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jesus-guida-la-famigliaMobilitazione in Gran Bretagna contro la legalizzazione delle unioni omosessuali

Si accende il dibattito sul matrimonio in Inghilterra e le ipotetiche nuove norme in materia. Il Governo britannico ha avviato una consultazione, sulla modifica della definizione stessa dell’istituto matrimoniale, che si chiuderà il prossimo 15 giugno. Tra le ipotesi sul tappeto c’è anche quella di arrivare entro il 2015 a una legalizzazione delle unioni tra persone dello stesso sesso. Monsignor Peter David Gregory Smith, arcivescovo di Southwark e presidente del dipartimento per la responsabilità cristiana della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, ha incoraggiato i fedeli a «partecipare alla consultazione e a far conoscere le loro obiezioni ». A nome della Chiesa cattolica presente nel Paese, il presule dà sostegno alla «Coalition for Marriage » («Coalizione per il matrimonio »), un movimento popolare che promuove la campagna affinché «la definizione corrente del matrimonio rimanga nel diritto inglese». Un cambiamento — avverte l’a rc i v e s c o v o Smith — non è necessario perché il «Civil partnerships act» prevede già i diritti civili delle coppie dello stesso sesso. Né un cambiamento è auspicabile — evidenzia — perché cambierebbe radicalmente lo scopo legale del matrimonio, eliminando qualsiasi riferimento alla procreazione ed educazione dei figli. Secondo il presule «il matrimonio è un’istituzione sociale fondamentale e né lo Stato né la Chiesa hanno il diritto di ridefinirne il significato». Insieme con la Comunione anglicana e la nuova Coalizione per il matrimonio, «incoraggeremo le persone — conclude l’arcivescovo — a firmare la petizione, esprimendo la loro opposizione a un cambiamento nella legge sul matrimonio». La Gran Bretagna ha previsto le unioni civili fra persone dello stesso sesso, ma non il matrimonio vero e proprio. Di recente anche il cardinale Keith Michael Patrick O’Brien, arcivescovo di Saint Andrews and Edinburgh e presidente della Conferenza episcopale scozzese, in merito alla proposta di legalizzazione del «matrimonio» tra persone dello stesso sesso in Gran Bretagna, ha espresso la sua condanna. Non è la sua una posizione «cattolica»: è semplicemente civile. «Un matrimonio tra omosessuali — ha affermato il porporato — sarebbe uno sconvolgimento radicale di un diritto umano universalmente accettato». Secondo il cardinale O’Brien, la proposta del Governo «è un tentativo di ridefinire il matrimonio per l’intera società, seguendo un ordine imposto da una piccola minoranza di attivisti». È una via senza fine che in prospettiva potrebbe addirittura «portare a unioni di tre persone anziché solo di due». Nell’articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti umani — ricorda il cardinale — «il matrimonio è un diritto che si applica a uomini e donne, la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto a essere protetta dalla società e dallo stato». Come istituto, «il matrimonio precede di molto l’esistenza di qualsiasi Stato o governo. Non è stato creato dai governi, e non può essere modificato a opera loro. Al contrario, riconoscendo gli innumerevoli benefici che esso porta alla società, le istituzioni dovrebbero intervenire per proteggerlo e sostenerlo, non attaccarlo o smantellarlo». La ridefinizione del matrimonio — ribadisce il cardinale O’Brien — «avrà un impatto enorme su quanto si insegna oggi nelle nostre scuole, e sulla società tutta. Sarà una ridefinizione della società, perché l’istituto del matrimonio è uno dei pilastri della società. Ammettere ai sensi di legge i matrimoni tra persone dello stesso sesso avrà ripercussioni immense. Se il Governo tenterà di demolire un diritto umano universalmente riconosciuto, perderà colpevolmente la fiducia che la società ha riposto nel suo operato, e la sua intolleranza umilierà il Regno Unito agli occhi del mondo».

(©L'Osservatore Romano 2 giugno 2012)