A causa del conflitto Israele-Iran, quest’anno la comunità cristiana di Gerusalemme non potrà vivere il tradizionale cammino quaresimale né le funzioni religiose della Pasqua, vietate dal governo Netanyahu. Una Città Santa sospesa tra il silenzio e la paura, ma «non rinunciamo alla preghiera», dice il patriarca Pizzaballa.
Continuo su La Nuova Bussola quotidiana