Un incoraggiamento ai lavoratori del settore agricolo e alimentare in un passaggio delicato per il futuro stesso del mondo rurale è stato rivolto a nome del Papa alla Coldiretti dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, in occasione della messa celebrata nella basilica Vaticana per i partecipanti al xxXVI convegno nazionale dei consiglieri ecclesiastici dell'associazione, che si apre oggi, mercoledì 9 settembre. Dopo la celebrazione i rappresentanti dei coltivatori diretti italiani hanno partecipato all'udienza generale di Benedetto XVI.
Il segretario di Stato ha definito, nell'omelia, "un servizio apostolico importante e prezioso" il lavoro nelle campagne, "tenendo conto anche delle molteplici problematiche e difficoltà che caratterizzano, in questo nostro tempo, l'attività agricola non solo in Italia, a seguito ad esempio del vasto fenomeno dell'industrializzazione urbana e dell'abbandono delle campagne". Infatti, nonostante il progresso scientifico, industriale e tecnologico, per la sopravvivenza umana "resta indispensabile coltivare la terra" per "un sufficiente e sano nutrimento per tutti gli uomini". In questo quadro la Coldiretti ha scelto di centrare il convegno sulla solidarietà, la speranza e il rapporto odierno tra etica ed economia. Richiamandosi al magistero pontificio, il cardinale Bertone ha chiesto ai consiglieri ecclesiastici di aiutare i lavoratori "a fare della loro attività un'autentica missione al servizio della società e della Chiesa", preoccupandosi "che la promozione economica del mondo rurale sia sempre ispirata ai valori del Vangelo, come emergono dal costante insegnamento sociale della Chiesa".
L'unica vera ricchezza - ha spiegato Bertone - è l'amore di Dio, "che non si acquista nei mercati del mondo" e fa leggere le vicende umane in una prospettiva controcorrente. "Spesso chi cerca di seguire il Vangelo - ha detto - non ha vita facile; chi si adatta o sceglie lo spirito del mondo, pare invece godere di un benessere e di un successo che si rivelano però ben presto apparenti e fallaci". Il cardinale ha indicato la strada evangelica delle beatitudini: Dio ha scelto di stare accanto ai poveri, agli affamati, agli abbandonati e agli assetati di giustizia. "La beatitudine, la felicità, non scaturisce certo - ha affermato - dalle tristi e precarie condizioni di vita, che al contrario dobbiamo cercare sempre di migliorare. Non è bello, infatti, né essere poveri, né essere afflitti, né essere affamati, né essere insultati. La loro beatitudine sta nel fatto che Dio ha scelto di stare con loro, essi accolgono il suo amore e ne fanno la ragione della propria vita. La nostra beatitudine, pure tra prove e fatiche, è dunque Dio nella nostra esistenza".
Il cardinale ha riconosciuto che soprattutto nell'attività agricola "l'uomo avverte quanto sia importante essere collaboratore di Dio" e amministratore della creazione, come suggerito dal Papa nella Caritas in veritate. Con questa consapevolezza "la Chiesa considera le questioni connesse con l'ambiente e la sua salvaguardia intimamente legate anche il tema dello sviluppo integrale. Il Papa richiama allora l'urgente necessità morale di una rinnovata solidarietà non solo tra i Paesi, ma tra i singoli uomini, perché l'ambiente naturale è dato da Dio per tutti e il suo uso comporta una nostra personale responsabilità verso l'intera umanità, in particolare verso i poveri e le generazioni future". Infatti "la Chiesa non soltanto promuove la difesa della terra, dell'acqua e dell'aria, che il Creatore ha donato a tutti, ma si adopera soprattutto per proteggere l'uomo contro la distruzione di se stesso". L'"ecologia ambientale", dunque, va di pari passo con l'"ecologia umana".
Dal segretario di Stato è venuto così l'invito alla Coldiretti a fare del convegno nazionale "un'occasione propizia per sottolineare l'importanza di Dio nell'esistenza e nell'attività dell'uomo". Riferendosi sempre alla Caritas in veritate Bertone ha ricordato come lo sviluppo implichi "attenzione alla vita spirituale, seria considerazione delle esperienze di fiducia in Dio, fraternità spirituale in Cristo" e, ancora, atteggiamenti "di amore e di perdono, di rinuncia a se stessi, di accoglienza del prossimo, di giustizia e di pace". E ha concluso evidenziando proprio il legame "tra pace e pane", che "fa pensare all'indispensabile ricerca della giustizia, della solidarietà che deve sempre animarci e, in questo ambito, al contributo che la Coldiretti e il mondo agricolo possono offrire alla costruzione di un mondo dove la pace sia frutto di reale condivisione di beni della terra fra tutti i suoi abitanti".
(©L'Osservatore Romano - 10 settembre 2009)