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Nairobi, 16. C'è attesa in Kenya per la pubblicazione di un documento da parte dei vescovi sulla proposta della commissione parlamentare per la revisione della Costituzione che intende modificare la clausola che definisce l'inizio della vita. Secondo la nuova proposta l'inizio della vita verrebbe spostato dal concepimento alla nascita.
Il documento sarà reso noto al termine della riunione plenaria della Conferenza episcopale del Kenya, in corso di svolgimento presso il Centro pastorale "Santa Maria" a Nakuru. A gennaio i vescovi avevano manifestato la loro opposizione alla proposta della commissione parlamentare per la revisione della Costituzione. Questa proposta viene vista dalla Chiesa come propedeutica alla legalizzazione dell'aborto. "Inserire nella Costituzione una clausola che sposta il momento dell'inizio della vita dal concepimento alla nascita - scrivono i presuli - è una sconfitta della ragione e senza dubbio apre la strada alla legalizzazione dell'aborto".
Il 24 marzo l'arcivescovo di Nairobi, cardinale John Njue, durante un incontro ecumenico svoltosi nella capitale keniana, aveva ribadito l'opposizione della Chiesa cattolica alla modifica della clausola sull'inizio della vita. Un altro punto della proposta di revisione costituzionale che ha suscitato l'opposizione della Chiesa e delle altre confessioni cristiane riguarda il riconoscimento delle corti civili musulmane, "kadhi courts".
I vescovi non hanno dichiarato quali provvedimenti avrebbero preso se il progetto non fosse stato modificato. L'arcivescovo di Kisumu, monsignor Zacchaeus Okoth, ha però espresso ottimismo sul fatto che la commissione di otto persone formata durante un incontro tra i funzionari dello Stato e i vescovi riuscirà a trovare una soluzione. "L'equivoco sulla clausola dell'aborto - ha spiegato l'arcivescovo - è di natura semantica. E questo può essere superato riscrivendo parte dell'articolo per cambiarne il senso negativo".

(©L'Osservatore Romano - 17 aprile 2010)