Quando, esattamente un anno fa, si dibatteva sul caso della povera Eluana Englaro, in molti sollevarono l'obiezione che ella fosse ormai "morta". Si sentiva spesso parlare di lei come di un guscio vuoto, di un ammasso di carne che non provava e non sentiva nulla. Con questa giustificazione, definendo quella persona come un corpo morto, si presupponeva di poter classificare la sospensione di idratazione e alimentazione come uccisione.
Un recentissimo studio ha dimostrato la falsità di questa proposizione:
Un uomo da cinque anni in stato vegetativo a causa di un incidente automobilistico ha risposto "sì" e "no" attraverso il pensiero rilevato da una nuova tecnica di risonanza magnetica. Lo ha annunciato un comunicato dell'Università di Liegi segnalando che le conclusioni di questo studio sono state pubblicate oggi dal New England Journal of Medicine. [...] L'uomo in questione ha 29 anni, vegeta in un imprecisato "paese dell'Europa dell'Est" e non può muoversi né parlare. La sua attività cerebrale è stata monitorata con la moderna tecnica delle immagini da "risonanza magnetica funzionale", l' "Irmf", utilizzata da equipe dell'Università belga e di Cambridge: è emerso che quando al paziente venivano poste domande semplici come "Vostro padre si chiama Thomas?" si attivavano le stesse aree del cervello che si innescano nelle persone sane.
Lo studio è stato condotto su 23 pazienti dichiarati in "stato vegetativo" e in quattro di loro, con questa tecnica, sono stati rilevati "segni di coscienza". [...] Fonte ANSA
L'articolo che illustra l'interessante esperimento, dal titolo Willful Modulation of Brain Activity in Disorders of Consciousness, è pubblicato lo scorso 3 febbraio sul New England Journal of Medicine (10.1056/NEJMoa0905370).
© Seraphim blog - http://seraphim.splinder.com/ - 9 febbraio 2010
Non sono morta
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