Il fenomeno oggi denominato “woke” viene generalmente interpretato come una sensibilità culturale orientata alla lotta contro le discriminazioni e alla tutela delle minoranze. Tuttavia, una lettura storico-filosofica di ispirazione cristiana suggerisce un’interpretazione differente. L’ideologia woke non costituirebbe infatti un fenomeno autonomo, ma l’ultima fase di un processo rivoluzionario iniziato secoli fa con la crisi della Cristianità europea.
Tale processo, sviluppatosi attraverso la Riforma protestante, l’Illuminismo, la Rivoluzione francese, il marxismo e la rivoluzione culturale del Sessantotto, avrebbe progressivamente sostituito la concezione cristiana dell’uomo con una visione sempre più centrata sull’autonomia assoluta dell’individuo. In questa prospettiva, il woke rappresenterebbe il passaggio dalla rivoluzione politica e sociale alla rivoluzione antropologica, ossia alla contestazione della stessa natura umana.
Daniele Onori
1. La questione della modernità
Ogni civiltà si fonda su una determinata concezione dell’uomo, della verità e del bene. La civiltà cristiana occidentale nacque dall’incontro tra il patrimonio greco-romano e la rivelazione cristiana, sviluppando una visione dell’esistenza fondata sulla trascendenza, sulla legge naturale e sulla subordinazione dell’ordine temporale a quello spirituale.
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