A spiegarlo è stato l'Arcivescovo Silvano Maria Tomasi, Osservatore permanente presso l'ufficio delle Nazioni Unite e le Istituzioni specializzate a Ginevra, durante la sessione del gruppo di esperti governativi degli Stati Parte alla "Convenzione sulla proibizione o restrizione dell'uso di certe armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente dannose o avere effetti indiscriminati".
Nel suo intervento, pubblicato martedi dalla Sala Stampa della Santa Sede, ha riconosciuto come “l'esperienza ci mostra che l'interdizione di categorie di armi operata dal negoziato in buona fede di strumenti internazionali non ha mai messo in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati”. Continua su ZENIT