Dopo Toscana e Sardegna il Governo impugna davanti alla Corte costituzionale anche la legge sul suicidio assistito varata lo scorso luglio dalla Regione Emilia-Romagna. Il motivo è il solito, già evidenziato nelle altre due occasioni dalla stessa Consulta: le regioni sono incompetenti nel legiferare su questa materia che attiene invece alle competenze esclusive del Parlamento. Palazzo Chigi fa sapere che «la legge [dell’Emilia-Romagna] ha violato una serie di profili di competenza esclusiva dello Stato, […] con ciò eludendo i vincoli posti sul punto dalla Consulta».
A questo punto è prevedibile che il Governo impugnerà anche la recente legge sul suicidio assistito della Regione Veneto. Altrettanto prevedibile sarà la risposta della Consulta riguardo alla norma emiliana: ripeterà quanto scritto in merito al ricorso contro le leggi di Toscana e Sardegna, ossia che la materia della legge non può essere soggetta ad una disciplina normativa regionale. Alle regioni sono demandati solo gli aspetti organizzativi. Detto ciò e nonostante tali pronunce, quelle leggi non sono mai state abrogate, ma, intatte, continuano ad essere vigenti. Insomma, pare proprio che l’intervento della Consulta sia stato pensato come intervento pro-forma.
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