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famiglia-5GIACARTA, 5. La famiglia è luogo della presenza di Dio e riveste un ruolo importante non solo nella storia della salvezza, ma anche nella società. È quanto, in sostanza, affermano i vescovi cattolici e protestanti dell’Indonesia in un messaggio congiunto diffuso in vista del prossimo Natale. Un testo di natura ecumenica, dunque, in cui viene ribadito il nucleo dell’annuncio cristiano relativo al mistero dell’incarnazione: «il Figlio di Dio che divenne uomo è l’Emmanuele, il Dio con noi». Un annuncio tanto più importante se si considera che esso manifesta il desiderio di una testimonianza comune dei cristiani in un contesto, come quello della nazione islamica più popolosa del mondo, dove certamente non mancano attriti e atti di discriminazioni nei confronti delle minoranze religiose, in particolare dei battezzati.
È il caso, per esempio, della normativa che blocca il riconoscimento civile dei matrimoni fra sposi di religione diversa, di cui l’episcopato cattolico proprio di recente ha chiesto la revisione. Il messaggio, intitolato «Incontrarsi con Dio in famiglia» è firmato dal presidente e dal segretario generale dell’episcopato cattolico, rispettivamente monsignor Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Jakarta, e monsignor Johannes Maria Trilaksyanta Pujasumarta, arcivescovo di Semarang, insieme ad Andreas Yewangoe e a Gomar Gultom, presidente e segretario generale della Comunione delle Chiese in Indonesia, organizzazione che include le comunità ecclesiali protestanti. Nel loro messaggio i leader cristiani non mancano di sottolineare i rapidi cambiamenti in corso nella società: novità che finiscono per influire, non sempre in modo positivo, sulla vita delle famiglie. In particolare, il testo si sofferma sui «molti problemi familiari da risolvere come la povertà, la salute, una casa adeguata, l’educazione dei ragazzi, la violenza domestica, la dipendenza da droghe e alcolici». Fra le altre sfide, che minano le famiglie e diventano spesso anche causa di conflitti, vengono citati «l’aborto, la prostituzione e il traffico di esseri umani». La famiglia, insomma, sempre più viene a trovarsi immersa e quasi indifesa in una cultura fortemente segnata da uno spirito individualista che mette all’angolo i valori morali che sono alla base del vivere sociale. In tali circostanze, viene sottolineato dai presuli, urge rinverdire quei «valori che esprimono il rapporto di amore, lealtà e responsabilità». In questo senso, proprio quando «la presenza di Dio è difficile da avvertire», diventano «essenziali» i momenti di preghiera e riflessione sulla Parola di Dio. In vista del Natale, i leader cristiani sollecitano perciò la comunità cattolica e quella protestante a presentare e a rendere le famiglie «un luogo adeguato per la nascita del Salvatore». La famiglia, viene ricordato, è infatti il luogo nel quale il Signore si fa presente. In questo senso, veramente «la famiglia diventa grazia e benedizione per tutti e lieta notizia per il mondo».

© Osservatore Romano - 6 dicembre 2014