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Bereshit 2

Perché qualcosa nella coppia non funziona?

Perché non basta, talvolta,

una terapia consultoriale

e di dialogo  per risolvere

le ferite coniugali e familiari?

Quando si rompe la vita della coppia

a chi dobbiamo rivolgerci?



Genesi.[CAP 3]La caduta


tradidminitrasp[1]Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E` vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». [2]Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, [3]ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». [4]Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! [5]Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». [6]Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. [7]Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

[8]Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. [9]Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». [10]Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».

[11]Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».

[12]Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». [13]Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

[14]Allora il Signore Dio disse al serpente:

  «Poiché tu hai fatto questo,

sii tu maledetto più di tutto il bestiame

e più di tutte le bestie selvatiche;

sul tuo ventre camminerai

e polvere mangerai

per tutti i giorni della tua vita.

[15]Io porrò inimicizia tra te e la donna,

tra la tua stirpe

e la sua stirpe:

questa ti schiaccerà la testa

e tu le insidierai il calcagno».


[16]Alla donna disse:

«Moltiplicherò

i tuoi dolori e le tue gravidanze,

con dolore partorirai figli.

Verso tuo marito sarà il tuo istinto,

ma egli ti dominerà».


[17]All'uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare,

maledetto sia il suolo per causa tua!

Con dolore ne trarrai il cibo

per tutti i giorni della tua vita.

[18]Spine e cardi produrrà per te

e mangerai l'erba campestre.

[19]Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;

finché tornerai alla terra,

perché da essa sei stato tratto:

polvere tu sei e in polvere tornerai!».


[20]L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.

[21]Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.

[22]Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!». [23]Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. [24]Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita.


  "IL SERPENTE ERA LA PIU' ASTUTA": " ARUM"= ASTUTO/LADRO; come Giuda ruba i doni di Dio capovolgendone la natura più intima.

  "DISSE ALLA DONNA": non poteva che colpire la donna, cioè la parte più sensibile dell'umanità (maschio e femmina) dal punto di vista affettivo; coinvolta la parte affettiva di una persona ha preso tutto.

  "E' VERO CHE DIO HA DETTO..." stravolge la Parola cogliendo la proibizione e non l'affetto dietro la regola; è menzognero fin dal principio, stravolgendo il volto amoroso del Padre.

  "RISPOSE LA DONNA": la risposta è vera ma già viziata dal dubbio proprio perché divide la realtà in bene e male e cioè pone la realtà in chiave dualistica; è buon gioco del manicheismo di ogni tempo non solo quella dell'eresia ma anche quello della cultura cinematografica / (i buoni e i cattivi) / mia moglie o mio marito è cattivo / ecc... la realtà viene divisa in bianco e nero; c'è già l'orizzonte per la non accettazione del negativo in se stessi.

  "MA IL SERPENTE DISSE ALLA DONNA": si pone come avversario, più che dell'affermazione, di Dio stesso.

E' suo "compito", sua "vocazione" contrastare Dio. Il Dubbio in Dio è qui "consumato": Dio è contro di te e contro la tua vita ("non morirete affatto!") Dio non vuole il tuo bene è piuttosto antagonista della vita, dei progetti, della "tua realizzazione" a più livelli "ti taglia le gambe". Vuoi realizzarti? (Essere come Dio?!). Lo puoi fare con le tue stessi mani così... non dovrai rendere conto a nessuno (neanche al coniuge!).

Il maligno fa presa sui bisogni (buoni o neutri) disordinandoli come è il caso del bisogno di identità. satana lavora sulla paura che sperimenti nelle prove "convincendoti" che Dio è lontano.

  "CONOSCENDO IL BENE E IL MALE": il dominio sulla realtà a prescindere da Dio; il dominio sul tuo matrimonio (ti sei sposato per Cristo nella Chiesa, ma vivi come un ateo/empio); il dominio sul tuo corpo e sul corpo del coniuge; il dominio sui figli; ecc... è una febbre, a volte discreta e sottile, che ti fa crescere in superbia, cioè nell'ingenua e particolare illusione che sei onnipotente senza Dio decidendo tu ciò che è bene per te e ciò che non lo è (per es. "uso o no questo modo di relazionarmi, questo contraccettivo", ecc.)

  "ALLORA LA DONNA VIDE CHE L'ALBERO ERA BUONO...": il peccato colpisce "sempre la donna" cioè la parte affettiva e si presenta come via più immediata per l'onnipotenza, più desiderabile.

  "POI NE DIEDE ANCHE AL MARITO": colpita la dimensione affettiva, nasce quella della razionalizzazione, bisogna infatti giustificare il peccato con una "buona teoria" che punta in genere "sull'efficacia" e sul "realmente dimostrabile", nasce l'eresia.

  "ALLORA SI APRIRONO GLI OCCHI": il disordine è completato, il serpente esulta, ha sconvolto le facoltà principali dell' umanità: affetto/volontà/ragione ed ora anche la dimensione corporea non ne rimane esclusa.

La nudità è segno di un equilibrio perso, di una "innocenza" e di una vulnerabilità profanate, di una verginità psico-fisico subita: è come uno "stupro ontologico"; l'umanità è violentata e allontanata da Dio, meglio dal suo sguardo amoroso, meglio viene deformata Dio e la sua immagine. Se Dio è contro di me, tutto è contro di me. non mi devo fidare di nessuno e vivo nel sospetto.

Farsi delle foglie di fico con delle cinture è un modo patetico di risolvere il problema con dei surrogati di ogni tipo: immagine/carriera/personalità disordinata/autonomia/ecc.

  "POI UDIRONO IL SIGNORE DIO CHE PASSEGGIAVA NEL GIARDINO...SI NASCOSERO": Dio ha una presenza rigenerante, "il vento tiepido risuonante" viene colto con paura, Da Padre a tiranno, il danno è compiuto. Anche qui un secondo peccato: non correre ai ripari!; sebbene il disordine fosse avvenuto, i progenitori hanno una natura meno ferita della nostra e acconsentono, invece al sospetto su Dio; non chiedere aiuto è un inganno ad una vera autonomia! Noi partiamo sempre da una nostra visione su Dio, sul mondo, sul cose, sulla coppia, sul partner che invece che diventare posizione di partenza per una onesta ricerca della Verità diventa pre-giudizio che fa violenza a Dio, alla realtà, al partner (il coniuge diventa vittima della nostra immagine su di lui..invadiamo il campo del suo mistero!)

  "RISPOSE L' UOMO": Altro peccato: non assumersi le proprie responsabilità! La colpa è sempre di qualcun'altro: la moglie, il marito, i figli, il sacerdote, la comunità, ecc..., lo "scarica-barile" si pone con una mezza verità, caratteristica di ogni menzogna ("la donna che (intendi: Tu) mi hai posto accanto..."); la colpa è del partner e in definitiva di Dio. Quanto è importante invece la correzione reciproca nel dialogo in Cristo e nella Chiesa.

  "QUESTA TI SCHIACCERA' LA TESTA E TU LE INSIDIERAI IL CALCAGNO": promessa ricca di speranza; nonostante la lotta si affaccia, il riscatto della Redenzione che verrà operata in Gesù Cristo, figlio della Donna, della nuova Eva, Maria.

  "MOLTIPLICHERO' I TUOI DOLORI...": la fatica psico-fisica della gravidanza come valore redentivo; la donna si salva partorendo figli.

Inoltre la moglie vive un dominio sulla sua umanità che si configura come una forma sottile di masochismo che danneggia la complementarietà coniugale. Il bisogno di protezione della donna viene stravolto; il peccato dunque ha minato i ruoli, la complementarietà, stravolgendo i differenti bisogni dell' umanità e della donna.

  "PERCHE' HAI ASCOLTATO LA VOCE DI TUA MOGLIE...": su chiave simbolica e psicologica (il maschile e il femminile dentro di te) vuol dire che la capacità di ragionare è offuscata dalle passioni nel nostro vivere e giudicare quotidiano.


Tuttavia significa anche che il lavoro assume per l'umanità carattere relativo.

Inoltre come per la donna la gravidanza ha carattere redentivo, così l' uomo si salva lavorando e provvedendo alla sua famiglia.

  "L'UOMO CHIAMO' LA MOGLIE EVA": Eva è un nome proprio che trova radice morfologica dal verbo essere. La donna diventa per l' umanità canale privilegiato per l' incontro con il Vivente, a patto che essa attinga continuamente a questa realtà; una "donna di Dio" salva il coniuge; da una donna abbiamo la salvezza: Maria.

Maria è la donna del sì! a Dio; è donna fatta preghiera.

Ogni donna, coniugata o no, è chiamata a confrontarsi con Lei per essere "madre di tutti i viventi". In questo senso la donna ha un ruolo simile a quello del sacerdote, nel suo generare vita umana e spirituale. Una "donna di Dio" diventa benedizione per tutta la famiglia.

Inoltre la donna è segno dell'umanità sposa di Dio... "se non diventeremo come donne!".

  "IL SIGNORE DIO FECE ALL' UMANITA' E ALLA DONNA TUNICHE DI PELLI...": Dio non abbandona l'umanità, anche se l' umanità ha rifiutato il Suo volto, "Dio fa piovere sui giusti e sugli ingiusti", Dio continua a provvedere a te anche se gli sputi in faccia: è un Amore crocifisso! Così sono chiamati ad amarsi i coniugi, nella reciprocità.

  "NON STENDA PIU' LA MANO E NON PRENDA ANCHE DELL' ALBERO DELLA VITA...": ultimo gesto di misericordia di Dio. Attingere ad uno stato definitivo di sapienza con l'affetto/la volontà e la mente disordinata avrebbe generato uno stato "confermato" in peccato.

L'umanità sarebbe diventata come satana!

Essere allontanati dall' albero della vita significa dunque che la vita la ricevi in dono, sempre, sia quella fisica che, soprattutto, quella spirituale; hai bisogno di Gesù Salvatore, Via, Verità e Vita per vivere, per essere... hai bisogno della Chiesa. E' dunque un segno di speranza. A volte Dio dona vita al matrimonio che sta illanguidendo attraverso canali misteriosi di "vita e di grazia".

Grande potere "restauratore" della vita di coppia ha la preghiera che ti dona di guardare il coniuge con sapienza (con gli occhi di Dio).

Si accede al Giardino solo per la Parola meditata, digerita, contemplata fatta memoriale.


Per la meditazione:

Dunque, sia per il singolo che per la coppia:

a) Il peccato si configura sempre come negazione di Dio; idolatria, fondamentalmente... tutto il resto non è che una conseguenza, più o meno evidente o scontata;

               *è dunque non riconoscere il Fatto di Dio per me (Dt. 32,7-18); cioè il Suo intervento salvifico/la Sua Resurrezione;(ingratitudine)

               *rifiutare di vivere nel Suo Nome vuol dire: avere in sé l'atteggiamento di una madre che rifiuta che il suo ventre e il suo corpo venga modificato portando in seno un figlio.. una maternità modifica la tua vita, così la vita alla Luce di Dio cambia la tua vita;

 

b) Il peccato nella sua assurdità trova spesso maggiori radici da un punto di vista 'emotivo' che non logico e razionale; si presenta spesso come 'alternativa' più comoda ed accattivante; "Sed trahit invitum nova voluntas, aliudque cupido mens aliud sadet: video meliora proboque, deteriora sequor"- senza che io lo voglia una strana inclinazione mi trascina, e la passione mi suggerisce una cosa, la mente un'altra: vedo quindi il meglio, e dico è "giusto" e faccio il peggio -

(Ovidio. Classica). (Vd.anche lettera di S. Paolo ai Romani 7, 15ss)

    

c) Il peccato intaccando sempre la 'memoria' dell'azione di Dio rendendola insignificante, si radica con maggior vigore là dove non esiste un continuo ricorso alla preghiera e alla meditazione della PdD;

               *è dimenticanza di Dio.. Memoria è ricordare che veramente Dio mi ha salvato.. veramente posso (non "devo") amarlo.. infatti la mancanza di memoria sarebbe un peccato per Israele in quanto non terrebbe conto del Fatto di Dio per sé; inoltre l'insistere continuo della Sacra Scrittura nel fare memoria vuole dire che Israele aveva in qualche maniera fatto esperienza anche della sua labilità mnemonico affettiva.. del suo non rendere grazie... se imposti la tua memoria sul sentire la perdi.. se imposti la tua memoria sul paragone la perdi.. sei chiamato ad impostarla nell'unicità della tua esperienza di fede confermata dalla Chiesa e nella Chiesa.

   

d) Proprio per questa sua componente 'emotiva' e per l'influsso sulla 'memoria' il peccato possiede una forza di auto-riproduzione molto forte; una capacità di radicarsi nelle persone al punto di indebolirne progressivamente la coscienza.

 

  e) Inoltre peccato è rifiuto della Luce.

               La Luce è ciò che rende vere le cose, che permette di guardarle nella loro realtà: è la Verità delle Cose e del Fatto...l'ateismo non è solo "non fede", ma cecità nei confronti della verità delle cose è una forma di Empietà!

               Dietro l'ateo o chi si allontana da una realtà comunitaria e di cammino c'è sempre un peccato (talvolta una fase di crescita negli adolescenti...e lo sono anche tanti adulti!). La superficialità ecclesiale (il non vivere il senso di appartenenza) è già peccato. Questo già porta a vivere da ora la seconda morte, è infatti in qualche maniera il peccato contro lo Spirito Santo (che non può essere perdonato).


UN AMORE FERITO

Chinatevi un istante sulle ferite del vostro amore, la ferita sta anzitutto in questo, che quell'uomo, quella donna che si amano, ignorano questa patria del loro amore. Poco importa, a loro! Quel che sanno è che si amano!. Provate a dir loro di stare in ascolto e che il loro amore grida verso Dio! Che bisogno hanno di Dio, dal momento che si amano?

"Ti amo": questo grido profferito dalle labbra dell'uomo, rimandato come un'eco, in un sospiro, dalle labbra della donna, basta alla loro estasi. Andate a parlar loro di un'altra gioia!

Così l'amore continua ad unire l'uomo e la donna, ma non è più della grandezza di Dio, né per conquistare il suo regno.

E dire che in principio vi era quello slancio verso la generosità, il dono, perfino l'eroismo. Se poteste capire! E cioè che vi è soltanto il cuore del Cristo capace di guarire il cuore dell'uomo.

Che l'amore dell'uomo e della donna non può essere quello che deve essere, quello che vuole essere, se non consente a farsi salvare da Cristo!

E' questa la sola ragion d'essere del sacramento del matrimonio.

P.J. Houyvet  Da: Mistero e Mistica del Matrimonio                                                                                 




La Messa e la comunione alla Messa vengono a nutrire in loro, a rendere più attive ed efficaci le grazie sacramentali del matrimonio, donato loro dal cuore stesso di Cristo. Ci pensino, ne gioiscano quando sono inginocchiati alla Tavola santa. In quel momento è come se la stola del sacerdote legasse loro nuovamente le mani.

A.-M. Carrè Da: Mistero e Mistica del Matrimonio


QUANDO UNO SOLO DEGLI SPOSI VIVE DI FEDE

 

La fede di uno dei coniugi è così, per colui che non l'ha, nello stesso tempo una salvaguardia ed una speranza. Si ritrova qui uno degli elementi essenziali della dottrina biblica del "sacerdozio universale", vale a dire grazie, alla presenza, al suo fianco, della Chiesa, ed alla sua intercessione, il mondo è salvaguardato e a dispetto stesso della sua ribellione , orientato misteriosamente verso la salvezza.

J.-J. Von Allmen Da: Mistero e Mistica del Matrimonio

                                                                                                                      

 

L'ILLUSIONE DELLA FELICITA'

 

Ma nel capitolo 3 della Genesi il racconto biblico cambia immediatamente di tono. Lo Scrittore sacro introduce l' episodio archetipico del peccato originale. Attraverso questo racconto, ricchissimo di immagini, di simboli, di azioni, la Parola di Dio ci dona un'altra Rivelazione sull'Uomo: nell'Uomo abita il Peccato. E in cosa consiste questo peccato? Gli scrittori neotestamentari (S.Paolo, S.Giacomo e S.Giovanni soprattutto) lo lo chiamano anche concupiscenza o cupidigia ed è essenzialmente empietà, idolatria; è bramare di essere signore a se stesso, indipendente, unico artefice della propria vita; è non volersi riconoscersi creatura di Dio. E' negare ciò che l'uomo è, "en archè" (Bereshit=in principio)! E quindi è anche non accettare di essere felici come dono di Dio. E' volersi dare la vita con le proprie mani. E' cercare la felicità con i propri mezzi. E' presumere di sapere da sé cosa è bene e cosa è male, e di essere capace di raggiungere ciò che si ritiene bene per sé. E' l'illusione di poter essere felice da soli!

Siccome la lezione si sta appesantendo chiediamo al nostro insegnante, lo Spirito, di farci capire cosa c'entrano tutte queste cose sul peccato con la nostra vita di fidanzati.

Chiediamogli di "convincerci riguardo al peccato" (è questa la sua funzione nel mondo secondo Gv 16,8)!

Per ascoltarlo v'invito a non cercare tanto di capire cosa c'entrate voi con Adamo ed Eva e con il loro peccato (come fanno tutti e dopo un po' o si scocciano e non ci pensano più o s'arrabbiano e si dichiarano atei!), quanto piuttosto di guardare dentro il vostro cuore e di scrutarlo: è vera questa Rivelazione per me?

E' vero che io in fondo in fondo, anche se mi ritengo credente, presumo di sapere già cosa mi occorre per star bene?

E' vero che anche nel mio rapporto di coppia so già io cosa è bene e cosa è male, cosa ci farà star bene e cosa ci farà star male?

E' vero che io voglio sì la felicità, ma penso anche che per raggiungerla devo impegnarmi io, devo faticare io per me stesso?

O, anche se non sono disposto ad affermare queste cose, non è forse vero che nella vita di tutti i giorni io agisco come se Dio non esistesse, cercando di provvedere io a me stesso, ai miei bisogni, alle mie soddisfazioni, secondo quello che io penso sia giusto?

 

Facciamo qualche esempio per capirci:

 

-faccio l'amore, perché così ti conquisto e penso che dopo sarò felice con te;

oppure perché credo che facendo l'amore prima di sposarci ci conosciamo meglio, il nostro rapporto migliora e saremo più felici dopo;

oppure perché ne ho voglia adesso: se faccio l'amore sto subito bene, sono felice...


-Mantengo il muso per due giorni alla mia ragazza, perché così imparerà la lezione; e io intanto ne provo gusto...


-Rispondo con rabbia alle sue provocazioni, così mi sfogo...


-Se mi ha fatto un torto, mi vendico subito, così io mi sono sfogato e lei capirà per il futuro...


-Se ho detto una cosa non sono disposto a ricredermi, perché se no ci perdo la faccia: per stare bene con me stesso devo tenere duro, non dargliela vinta e convincermi io stesso che sono nella ragione...


-Questa sera andiamo a divertirci, invece di partecipare al tale incontro di preghiera, perché oggi mi va così, sto meglio così...


-Mi vesto così, perché a me piace...


-Mangio quanto mi pare, perché così io sto bene...


-Non manifesto i miei sentimenti a lei con le parole o con le carezze, come lei vorrebbe, perché a me non piace: mi sentirei in imbarazzo...


-Nel tempo libero decido io l'attività che a me piace: così mi diverto...


-Decidiamo di sposarci quando abbiamo un lavoro sicuro e un bel po' di soldi, perché se no come si fa a vivere felici (si sa: se non è felice chi ha i soldi, figuriamoci chi non ce li ha!)

-Scelgo il lavoro che mi dà più possibilità di guadagno, di carriera, di successo, e questo è il criterio più importante della mia scelta... Nelle scelte della mia vita sono io a decidere: non è forse giusto che mi devo realizzare? e che lei anzi deve essere contenta perché io mi realizzo?


Siamo ancora convinti che le storie sul peccato originale non ci riguardano? Che magari sono solo cose teoriche, filosofiche, astratte? Oppure, pensiamo ancora che cupidigia e empietà sono roba solo di ladri, omicidi o perversi sessuali?

Il peccato ha infine come conseguenza la MORTE.

Nel racconto biblico è descritta come punizione di Dio, ma in realtà il messaggio è chiaro (e trova conferma in una serie innumerevoli di citazioni): lontano da Dio non c'è che morte. Il peccato è punizione a se stesso. Nel peccato è già contenuta la morte.

Non solo e non tanto quella fisica, ma ogni morte. Nella Bibbia morte è contrario non solo di Vita, ma anche di Felicità, di Pace, di Shalom, di Salvezza, di Benedizione...

E la morte è innanzitutto nella disunione, nel conflitto, nell'odio, nell'incomunicabilità, nella opposizione che l'uomo esperimenta verso sua moglie e verso tutti i suoi simili.

Anche voi fidanzati, come noi, sicuramente state sperimentando o avrete sperimentato qualche volta la morte:


-nell'incomprensione reciproca, nonostante tanti sforzi per comunicare,

-nel litigio continuo;

-in un rapporto sentito vuoto, sterile, piatto, noioso, che non dice più niente...;

-nei modi contrastanti e inconciliabili di manifestare l'affetto;

-nella mancanza di tenerezza, di attenzioni;

-nel'incapacità di innamorarsi, o magari di innamorarsi della persona giusta;

-nell'incapacità di impegnarsi, di essere responsabili nel fidanzamento;

-nella paura. Ogni paura,

-nelle ansie, negli affanni...;

-nella cocente delusione di una storia d'amore che finisce per sempre, magari dopo anni di dichiarazioni d'amore...

 

Ma un momento! I conti non quadrano più - mi direte voi - non ci verrai mica a dire che tutte le disgrazie che ci capitano addosso ce le siamo andate a cercare noi con i nostri "peccatucci" quotidiani?

No di certo! Dobbiamo evitare facili semplicismi. Biblicamente è vero, sì, che la morte, anche quella fisica, naturale, e così la malattia e la sofferenza, sono sempre considerate conseguenza del Peccato Originale (come insegna il Magistero della Chiesa), ma a noi ora non interessa fare un discorso sul Male a livello per così dire ontologico e cosmologico, a noi importa capire piuttosto questo:


1)
sicuramente quei nostri  "peccatucci" volontari, scelti, deliberati, sono una cosa tremendamente seria: non ci danno la felicità, ma la morte. Il peccato è sempre un mancare il bersaglio della vita. E' cercare la felicità e non trovarla perché la si è cercata dove non c'è: Il peccato non è amore per sé, non è egoismo - come magari ci hanno sempre insegnato - non è cercare il proprio interesse: ma è anzi fallire anche in questo, anche nel cercare il proprio tornaconto, anche nel cercare l'amor proprio!


2) Il peccato, poi, agisce come disposizione psichica profonda, come tendenza continua a pensarmi senza Dio, io padrone e artefice di me stesso, e da questa disposizione naturale sono spinto ad assumere atteggiamenti, a sperimentare emozioni, ad intraprendere azioni o ad innescare reazioni che non mi danno la vita, che sono contrarie al bene, e tuttavia io li sento naturali!

"Non faccio il bene che voglio, ma il male che non voglio". "C'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo" dice S.Paolo (Rm 7, 18-19): questa è la realtà tremenda del Peccato e la tragicità della nostra condizione.

Io non voglio sicuramente vedere la mia partner odiosa, ma basta che in un'occasione mi ferisca con una parola e io non posso fare a meno di vederla istintivamente come la persona più odiosa che esista, e la più pericolosa per me in quel momento. E ne ho paura. E ho paura di questa paura! Senza volerlo in una situazione critica reagisco con uno schema cognitivo-affettivo automatico: "lei contro di me","lei-tutta-cattiva". Ma abbiamo visto, questo è lo stesso schema agito da Adamo verso Eva!

E' il peccato!

Io non l'ho voluto, ma è in me!

-Ma allora cosa dobbiamo fare? Cosa possiamo fare?


Ed ecco l'annuncio del Vangelo:

                     la Morte non ha l'ultima parola! Il Peccato non ha vinto!

 

E la mia partner ed io vogliamo testimoniare proprio questa realtà:

CRISTO HA VINTO LA MORTE!

Sì, nella nostra vita, nel nostro rapporto di coppia!

Ma Cristo ha vinto anche la vostra morte. Vi ha già liberati!

Vi ha già salvati! Non c'è morte che tenga se c'è Gesù!

 

"Chi osserva la mia Parola non

conoscerà mai la morte"

         (Gv 8,52)

 

"Chi ascolta la mia Parola e crede

a colui che mi ha mandato... è passato

dalla morte alla vita"

            (Gv 5,24)

 

(Da: Chiamati all'Amore , chiamati alla Gioia, Mimmo e Cinzia Armiento)

 

    Senza fine

  Sono felici...

l'Uomo e la Donna passeggiano il giardino,

mano nella mano,

gioiosi, liberi, festosi.

Senza fine!

Nudi l'uno all'altra,

senza vergogna,

senza paura.

Incantati, stupiti, meravigliati

continuamente nella bellezza di tutto il creato.

Per loro...

senza fine !

La brezza del mattino

che muove i loro capelli,

insieme,

è lo stesso Alito che muove i capelli di Dio,

che passeggia nel Giardino...

ne odono i passi...

ebbri di felicità,

i loro occhi Lo vedono continuamente

e l'amato nelle pupille dell'amata

ne scorge il riflesso

l'amata negli occhi dell'amato

ne vede il profilo.

Senza fine...