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aborto 31LA VALLETTA, 20. Proteggere la vita sempre e in ogni luogo: è questo l’invito contenuto nella lettera pastorale diffusa dalla Conferenza episcopale maltese in occasione della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. L’arcivescovo di Malta, Charles Jude Scicluna, e il vescovo di Gozo, Mario Grech, presidente dell’episcopato, denunciano — citando Papa Francesco — «la cultura dell’usa e getta, con la quale gli esseri umani vengono scartati come rifiuti» e «si dà priorità al denaro e non alle persone».
Tale cultura «uccide i bambini non ancora nati, abbandona gli anziani, emargina i disabili, valuta le persone in base al loro potenziale contributo economico e consumistico, è ingiusta nei confronti dei poveri». Inoltre, tipico di questa ideologia è «lo sfruttamento dell’ambiente che arricchisce pochi e deruba molti». I cristiani — sottolineano i presuli nel documento — hanno il dovere speciale di amare la vita, «perché per noi essa è un dono di Dio che ne è l’unico padrone, dall’inizio alla fine. Nessun essere umano, di conseguenza, può arrogarsi il diritto di distruggere la vita innocente di un altro o di considerare alcune persone come prive di valore o come ostacoli». La seconda parte della lettera è dedicata al dibattito sull’eutanasia in corso nel Paese. A luglio il Governo ha respinto un progetto di legge relativo alla sua legalizzazione ma il tema resta vivo nell’opinione pubblica. Ribadendo che l’eutanasia «non può mai essere nell’interesse del paziente», Scicluna e Grech scrivono che «una società mostra il suo volto misericordioso quando le persone vulnerabili vengono sostenute e aiutate». Perciò è necessario «rafforzare i servizi sanitari di qualità, in particolare quelli relativi alle cure palliative e all’assistenza per i malati terminali».

© Osservatore Romano - 21 agosto 2016