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Legge1(AGENPARL) - Roma, 30 nov - Esprime "piena soddisfazione" l'onorevole della Lega Nord, Oreste Rossi, alla notizia che la Corte d'appello di Bruxelles ha dichiarato non valide le perquisizioni effettuate, nel giugno del 2010, all'interno dell'arcidiocesi di Malines, ovvero la sede principale della Chiesa cattolica in Belgio, attraverso quella che all'epoca venne battezzata operazione "Calice".
"Avevamo ragione noi", ha dichiarato Rossi. "Lo scorso anno, sono stato l'unico tra gli eurodeputati, ad aver denunciato nelle sedi dell'Europarlamento di Bruxelles e Strasburgo, la modalità deplorevole con cui la magistratura belga si era permessa di profanare un luogo di culto, arrivando ad aprire le tombe di due cardinali nella cripta della Cattedrale, con martelli pneumatici, nella vana ricerca di documenti per la sua indagine sui preti pedofili".
"Nonostante mi fossi rivolto, direttamente, all'allora primo ministro belga Yves Leterme -ha ricordato Rossi- le mie parole erano rimaste inascoltate. Ora, vista la sentenza della Corte d'appello di Bruxelles, mi auguro che questa mia denuncia abbia la giusta eco e soprattutto vorrei ribadire che la polizia belga, con questo grave atto, violò l'articolo 21 della Costituzione belga, per cui lo Stato non ha diritto di intervenire nelle nomine dei ministri religiosi e nella loro corrispondenza con i superiori".
"Tra l'altro, i 475 dossier che erano stati raccolti dalla commissione indipendente istituita dalla Chiesa, raccontavano di crimini e abusi per cui le stesse vittime che li avevano segnalati avevano chiesto l'anonimato. Quindi, si era persino violato il loro diritto alla riservatezza, con l'ulteriore intenzione di colpire uno dei principi più sacri della Chiesa, ossia il segreto confessionale".
"Questa sentenza -ha concluso l'europarlamentare del Carroccio- anticipa un giudizio che mi aspettavo arrivasse molto tempo fa dall'Esecutivo dell'Ue, al quale avevo presentato delle interrogazioni parlamentari urgenti in merito, senza mai ricevere, tuttavia, risposte soddisfacenti e concrete".

© http://www.agenparl.it/articoli/ - 30 novembre 2011