Quesito
Caro Padre Angelo,
Avrei due quesiti teologici che non riesco a risolvere.
1. Si può dire che un atto è male a livello oggettivo, anche se la persona non ha la consapevolezza che lo sia? Per esempio, si può dire che un fornicatore compie un atto malvagio a livello oggettivo anche se a livello soggettivo a lui non è mai stato rivelato che la fornicazione offende Dio e quindi rimane senza colpa? In altre parole, la cattiveria di un atto è sempre determinata dall’intenzione della persona, oppure un atto può essere cattivo in sé, anche se la persona può uscirne senza colpa nel caso in cui non conosce chiaramente che un atto è gravemente disordinato? Sarebbe forse meglio dire che un atto di questo tipo è erroneo o sbagliato ma non cattivo o malvagio?
2. Se una persona adora un idolo senza avere in coscienza la consapevolezza che sta compiendo un atto che offende Dio, o se adora un idolo credendo di rendere culto a Dio, rende effettivamente culto a Dio siccome questo tipo di atto può essere visto come un atto religioso? Compie, quindi, un atto buono?
La ringrazio in anticipo e ringrazio Dio per il suo servizio alla Chiesa.
In Cristo
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