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sindone 1 voltoCon una preghiera autografa di Francesco apre il volumetto Via Crucis dalla Bibbia alla Sindone (Editrice Shalom, Camerata Picena, 2015, pagine 96, euro 3), scritto dal sacerdote egiziano segretario di nunziatura in servizio presso la prima Sezione della Segreteria di Stato.

di YOANNIS LAHZI GAID

Da sempre, ogni cristiano desidera poter scorgere com’era effettivamente il “volto” del Figlio dell’uomo e così acquisire una ulteriore “p ro v a ” storica della sua esistenza! Il volto di colui che ha “sconvolto” la storia dell’umanità e ancora oggi “scuote” chiunque lo incontra! È immutata nel ricordo l’emozione di quando mio zio, sacerdote e rettore del seminario al Cairo, tornando da Roma mi portò quale souvenir l’immagine del volto della sacra sindone, ove a margine stava descritta la sintesi della ricostruzione degli studi effettuati da parte degli scienziati e degli studiosi. E da lì, da quel provvidenziale incontro, che iniziò il mio interesse verso la sindone, quel sacro lino conservato, dopo varie peripezie e percorsi, nel duomo di Torino. Il mio grande interesse, extra scolastico, diventò la sindone! Proveniente dall’Egitto, la terra evangelizzata dalla predicazione di san Marco, lessi e rilessi il suo Vangelo e man mano che ne proseguivo l’approfondimento, scrissi a mio uso personale una Via Crucis secondo la Sindone, per pregare meditando la passione, la morte e la risurrezione del nostro salvatore e redentore Gesù Cristo. Divenuto sacerdote, sentii forte il bisogno di “c o i n v o l g e re ” la gente della mia comunità ecclesiale con una riflessione che rispondesse maggiormente alle esigenze di una evangelizzazione attualizzata nella storia di oggi! Pensai quindi a uno studio e a una pubblicazione in lingua araba che potessero divenire una proposta per tanti, cattolici e non, che vivono in Egitto. Così realizzai un dvd sulla sindone, memore di quel “maestoso volto” che ha segnato la meditazione degli uomini di ogni tempo confidando in quella parola del salmista: «Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondere il tuo volto da me» (Salmo 27, 8b-9a). Sono passati circa quindici anni e ora ho pensato di estrarre dal cassetto delle mie carte quel testo, già pubblicato, della Via Crucis dalla Bibbia alla Sindone che è stato per me un efficace aiuto spirituale per la preghiera nel sacro tempo quaresimale. Oggi il volto di Cristo, impresso nell’uomo della sindone, rappresenta un costante richiamo, come ci esorta Papa Francesco, a portare la nostra attenzione e il nostro impegno verso le periferie del mondo e a fermare il nostro sguardo a questo particolare lenzuolo che ha avvolto colui che, in realtà, ha abbracciato l’umanità avvolgendone tutte le sofferenze! L’esposizione della sindone a Torino, che vedrà pellegrino Papa Francesco, mi ha spinto pertanto a pubblicare questo libretto, confidando che possa aiutare nella preghiera i credenti e alla riflessione tutti coloro che sono alla ricerca di Dio. Gesù, ancora oggi, come ebbero a dire tanti scrittori e insigni studiosi, rimane il mistero più grande della storia umana, poiché fu figlio di una donna umile e semplice, nacque in un oscuro villaggio e visse in un al- tro sobborgo non meno dimenticato dove ha lavorato come falegname fino a trent’anni. Poi per tre anni, percorse in lungo e in largo la sua terra predicando. Non lasciò nulla di scritto. Non ottenne nessuna carica pubblica o istituzionale. Soprattutto non ebbe famiglia che ne riconoscesse la paternità né una propria abitazione. Non ottenne nessun titolo accademico ma si intratteneva a discutere con i sapienti del suo tempo fin dall’età di dodici anni. Non si allontanò più di trecento chilometri da dov’era nato. Non perseguì nessuna di quelle imprese che di solito si definiscono con il termine “successo”. Non offrì altre credenziali che la sua p ersona! Al compimento dei trentatré anni l’opinione pubblica gli si rivoltò contro. I suoi amici allora lo abbandonarono lasciandolo solo e uno di loro lo tradì vendendolo ai suoi persecutori. Ne sortì un processo definibile soltanto con il termine di farsa. Fu messo in croce in mezzo a due ladri e mentre stava morendo i suoi carnefici si giocarono ai dadi l’unica proprietà che aveva: la sua tunica! Da morto venne deposto in un sepolcro donatogli da Giuseppe d’Arimatea, un amico spinto dalla compassione. Dopo tre giorni quel sepolcro fu trovato vuoto. Di lui, là dentro, rimase solo quel lenzuolo (la sindone) che lo aveva avvolto con i segni della sua passione: quasi una foto ricordo! Sono passati venti secoli e lui, ancora oggi, è la figura centrale dell’umanità. Il tempo storico degli uomini è segnato da un prima e un dopo di... LUI! Nessuno dei potenti di ogni epoca ha cambiato la vita dell’umanità sulla terra quanto la vita di quest’uomo s t r a o rd i n a r i o ! Oggi quell’uomo continua a “parl a rc i ” anche attraverso la sindone, ricordandoci che se lui ha avuto le mani inchiodate sulla croce occorre che noi ci adoperiamo a schiodare quelle dell’umanità crocifissa. Il suo cuore trafitto ci insegni l’intensità dell’amore! Le sue piaghe siano un continuo richiamo a condividere le sofferenze di tutti coloro che, anche oggi, sono piagati nel corpo e nello spirito! Questo è l’intento che mi ha spinto a scrivere queste semplici pagine, con l’auspicio che il lettore, contemplando il volto dell’uomo dei dolori, ottenga il dono delle lacrime per camminare, con autenticità, insieme ai fratelli, seguendo le orme di Cristo povero e sofferente verso l’alba radiosa della risurrezione.

© Osservatore Romano - 13maggio 2015