MANILA, 29. Per il periodo di Quaresima i cattolici non devono solo osservare una formale astinenza dalla carne ma compiere dei sacrifici reali: questa la sintesi di dichiarazioni apparse nei giorni scorsi sui media delle Filippine da parte di alcuni presuli che hanno voluto invitare i loro fedeli a compiere atti sostanziali di penitenza in vista della solennità della Pasqua di Risurrezione. Secondo monsignor Oscar V. Cruz, arcivescovo emerito di Lingayen- Dagupan, molti cattolici delle Filippine non compiono alcun reale sacrificio nel periodo quaresimale perché, pur rispettando formalmente l’astensione da cibi a base di carne, soddisfano comunque il loro palato con il pesce, i molluschi e i crostacei che sono i componenti principali delle pietanze più prelibate della cucina filippina. Il presule ha ricordato che «ai tempi in cui ero un giovane seminarista l’inizio del periodo quaresimale era molto desiderato da tutti i miei compagni di collegio. Per i ragazzi dell’epoca, il ritorno alla dieta a base di piatti a base di pesce era certamente una buona notizia anche perché le pietanze con la carne non erano così squisite come quelle che si preparano ora». Anche astenersi dal mandare e dal ricevere un’eccessiva quantità di messaggi sul telefono cellulare potrebbe essere una forma penitenziale per i giovani durante questa Quaresima, ha invece sostenuto monsignor Joel Z. Baylon, vescovo di Legazpi e presidente della Commissione episcopale per la gioventù della Conferenza episcopale della filippine. Per il presule, «astenersi dalla carne il venerdì è per i giovani un sacrificio quasi incomprensibile. Ben più fondato valore avrebbe per loro un’astensione da scambiarsi in continuazione i messaggi sul cellulare perché le Filippine sono riconosciute attualmente come la capitale mondiale di questo tipo di comunicazione». Tuttavia non è solo l’astinenza dall’uso smodato del telefonino a essere considerato un valido sacrificio per la Quaresima. «Molte persone — ha continuato Baylon — sono ormai convinte che bisogna rispettare una dieta salutista per mantenersi in forma e conservare la bellezza del proprio corpo. Ovviamente per questa categoria l’astensione dalla carne non ha alcun significato di reale sacrificio perché essa viene già inclusa nella loro dieta quotidiana. Tuttavia, al pari dei sacrifici sulla dieta per conservare la bellezza del proprio corpo, altrettanto bisogna essere disposti a osservare sacrifici per la bellezza del nostro spirito». Per il vescovo di Legazpi, «noi pastori possiamo dare dei consigli generali sulla penitenza ma spetta a ognuno dei credenti decidere qual è la cosa a cui è più difficile rinunciare ». La penitenza — ha sottolineato — è un atto di auto-disciplina che serve a migliorare noi stessi e la nostra relazione con il divino. Per questo è difficile dare delle indicazioni p re c i s e . Monsignor Baylon è anche intervenuto sul tema dello sfruttamento commerciale delle festività cristiane che, come il Natale, non ha risparmiato la Pasqua. Il presule ha sottolineato che «in questa spinta ai consumi, con la scusa di celebrare le ricorrenze, brilla l’assenza della Quaresima ». Per il presule «i quaranta giorni che precedono la Pasqua sono un’opportunità per tutti noi di approfondire la figura di Gesù che è stato mandato dal Padre per divenire il Salvatore dell’intera umanità». Tuttavia, per molti fedeli filippini questa Quaresima non è diversa da tutti gli altri periodi dell’anno. Una volontaria cattolica, Vanessa Manabat, sottolinea che «la miseria ancora affligge una buona parte della popolazione e impone a molte persone non certo il rispetto di una dieta quaresimale ma duri sacrifici quotidiani». Nella sua testimonianza — riportata dall’agenzia Efe — la volontaria cattolica sottolinea che «spesso nelle famiglie più povere il cibo non è in quantità sufficiente e molti vivono giorno dopo giorno senza sapere ciò che domani sarà possibile mettere in bocca». Per Vanessa Manabat nessuno dovrebbe mai dimenticare le inique disparità che ancora esistono tra la popolazione filippina: «Ci sono alcune persone che per la Quaresima si mettono a dieta e molte altre per cui la dieta non è una scelta volontaria», ha concluso amaramente.© Osservatore Romano - 29 febbraio 2012