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francesco credit by AZMDa parte di P. Giancarlo Rosati, Rettore del Santuario di Santa Margherita a Cortona

Carissimi fratelli e carissime sorelle, siamo in tempo pasquale, facendo memoria di Gesù risorto che ci accompagna, come i discepoli di Emmaus, e anche la natura parla di vita che si rinnova. Ho trovato questa riflessione di Guerrico d’Igny, e la voglio condividere con voi, per rafforzare la nostra fede nel cammino della vita.

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. (Gv 20,1)
“Sarai in grado di riconoscere che il tuo spirito è pienamente risorto in Cristo se potrai dire con intima convinzione: «Se Gesù vive, questo mi basta!». Questa parola esprime davvero un attaccamento profondo e degno degli amici di Gesù. Com’è pura l’affezione che può dire: «Se Gesù vive, questo mi basta!». Se egli vive, io vivo, perché la mia anima è sospesa a lui, di più egli è la mia vita è tutto ciò ci cui ho bisogno. Che cosa mi può infatti mancare, se Gesù vive? Anzi mi manchi pure tutto il resto, questo a me non importa, purché Gesù viva… Se a lui piacesse anche che io mancassi a me stesso, a me basta che egli viva, fosse pure per se stesso. Quando l’amore del Cristo assorbe così totalmente il cuore dell’uomo, al punto che egli si trascuri e dimentichi se stesso e sia sensibile solo a Gesù Cristo e a quello che concerne Gesù Cristo, allora soltanto la carità è perfetta in lui”.
(Guerrico d’Igny, monaco cistercense (1080-1157), Sermo in Pascha, I, 5; da Lectio Divina per la vita quotidiana vol 4, Queriniana, 2000)

Fr. Giancarlo Rosati ofm

 

Qui un percorso di Esercizi Spirituali di Fra Giancarlo Rosati, ofm

 

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