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papa Francesco presuli Porto Rico

«È necessario rafforzare sempre più la pastorale familiare, dinanzi ai gravi problemi sociali che affliggono» la famiglia: lo ha ricordato Papa Francesco ai vescovi portoricani ricevuti nella mattina di lunedì 8 giugno in visita «ad limina». Di seguito una nostra traduzione del discorso consegnato ai presuli in spagnolo.




Cari Fratelli nell’Episcopato,
Sono lieto di potervi salutare in occasione della visita ad limina Apostolorum, pellegrinaggio che desidero costituisca un’esp erienza feconda di comunione per ognuno di voi e per la Chiesa che è pellegrina a Porto Rico. Ringrazio Monsignor Roberto Octavio González Nieves, Arcivescovo di San Juan e Presidente della Conferenza Episcopale, per le parole che mi ha rivolto a nome di tutti. In questo bell’arcipelago caraibico fu fondata una delle prime diocesi istituite nel continente americano. Da allora, la sua storia ecclesiastica è stata tessuta dalla fedeltà e dalla tenacia di tanti pastori, religiosi, missionari e laici che, rispondendo ai tempi e ai luoghi, hanno saputo comunicare la gioia dell’annuncio di Cristo Salvatore, nel cui nome sono state create tante iniziative a favore del bene comune, in campo liturgico, sociale ed educativo, iniziative che hanno segnato profondamente la vita pubblica e privata del popolo portoricano. Voi, come divulgatori del Vangelo e custodi della speranza del vostro popolo, siete chiamati a continuare a scrivere questa opera di Dio nelle vostre Chiese locali, animati da uno spirito di comunione ecclesiale, cercando di far sì che la fede cresca e la luce della verità brilli anche ai nostri giorni. La fiducia reciproca e la comunicazione sincera tra voi permetterà al clero e ai fedeli di vedere l’autentica unità voluta da Cristo. Inoltre, di fronte alla grandezza e alla sproporzione dei problemi, il Vescovo ha bisogno di ricorrere non solo alla preghiera, ma anche all’amicizia e all’aiuto fraterno dei suoi fratelli nell’Episcopato. Non consumate energie in divisioni e scontri, ma nel costruire e collaborare. Già sapete che “quanto più è intensa la comunione, tanto più è favorita la missione” (Pastores gregis, n. 22). Sappiate prendere le distanze da ogni ideologizzazione o tendenza politica che vi può far perdere tempo e il vero ardore per il Regno di Dio. La Chiesa, a motivo della sua missione, non è legata ad alcun sistema politico, per poter essere sempre “il segno e la salvaguardia del carattere trascendente della persona umana” (Gaudium et spes, n. 76). Il Vescovo è modello per i suoi sacerdoti e li incoraggia a cercare sempre il rinnovamento spirituale e a riscoprire la gioia di pascere il proprio gregge dentro la grande famiglia della Chiesa. Vi chiedo di avere un atteggiamento accogliente nei loro confronti; che si sentano ascoltati e guidati affinché possano crescere in comunione, santità e saggezza, e portino a tutti i misteri della salvezza. In vista del prossimo Giubileo della Misericordia, ricordate, prima voi e poi i sacerdoti, il servizio di essere fedeli servitori del perdono di Dio, soprattutto nel sacramento della Riconciliazione, che permette di sperimentare nella propria carne l’amore di Dio e di offrire a ogni penitente la fonte della vera pace interiore (cfr. Misericordiae vultus, n. 17). Per avere buoni pastori, è necessario curare la pastorale vocazionale, in modo che vi sia un numero adeguato di vocazioni, e soprattutto i seminari, affinché offrano la dovuta formazione ai candidati. Il seminario è l’ambito che più sollecitudine richiede al Vescovo Pastore. Offrire ai fedeli la vita sacramentale e dare loro un’adeguata formazione permanente fa sì che anch’essi possano compiere la loro missione. I fedeli boricua, e in particolare le associazioni, i movimenti e gli istituti educativi, sono chiamati a collaborare generosamente affinché si annunci la Buona Novella in tutti gli ambienti, persino in quelli più ostili e lontani dalla Chiesa. Desidero di cuore che, animati dall’esempio di insigni laici come il beato Carlos Manuel Rodríguez Santiago, modello di dedizione e di servizio apostolico, o il venerabile maestro Rafael Cordero y Molina, continuiate ad avanzare lungo il cammino di una gioiosa adesione al Vangelo, approfondendo la Dottrina Sociale della Chiesa e partecipando in modo lucido e sereno ai dibattiti pubblici che concernono la società in cui vivete. Tra le iniziative che è necessario rafforzare sempre più c’è la pastorale familiare, dinanzi ai gravi problemi sociali che l’affliggono: la difficile situazione economica, l’emigrazione, la violenza domestica, la disoccupazione, il narcotraffico, la corruzione. Sono realtà che generano preoccupazione. Permettetemi di richiamare la vostra attenzione sul valore e sulla bellezza del matrimonio. La complementarità tra l’uomo e la donna, vertice della creazione divina, è oggi messa in discussione dalla cosiddetta ideologia di genere, in nome di una società più libera e più giusta. Le differenze tra uomo e donna non sono per la contrapposizione o la subordinazione, ma per la comunione e la generazione, sempre a “immagine e somiglianza” di Dio. Senza la reciproca dedizione, nessuno dei due può comprendere nemmeno se stesso in profondità (cfr. Udienza generale, 15 aprile 2015). Il sacramento del matrimonio è segno dell’amore di Dio per l’umanità e della dedizione di Cristo per la sua Sposa, la Chiesa. Custodite questo tesoro, uno dei “più importanti dei popoli latinoamericani e caraibici” (Documento di Aparecida, n. 433). Infine, tra le maggiori sfide attuali per il lavoro apostolico c’è l’attuazione del Piano Pastorale d’Insieme nelle diocesi, mediante programmi elaborati per annunciare Cristo e rispondere alle preoccupazioni della società e del Popolo di Dio oggi, in cui deve essere sempre presente la dimensione missionaria fino all’ultima periferia esistenziale. Vi assicuro della mia preghiera, anche per i sacerdoti, per i consacrati e per tutti i fedeli laici di questa amata terra borinqueña. Portate a tutti, per favore, il saluto del Papa. Vegliate con zelo e pazienza sulla porzione della vigna del Signore che vi è stata affidata, e andate avanti tutti insieme. Raccomando l’opera dell’evangelizzazione a Porto Rico alla Santissima Vergine Maria, e chiedendovi di non dimenticarvi di pregare per me, vi imparto con affetto la Benedizione Apostolica

© Osservatore Romano - © Osservatore Romano - 8-9 giugno 2015