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Bacio di Giuda

“Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».”

(Mt. 26,25)

“Nel cuore dell'empio parla il peccato,
davanti ai suoi occhi non c'è timor di Dio.
Poiché egli si illude con sé stesso
nel ricercare la sua colpa e detestarla.”

(SL. 35,2-3)




Ci sembra assai grossolano il peccato del tradimento di Giuda che chiede ai Sommi Sacerdoti

«Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?» (Mt. 26,15).

Eppure questo è il cammino dell’Empietà che comporta nel tempo una struttura a tratti ossimorica divisa tra senso di colpa e semi-coscienza di colpa.

Non vera e propria coscienza di colpa, magari lo fosse!, ma semi-coscienza di colpa.

Perché il senso di colpa è un macigno che spinge alla fuga da sé, dal vero sé e dalle responsabilità. Comporta una fuga dall’Amore.

La coscienza di colpa invece comporta lo schietto animo di Davide davanti alla colpa e porta a dire: “ho peccato contro il Signore” (2Sam.12,13) e fa scaturire il Miserere (Sl. 50) ed al cambio di vita.

La semi-coscienza di colpa invece è il capolavoro di un cuore malato perché si intravede la via di uscita ma ci si spinge comunque a cercare la colpa senza decidersi, nella decisione dell’ora, di cessare con il peccato, e nel contempo questo gioco perverso tra intravedere la Luce e cercare comunque la colpa nella mossa apparente (e patinata) del detestarla man mano affievolisce la volontà e la rende soggiogata al disordine.
Volontà misera incapace di uno slancio deciso che accoglie la Misericordia di Cristo e pone in atto un cammino di conversione e di rinnovata vita nuova.

Questo inganno crea una struttura di Empietà che porta a tradire sempre più Cristo e la Chiesa, finanche con un "bacio", ed è ben peggiore del “senso di colpa”, perché se quest’ultimo comporta una fuga continua e a tratti incosciente, la “semi-coscienza di colpa” comporta il brivido folle dell’abisso con l’illusione superba di essere padroni di sé quando invece si è schiavi di ogni vizio.

Per tale motivo questa è la giornata dell’Empietà che si manifesta nel tradimento perché l’empio non ama più nulla, né sé, né il fratello, né tanto meno Cristo, reso oggetto di scambio di mercato.

Che Dio ci illumini e ci protegga sempre dall’Empietà e ci doni piuttosto “la Luce, per vedere alla Sua Luce” (Sl. 35,10)

Perché in Lui che ci ama sopra ogni cosa, facendosi Eucarestia, e ci ama nonostante e sopra la nostra contorta miseria,
è la “sorgente della Vita!”
che vince ogni inganno e rende viva ogni membra,
anche quella strutturata nella paralisi e nell’inganno.



PiEffe