò nel 1226, subito dopo la morte di Francesco. Ed è in questa nuova condizione che viene presentata la vicenda di Egidio, che risulta essere l’immagine più recente e contemporanea al momento della sua descrizione. L’ultima figura nominata da Tommaso è quella di Filippo, e qui l’attenzione dell’agiografo è rivolta essenzialmente al modo di predicare del settimo personaggio del gruppo […]. La predicazione di frate Filippo è caratterizzata da una santa ignoranza e rafforzata dall’ispirazione divina, a somiglianza della semplice predicazione fatta dagli apostoli. Filippo diventa, nell’ottica dell’agiografo abruzzese, l’immagine perfetta del frate minore in quanto predicatore, conoscitore delle sacre Scritture che con infinita dolcezza è in grado di trasmettere le parole di spirito e vita ai suoi ascoltatori.

Il ritratto che il Celano offre di questi tre frati non si limita quindi a semplici accenni, ma offre una meditata rappresentazione dei caratteri fondanti della nascente fraternità minoritica. La conversione alla vita di povertà, senza nulla di proprio, la perfetta obbedienza, il lavoro manuale, la predicazione semplice e ispirata dalla forza divina e – infine – la contemplazione, sono i valori fondamentali trasmessi da Francesco ai primi frati, sui quali in seguito fu fondato l’intero edificio della spiritualità minoritica. Tommaso da Celano – conclude Michetti – voleva proporre attraverso questi tre compagni nominati i tre percorsi esemplari e differenti che dovevano esprimere, considerati nel loro complesso, la varietà di situazioni dell’identità minoritica nel futuro.

 

WIESŁAW BLOCK (1968), polacco, frate minore cappuccino della Provincia di Varsavia, è professore aggiunto di Spiritualità francescana sistematica all'Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum di Roma. Ha studiato Teologia spirituale all'Università cattolica di Lublino, dove ha ottenuto il dottorato con una dissertazione dal titolo: «Le figure bibliche nella Vita secunda applicate a san Francesco d'Assisi alla luce dell'agiografia precedente» (Sandomierz 2003). Autore di diverse pubblicazioni, sia in italiano che in polacco, su temi di spiritualità francescana, collabora stabilmente con varie riviste scientifiche.

Wieslaw Block, Vivere il vangelo con Francesco d'Assisi. Temi e figure della fraternità minoritica, EDB (Teologia spirituale), Bologna 2013, pp. 384, euro 32,00. Tale novità si presenta come una preparazione alla imminente pubblicazione delleFonti Clariane, a cura di G. Boccali, Edizioni Porziuncola, Assisi 2013.