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padre misericordiosodi Paolo Cilia, in arte Paul Freeman

“Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.” (1Cor 2,6.8)

Tali versetti vanno intesi in duplice senso.

Il primo che gli uomini se avessero potuto conoscere la Sapienza si sarebbero ravveduti e non avrebbero ucciso il Cristo.

Il secondo che il male uccidendo il Cristo ha condannato se stesso. Non solo perché il male non può non desiderare il male ma piuttosto che il male non vede che il suo agire, dileggiando, torturando e uccidendo il Cristo ha spalancato la vita eterna per coloro che a Lui si rivolgono.

Cioè, in certo qual modo il male si è danneggiato da se stesso.

Vincendo sul Cristo, ha perso. Ha perso miseramente e per sempre.

Ora cosa c’è di più bello, nobile, giusto e di apologetico se non quello di avvicinarsi al peccatore per amore di Cristo e per amore della sua persona,

al di la della sua lebbra?

Questo dona gioia a Dio.

Questo fa gioire il Padre e fa rosicare, e non poco, il nemico dell’uomo e di Dio, che pensa che un’anima, per tutto quello che ha fatto e pensato,

sia già sua.

Con questo voglio dire che amare i nemici – senza giustificare mai né il peccato, né gli aspetti medicinali a volte necessari – ed avvicinarli per puro amore e compassione, talvolta solo con umanissima gentilezza,

non rivela solo la Carità di Cristo, ma anche l’umorismo straordinario di Dio.