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Mother Teresa help to eatPapa Francesco nella Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell'Anno 2025, Spes non confundit  del 9 maggio scorso, così si è espresso al n.6: “L’Anno Santo 2025 si pone in continuità con i precedenti eventi di grazia. Nell’ultimo Giubileo Ordinario si è varcata la soglia dei duemila anni della nascita di Gesù Cristo.
In seguito, il 13 marzo 2015, ho indetto un Giubileo Straordinario con lo scopo di manifestare e permettere di incontrare il “Volto della misericordia” di Dio, annuncio centrale del Vangelo per ogni persona in ogni epoca. Ora è giunto il tempo di un nuovo Giubileo, nel quale spalancare ancora la Porta Santa per offrire l’esperienza viva dell’amore di Dio, che suscita nel cuore la speranza certa della salvezza in Cristo. […] Sostenuto da una così lunga tradizione e nella certezza che questo Anno giubilare potrà essere per tutta la Chiesa un’intensa esperienza di grazia e di speranza, stabilisco che la Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano sia aperta il 24 dicembre del presente anno 2024, dando così inizio al Giubileo Ordinario. […].Esso  terminerà con la chiusura della Porta Santa della Basilica papale di San Pietro in Vaticano il 6 gennaio 2026, Epifania del Signore. Possa la luce della speranza cristiana raggiungere ogni persona, come messaggio dell’amore di Dio rivolto a tutti! E possa la Chiesa essere testimone fedele di questo annuncio in ogni parte del mondo!”.
Credendo che l’Eucaristia ci rende pellegrini di speranza, condivido preghiere e catechesi mistagogiche con voi, almeno oggi, per crescere insieme nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo crocifisso e risorto, mistero grande (Ef 5,32), nostra speranza, che cammina con noi. 

La catechesi mistagogica ci aiuta infatti ad  entrare sempre più profondamente nel mistero di Gesù Cristo, Verbo incarnato, morto e risorto, che professiamo nella fede, celebriamo nella divina liturgia e siamo chiamati a testimoniare nella vita. Essa “risulta essere il mezzo più appropriato per promuovere un’educazione che disponga i fedeli a vivere personalmente il mistero di Cristo”. 

La Preghiera mistagogica di oggi, dunque, che si rivolge al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, e si conclude con supplica a Maria Santissima, ha questa base:

La speranza dei poveri non sarà mai delusa e Gesù nel vangelo odierno la esalta con quel  "Va', vendi quello che hai e dallo ai poveri...poi vieni e seguimi"."

O Dio, Padre di Gesù e Padre nostro, Ti ringraziamo perché ascolti i poveri, intervieni in loro favore e li proteggi. Essi confidano in Te ed hanno la certezza di non essere mai abbandonati. Ti supplichiamo umilmente: rendici attenti al loro grido che aumenta e abbraccia la terra intera.
Liberaci dall’indifferenza davanti alla sofferenza di milioni di uomini, donne, giovani, bambini che si aggirano per le strade delle nostre città. Donaci la grazia di farci amici i poveri.

O Signore nostro Gesù Cristo crocifisso e risorto, Salvatore del mondo, che ci hai detto:”Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”, non permettere che sfuggiamo da questa identificazione. Tu hai inaugurato il Tuo Regno ponendo i poveri al centro, affidando a noi, Tuoi discepoli, il compito di portarlo avanti, con la responsabilità di dare speranza ai poveri. Insegnaci a comunicare la speranza anche attraverso la consolazione, che si attua accompagnando i poveri con un impegno che continua nel tempo.

O Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio effuso nei nostri cuori, spronaci a toccare la carne di Cristo nei poveri, ravvivando in noi la consapevolezza che la loro promozione anche sociale manifesta il realismo della fede cristiana. Ricordaci che a volte per restituire speranza basta fermarsi, sorridere, ascoltare. Imprimi dentro di noi la certezza che i poveri ci salvano perché ci permettono di incontrare il volto di Gesù.

O Beata Vergine Maria, umile serva del Signore, custodisci nel Tuo Cuore immacolato i volontari, aiutandoli a crescere nella loro dedizione, scoprendo la bontà che si nasconde nel cuore dei poveri, diventando attenti alla loro cultura e ai loro modi di esprimersi, per poter iniziare un vero dialogo fraterno. Fa’ che non dimentichino che i poveri prima di tutto cercano Dio, il suo amore che vuole rendersi visibile attraverso ciascuno di loro. Sostienili nel vivere accanto ai poveri, che hanno bisogno delle loro mani per essere risollevati, dei loro cuori per sentire di nuovo il calore dell’affetto, della loro presenza per superare la solitudine.

Amen. Alleluia!

+ Agostino Card. Marchetto