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vescovo-oregon“Una notizia molto inquietante da diversi punti di vista”. Questo il giudizio dei vescovi americani sull’esperimento con cui un gruppo di scienziati dell’Università dell’Oregon è riuscito a clonare cellule embrionali umane, partendo da cellule della pelle.
“Un progresso tecnico nella clonazione di esseri umani non è un progresso per l’umanità, ma il suo esatto contrario", afferma in una nota il card. Sean O’Malley, Presidente della Commissione per le attività pro-vita della Conferenza episcopale degli Stati Uniti. Secondo i vescovi, a dispetto del grande interesse con cui è stata accolta la notizia, la sperimentazione pubblicata su 'Cell' presenta diverse zone d’ombra sul piano etico. Per la realizzazione dell’esperimento sono stati infatti creati e distrutti più di 120 embrioni umani, sottoponendo diverse donne a pesanti trattamenti che hanno messo a repentaglio la loro fertilità. “Creare nuove vite umane in laboratorio al solo scopo di distruggerle – rileva la nota del card. O’Malley - è un abuso denunciato anche da chi non condivide le convinzioni della Chiesa sulla vita umana”. Inoltre questa tecnica apre la strada anche a chi vuole clonare bambini. “Indipendentemente dallo scopo perseguito – ribadisce quindi in conclusione la nota – la clonazione tratta l’essere umano come un prodotto di consumo di massa al servizio della volontà di altre persone e questo è in contrasto con il dovere morale di trattare ogni membro della famiglia umana come un dono unico dI Dio e come una persona con una sua intrinseca dignità”. (A cura di Lisa Zengarini)

Testo proveniente dalla pagina  http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/17/usa:_no_dei_vescovi_ad_ogni_forma_di_clonazione_umana_dop/it1-692883
del sito Radio Vaticana