Washington, 22. "Questa notte abbiamo dimostrato al mondo che siamo un popolo ancora capace di grandi cose": questo il primo commento del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dopo il voto della Camera dei rappresentanti che ha approvato la riforma sanitaria. Dopo mesi di acceso dibattito e feroci polemiche - condite con le accuse rivolte all'amministrazione di voler introdurre il socialismo negli Stati Uniti - il Congresso così ha approvato una legge a suo modo storica, se non per il fatto di essere sfuggita per oltre un secolo ai predecessori di Obama.
Il voto della Camera dei rappresentanti sul testo già approvato dal Senato - 219 voti a favore, tre più del necessario, e 212 contrari - è giunto grazie al sostegno di un gruppo di deputati democratici, contrari all'aborto, che hanno strappato in extremis alla Casa Bianca un decreto per ribadire il bando all'uso di fondi federali per finanziare polizze a copertura delle interruzioni di gravidanza.
La svolta è arrivata nel pomeriggio di ieri e il voto sul testo del Senato che entra nei codici come Law of the Land, è seguito poche ore più tardi. La vittoria ha chiuso una maratona politica durata oltre un anno e costellata da scontri e faticose mediazioni. Dopo il voto sul testo del Senato, la Camera ha approvato un pacchetto di emendamenti che armonizzano la riforma dei senatori con quella che i deputati avevano approvato in novembre. Nessuno dei 178 congressisti repubblicani ha votato a favore e più di 30 deputati democratici hanno votato no.
La riforma estenderà i servizi sanitari a 32 milioni di statunitensi grazie all'allargamento del raggio di azione dei programmi di salute pubblica e grazie ai sussidi alle famiglie che non possono acquistare polizze assicurative private; vieterà anche alle compagnie assicurative di rifiutare le polizze a bambini o adulti con malattie congenite e impedirà di revocare le polizze ai già assicurati. Con la riforma il 95 per cento dei quasi 300 milioni di cittadini americani disporrà di una copertura sanitaria.
Il presidente Obama, il quale ha riservato un ringraziamento speciale allo speaker della Camera, Nancy Pelosi, per l'impegno profuso in questi mesi, ha sottolinato, rivolgendosi ai parlamentari, come la nuova legge non sia una panacea per il sistema sanitario, pur muovendosi nella direzione giusta. "Il voto di oggi - ha detto - risponde agli americani che speravano profondamente che fosse fatto qualcosa per un sistema che lavorava per le compagnie assicurative e non per la gente comune". A detta di Obama la riforma sanitaria avrà effetti diretti e positivi sulla vita di ogni famiglia americana. "È questo - ha concluso - ciò che intendo per cambiamento".
Superato lo scoglio della Camera, il testo del Senato andrà nei prossimi giorni alla firma del presidente, mentre la legge di accompagnamento passerà al Senato per essere votata a maggioranza semplice. Ci vorrà tempo e il risultato non è scontato: in caso di emendamenti, quel testo tornerebbe alla Camera per un nuovo voto.
(©L'Osservatore Romano - 22-23 marzo 2010)
Obama vince la sfida della riforma sanitaria
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