
".. poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo." (Mt 13,44)
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L'incontro con Cristo non è un incontro che si mescola fra i tanti; non è una conoscenza formale; non è una stretta di mano.
L'incontro con Cristo è "l'incontro".
Quello che ti cambia cuore e vita.
Quello che ti muove a gettare tutto e a ritenere tutto "una spazzatura", pur di avere Lui ed essere di Lui (Fil. 3,7-9).
Nella fase narcisistica dell'innamoramento tra un uomo ed una donna, fase per lo più proiettiva in cui ognuno vede nell'altro il compimento dei propri desideri, delle dimensioni simboliche e dei "propri archetipi", si nasconde però una profonda verità:
tu reputi "il tuo amato" e la "tua amata" più di ogni cosa e per Lei
ti giochi tutto, almeno potenzialmente.
Ebbene questa fase dei rapporti tra un uomo e una donna, spesso carica di narcisismo più che di amore reale per come l'altro è, rivela però la molla del cuore, l'atteggiamento, quando, realmente, incontri "il più bello tra i figli dell'uomo" (Sl. 44,3).
Perché solo Lui ti guarda e ti ama con quella totale gratuità che nulla sottrae e che ha sapore di Eternità (Mc. 10,21).
Lui non solo viene amato per ciò che è per te ma per ciò che è in sé stesso.
Pertanto è bene, profondo bene, che Dio, talvolta, ti deluda, che infranga nel cammino le tue proiezioni su di Lui.
Di svuotamento in svuotamento, di delusione in delusione.
Perché Egli è l'Altro ed è l'Altro che ti porta ad uscire da te perché tu sia finalmente te stesso.
La croce è il discrimine.
È Lui stesso che porta a compimento in te la capacità reale di amare, di amarlo e di amare i fratelli.
Ti spoglia dalle tue immaturità e ti riveste dell'uomo nuovo, capace di fatica gioiosa, di perdono, di fortezza oltre misura, di tenacia fedele nella croce e in ogni tipo di croce che inevitabilmente la vita porta con sé.
Ti rende capace di umiltà, di speranza e di fede oltre ogni misura.
Egli dunque non è solo l'oggetto dell'Amore ma è l'Amore stesso che forma e fa crescere ed abilita nella capacità di amare, di servire, di donarsi, di perdonare, di dire sì, di dire no, di essere fedele.
Ti conferma e ti struttura nella gioia inattaccabile dei figli di Dio.
Lui è il compimento oltre ogni tua aspettativa.
Pertanto non solo "vendi tutti i tuoi averi" ma li vendi "pieno di gioia". E non li vendi solo una volta ma ogni momento con quella rinuncia che è amore nell'Amore.
Anzi tutti gli averi ricevuti nel cammino sono lì per essere restituiti nella circolarità del Bene che si diffonde.
Anzi tutti gli averi ricevuti nel cammino sono lì per essere restituiti nella circolarità del Bene che si diffonde.
Lui infatti è tutto ciò che una donna e un uomo possano possedere; questa è la vera sapienza e in questa scelta risiede il giusto giudizio e il pieno discernimento.
Una gioia "tua" che, appena la conosci, vuoi condividere nel dono della missione. "Ecco faccio una cosa nuova.. non ve ne accorgete?" (Is. 43, 18-19)
Proprio donando questa tua gioia, nel sole e nel cattivo tempo, nell'accoglienza e nell'ostilità, comprendi che non ti viene sottratto alcunché ma, anzi, il tuo cuore trabocca sempre più di comunione intima con "il più bello tra i Figli dell'Uomo". E con i fratelli e le sorelle.
L'Amore, infatti, se vero, autentico, non è mai sottrattivo ma moltiplicativo e traboccante, di una "misura colma, pigiata, scossa e traboccante" (Lc. 6,38) che odora finalmente di Eternità.
L'Eternità.. la casa per cui siamo stati amati, pensati e desiderati con la nostra unica Persona al di fuori del tempo.
PiEffe
PiEffe