DUBLINO, 20. «Come cittadini e come cristiani, impegnati in una società che coltiva la dignità e il valore di ogni vita umana, non possiamo non essere preoccupati per il numero di morti per suicidio che attualmente si verificano in tutta l’Irlanda del Nord». È quanto emerge da una dichiarazione del Consiglio cattolico per gli affari sociali dell’Irlanda del Nord (Niccosa) che ha esaminato nei giorni scorsi gli strumenti con i quali la Chiesa può lavorare assieme alle parrocchie e ad altri organismi per contribuire a ridurre i casi di suicidio.
«Negli ultimi quindici anni — sottolineano i responsabili del Niccosa — abbiamo ridotto in maniera significativa il rischio di morte da conflitti violenti. Durante questo periodo il numero dei decessi provocati da incidenti stradali è diminuito grazie anche a una maggiore sensibilizzazione e alle strategie di sicurezza. Ma i suicidi sono in costante aumento e attualmente la media è di trecento morti l’anno». Per fermare questo trend negativo il Consiglio cattolico per gli affari sociali ha organizzato un programma di formazione-pilota rivolto ai sacerdoti in materia di prevenzione del suicidio e di sostegno per le famiglie. «Come parte del nostro ministero quotidiano, i membri del clero sono particolarmente disponibili a incontrare le persone a rischio. Siamo spesso tra i primi a intervenire sul luogo in cui si è verificato un suicidio. E rimaniamo in contatto con le famiglie colpite dal lutto. Imparare a dare sostegno a chi ha subìto una grave perdita — spiegano dal Niccosa — è già un elemento importante della preparazione al nostro ministero. Tuttavia, come riconosciuto dai molti sacerdoti che hanno partecipato alla giornata di formazione, ci sono sfide particolari che sorgono nel contesto di un suicidio. Sulla scia di una morte per suicidio, quelli che si rivolgono spesso a noi come sacerdoti ci pongono domande alle quali molto spesso è difficile dare delle risp oste». Durante il corso, alcuni sacerdoti hanno raccontato di sentire un peso enorme di responsabilità nel rispondere a domande sul perché del suicidio, alle aspettative della famiglia, degli amici e della comunità in generale. Altri, invece hanno sottolineato il bisogno di una formazione e di un sostegno continuo da parte di esperti del settore in questo delicato contesto. Inoltre, è stato sottolineato quanto sia fondamentale il ruolo che il clero insieme agli altri organismi caritativi può svolgere nell’individuare le persone a rischio e assisterle nella ricerca di aiuto. «Tuttavia — ha dichiarato un sacerdote — i consigli che ci hanno dato sono stati molto utili. Tutti abbiamo bisogno di essere ben informati sui servizi e le risorse disponibili nella nostra zona. Abbiamo bisogno di essere coinvolti nel cercare di rendere le nostre comunità più sicure. Sapere chi chiamare in una situazione di crisi può essere un fattore importante nel mantenere qualcuno in vita. Avere queste informazioni a portata di mano può anche aumentare la nostra fiducia nel porre domande quando percepiamo che qualcuno è disp erato». Da diversi anni, grazie al sostegno della Conferenza episcopale irlandese, è attivo un servizio di consulenza e di emergenza 24 ore su 24, fornito dall’associazione Lifeline. «Offrire un sostegno efficace — sottolineano i responsabili del Niccosa — non è tanto dire la cosa giusta, quanto essere disposti ad ascoltare gli altri con compassione e rispetto. Prendersi il tempo per chiedere a qualcuno come sta e dimostrare di essere interessati alla risposta può incoraggiare una persona a rischio di suicidio a chiedere aiuto. Dobbiamo impegnarci tutti per assicurare che le soluzioni alternative siano facilmente disponibili e accessibili per chi sta vivendo momenti di difficoltà. Lavorando insieme con sensibilità, comprensione e con il sostegno dei sacerdoti e dei laici che hanno un’adeguata formazione in questo settore, possiamo aiutare a sviluppare reti di compassione e di assistenza che sono già disponibili in molte delle nostre comunità locali. Possiamo fornire maggiore sostegno alle persone a rischio e svolgere un ruolo determinante nel tentativo di ridurre il numero di morti nel nostro Paese».
© Osservatore Romano - 21 giugno 2013
Sacerdoti in prima linea contro i suicidi
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