Ne parlai anche a proposito del "Demone della Tristezza" qualche anno addietro. È tipico di questo demone (e dei suoi affini) aizzarci all'odio o all'amore smisurato verso le proiezioni e su queste proiezioni farci consumare una quantità smisurata di energia. Le fazioni ci garantiscono una falsa stabilità dell'io ed è quello che la Bibbia, sotto altre forme chiama vanità, effimero, fiato di nulla.
Danza dei "demoni" e del "nemico". Che godono della nostra dissipazione e della nostra disperazione rivestità di vanità.
Altro che muri, altro che ponti.
Per cui non si ama una persona o non la si odia ma si investe una quantità considerevole e ragguardevole di energie verso tale attività idolatrica liminale e subliminale.
È il male del soggettivismo di sempre e specie dei nostri tempi, così falsamente "social".
Ma il danno più evidente è che non c'è incontro con il reale che quella persona è e peggio ancora che questo è un metro di giudizio inconfessato verso noi stessi.
Senza l'incontro con l'altro (nell'Altro), persino delle sue miserie oltre che delle sue ineludibili ricchezze, io non mi vedo più.
Mi deformo in una sorta di ampollosa ed isterica caricatura.
Penso, ma in realtà non penso.
Dico ma in realtà emetto vuoto con la bocca.
Amo, ma in realtà sono ricurvo.
Sono stimato da tutti ma in realtà sono un fuggitivo.
Ho successo ma in realtà ansimo di vuoto.
Divento un ossimoro esistenziale.
Per cui si fugge l'altro e la sua unica bellezza e si fugge costantemente anche noi stessi e il dono che siamo da Dio per questa porzione di storia.
Uno spreco.
È che non abbiamo compreso le coordinate di una vera e propria "consegna".
In questa giornata mondiale delle Comunicazioni, con un santo straordinario come San Francesco di Sales, lo Spirito ci restituisca il senno della comunicazione con il reale, con Dio, con i fratelli e con noi stessi.
Lo Spirito Santo, comunicazione e gemito inesprimibile e sommo, questi miracoli li compie.
Veni Creator Spiritus.
PiEffe