Pubblichiamo, di seguito, il saluto che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha rivolto al nono Forum del Progetto culturale in corso di svolgimento a Roma sul tema "L'emergenza educativa. Persona, intelligenza, libertà, amore".
È la prima volta che ho l'onore e la gioia di partecipare a questo consesso, al Forum del Progetto culturale dei vescovi della Chiesa in Italia, e confesso, insieme con la grande gioia di poter partecipare a questo momento di alta riflessione, anche un pizzico di emozione perché mi accorgo di volti, di nomi, che conoscevo, non solo per sentito dire, ma magari per avere letto opere, scritti, articoli, editoriali. Questo mi fa molto piacere.
Permettete che esprima un grazie e un saluto particolarmente fraterno al cardinale Camillo Ruini, il quale ha avuto fra gli altri meriti quello della intuizione del Progetto culturale, ormai quindici anni fa, se non sbaglio. La sua è stata una intuizione che vorrei dire profetica, se non temessi una certa enfasi. Certamente ha saputo veder prima di altri dove certe tendenze culturali del mondo occidentale sarebbero andate o stavano andando. E noi vediamo a distanza di quindici anni che quella intuizione si sta mostrando giusta, perché siamo in un momento storico in cui, paradossalmente, si sta non solo ripensando ma ridefinendo l'umano. Quasi che avessimo perso, stessimo perdendo, smarrendo l'alfabeto dell'umano, di ciò che è la persona, di ciò che è l'uomo, e con i valori e le categorie fondative, costitutive proprio dell'umanità, dell'uomo, del tipo di convivenza e di società che da questa ridefinizione consegue.
Quindi, questo rapporto sul tema educativo, nell'ambito del progetto culturale, diventa un ulteriore stimolo ma anche un materiale prezioso, se la Conferenza episcopale italiana nella sua assemblea generale di maggio si pronuncerà definitivamente e ufficialmente proprio per procedere, nel nuovo decennio, in questa direzione: quella della educazione. A questo riguardo io vorrei citare - e concludere, augurando naturalmente di continuare questo proficuo lavoro - due livelli: quello della cultura alta affrontato in questi anni vivaci, ma anche quello della cultura più diffusa.
Mentre faccio questo augurio vorrei citare alcune parole di Romano Guardini - uno degli autori che tutti noi conosciamo e che sicuramente ci è caro, proprio per quanto riguarda l'educazione - e prima ancora don Bosco il quale dice che "l'educazione è una questione del cuore", laddove per cuore non si intende certamente solo il mondo delle emozioni e dei sentimenti, ma biblicamente la centralità della persona, dove l'intelligenza si coniuga, si declina con le ragioni del cuore e viceversa. Romano Guardini invece diceva che educare significa "iniziare il soggetto alla realtà tutta intera": alla realtà. E diceva che "la vita si accende solo con la vita, come la luce si accende solo con la luce". E questo è vero: sappiamo benissimo che nella misura in cui ognuno di noi è soggetto vivo e attivo del processo educativo siamo chiamati in causa a essere sempre luce e vita, a essere coinvolti nel processo della vita, dell'intelligenza, della morale, ad essere continuamente in uno stato di permanente educazione. Soltanto in questa misura ognuno di noi, insieme, potremo essere partecipi di quel processo formativo che sempre più si presenta, anche alla luce delle parole del Santo Padre Benedetto XVI, come una "priorità irrinunciabile".
(©L'Osservatore Romano - 29 marzo 2009)