Rilanciamo, concordemente, come redazione de ilcattolico.it la smentita ufficiale di Radio Maria nei confronti delle dichiarazioni dell'Espresso e compagnia giornalistica.
Da parte dell'Espresso dichiarazione false:
"Il 30 ottobre dai microfoni dell'emittente Radio Maria il direttore Padre Fanzaga dice: «Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, sono il castigo del peccato originale, anche se la parola non piace. […] Arrivo al dunque, castigo divino. Queste offese alla famiglia e alla dignità del matrimonio, le stesse unioni civili. Chiamiamolo castigo divino». Segue immagine se l'Espresso dovesse togliere il link http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/11/03/news/terremoto-radio-maria-colpa-delle-unioni-civili-1.287251?ref=HEF_RULLO

Tutti sanno che P. Livio non poteva fare una diretta il 30 ottobre, domenica, e che non è lui a pronunciare queste parole.
Ma quello che conta per l'Espresso (e compagnia) è manipolare l'informazione e creare il caso.
Sul nulla.
Se questo è giornalismo!!
Update della Redazione de www.ilcattolico.it
Giustamente Mario Adinolfi ieri aveva sottolineato che a pag. 8 del Cartaceo del Corriere della Sera si ribadiva la questione con una mala-comunicazione e manipolazione unica.
https://www.facebook.com/mario.adinolfi?pnref=story
Anche l'Espresso rettifica scrivendo in fondo al suo articolo (in fondo, mi raccomando in fondo!):
In un primo momento avevamo attribuito la dichiarazione choc sul terremoto al direttore di Radio Maria ma non potendo indentificare con certezza la voce dello speaker abbiamo eliminato il nome. Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori
Radio Maria sospende la trasmissione di P. Cavalcoli con effetto immediato con un comunicato:
Radio Maria ritiene inaccettabile la posizione di Padre Giovanni Cavalcoli riguardante il terremoto e lo sospende con effetto immediato dalla sua trasmissione mensile.Tale posizione non è in linea con l'annuncio della misericordia che è l'essenza del cristianesimo e dell'azione pastorale di Papa Francesco. Radio Maria si scusa se tali espressioni possono aver offeso la sensibilità dei fratelli terremotati ed esprime loro piena solidarietà e vicinanza nella preghiera. Radio Maria assicura, come già in passato, i collegamenti di preghiera con le zone terremotate per far sentire loro la vicinanza di tutta la Chiesa.
Anche oggi, 5 novembre il Corriere online insiste con un titolo totalmente fuorviante
"Radio Maria e la «punizione divina»
Le parole senza via di mezzo di padre Livio per i tre milioni in ascolto"
su un articolo di Gian Guido Vecchi che, con la scusa dell'excursus, bypassa una informazione manipolata e manipolatrice
http://www.corriere.it/cronache/16_novembre_05/radio-maria-punizione-divina-parole-senza-via-mezzo-padre-livio-tre-milioni-ascolto-58671122-a2fa-11e6-9bbc-76e0a0d7325e.shtml
con il solito intervento tragi-comico de La Zanzara.
E' inutile che si vuol quadrare (laicisticamente) il cerchio.
Ripetiamo in sintesi ciò che è patrimonio della Chiesa, nella sua Tradizione, nel suo Magistero, nella bellezza della Parola:
1 - Quello che si allontana dalla morale naturale è innaturale (cioè perde il senso della sua vera finalità) ed è offesa a Dio e contro l'uomo.
Riguarda tutti, non solo le persone che hanno orientamento omoaffettivo. Attenzione, quest'ultime, non sono "persone omosessuali" ma "persone che hanno un orientamento omosessuale".
Sulla differenza tra essere e avere suggeriamo di approfondire le basi elementari della metafisica.
2 - Il peccato originale ha sconvolto l'ordine intero della natura uscita dalle mani di Dio (Leggere e studiare il Libro del Genesi e la Lettera ai cristiani di Roma).
3 - I terremoti e le calamità rientrano in circostanze che non sono un male voluto e/o un castigo nel senso umano, ma un male, in qualche modo permesso per fini più grandi che sfuggono alla umana comprensione. Su cui occorre rispetto, vicinanza e l'esercizio dell'autentica Carità verso chi vive questo dramma (1Cor. 13).
Tra le finalità di Dio rientra anzitutto il fatto e la decisione che l'uomo possa ritornare in se stesso; Shuv in ebraico; conversione.
Quello che conta, per Dio e per l'uomo, è la conversione, come ribadisce chiaramente Gesù nel Vangelo, al capitolo 13 di Luca (Lc. 13,1-5). Atteggiamento che dura una vita intera.
Ogni evento, gioioso e drammatico, bello e doloroso, rientra in questa finalità e fa parte di uno sguardo di autentica misericordia.