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stato eticodi Giuseppe Bruno

La Giannini nella sua risposta all’interrogazione parlamentare frutto della conclusione (?!) della dovuta ispezione riguardo al caso del liceo Giulio Cesare di Roma non teorizza, come qualcuno rileva, lo “ stato“ “Etico”, anche se forse dovrebbe farlo visto che - vedi sentenza del Tribunale di Roma riguardo al caso citato - quello che sta creando anche l’Italia sotto il Diktat dell’Europa e dell’ONU è a tutti gli effetti uno stato Etico, hegeliano o marxista (la matrice è la stessa), un regime, ma, manifesta, a mio avviso, solo uno “stato” “mentale” molto “confuso”: il suo.
Forse lei, non del tutto coscientemente vorrebbe teorizzarlo lo stato etico, ma in realtà, usando nella sua risposta, per forza di cose, termini e ed espressioni frutto di una lunga storia legislativa democratica della scuola italiana, mostra - ad essere clementi - solo una preoccupante superficialità.
Infatti se la logica ha ancora un senso il non detto, il sottinteso, il logicamente deducibile nella sua risposta è che per lo Stato Italiano “gli obiettivi del sistema nazionale di istruzione e degli standard di livello internazionale e i principi enucleati nella nostra Costituzione” prevedono la propaganda omosessualista mediante la proiezione di film pornografici per l’educazione di alunni adolescenti, purché questo avvenga secondo la normativa che regola l’Autonomia scolastica.
Come minimo tutto questo sarebbe almeno da dimostrare e temo che la Giannini non avrebbe alcun elemento neanche minimamente o lontanamente normativo per fare ciò.
In conclusione la risposta è come al solito una non risposta.
È l’arte di glissare che il Ministero della Pubblica Istruzione porta avanti da almeno due anni su questi temi, perché la Strategia è quella di non affrontarli di petto, come quando i farisei temevano di catturare Gesù o i suoi Apostoli per evitare che “scoppiasse il caso”. Io non lo so.
Ma visto che alle interrogazioni è prevista la replica alla risposta, credo, che gli interroganti abbiano avanzate queste mie stesse obiezioni. Il problema è che non sia obbligatoria una contro replica. Infatti sarebbe stato interessante sentire cosa avrebbe detto a questo punto il Ministro. Bene, ancora una volta, interpretando, spero anche il desiderio del Comitato Nazionale Difendiamo i Nostri Figli, che glielo ha più volte esplicitamente e ufficialmente chiesto, mi permetto di chiederglielo io. Risponda, se può, alle obiezioni su esplicitate altrimenti ne prenda atto e ne tragga le dovute conclusioni, perché un Ministro della Repubblica Italiana - che ha giurato fedeltà alla Costituzione e che non può disconoscere la Normativa che regola tutta la Vita scolastica italiana – dovrebbe essere in grado di far si che le scuole nella loro Autonomia rispettino e garantiscano “gli obiettivi del sistema nazionale di istruzione e degli standard di livello internazionale e i principi enucleati nella nostra Costituzione” , cosa che nel caso del Liceo Giulio Cesare - checché ne pensi il Tribunale di Roma - non è avvenuto.
Ma c’è di più: sono state realmente e non solo formalmente espletate tutte le procedure che prevedono l’Autonomia, la Democrazia e la Partecipazione Scolastica; il Patto Educativo che dovrebbe legare in modo solidale e convinto le principali Componenti della realtà scolastica è stato realmente messo in atto; come, quando, con quali risultati? L’ispezione, così giustamente severa nei casi di “maltrattamenti” a minori, che ha portato alla sospensione o addirittura al licenziamento e all’arresto di Personale scolastico riconosciuto colpevole, è stata condotta con altrettanta scrupolosità o si è voluto solo salvare la forma? E comunque, se si vuol salvare capra e cavoli, perché il Ministro non si decide almeno a mettere nero su bianco una risposta ufficiale alle richieste “minimali” che gli sono state rivolte ?:

1. Consenso informato da parte dei genitori che ancora vogliono dire la loro su certi temi nell’educazione dei figli, secondo quanto loro riconosciuto non solo dalla nostra Costituzione e dalla nostra Normativa, ma da varie Dichiarazioni Internazionali;
2. Attività Alternativa in caso di svolgimento di questi temi con modalità dai genitori non condivise in orario curricolare;
3. Definizione ufficiale e corretta dell’obbligatorietà e della curricolarità dell’orario scolastico.

© http://www.lacrocequotidiano.it/ - 3 maggio 2016

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