Chi spera in te, a causa mia non sia confuso, *
Signore, Dio degli eserciti;
per me non si vergogni *
chi ti cerca, Dio d’Israele. (Sl. 69, 7)
✞
La vergogna, nella sacra scrittura è lo stato in cui si cade perdendo la dignità e, in modo particolare, si rifà allo stato provato, sperimentato, a causa della ferita originale.
Lo stato dei progenitori. (Gen. 3,10)
Dobbiamo stare dunque severamente attenti che la nostra vita non accumuli vergogna su vergogna, a noi e ai fratelli.
Perché la "cura", la doverosa attenzione è quella di non alimentare la ferita dello stato di origine che deforma mente, corporeità e cuore.
Ferita che falsa il sé, la percezione del sé e la percezione di altro da sé.
La vergogna infatti ha questa finalità, con l'illusione di far crescere il sé, lo avvilisce calpestando la sua natura che è quella di creatura resa partecipe del divino per Grazia.
Tutte le ideologie, le costruzioni dell'uomo e persino il suo concupire disordinato, legato al corpo, alla mente e al cuore, alimenta questa ferita e lo porta - pian piano - alla seconda morte.
Dio ci preservi dalla Vergogna, nostra ed altrui.
E ci ridoni la dignità che ci siamo tolti.
PiEffe
© foto by Barbara Moi, Ostia Lido, litorale.