Francesco ha denunciato la follia dei conflitti che insanguinano l’umanità.Lo ha fatto per ben due volte nello spazio di poche ore, domenica mattina, 2 giugno. Dapprima celebrando la messa con un gruppo di militari italiani feriti e familiari dei giovani che hanno dato la vita nelle missioni di pace; poi all’Angelus, con i numerosissimi fedeli riuniti in piazza San Pietro, ai quali ha chiesto una preghiera proprio per i caduti e per i loro congiunti. E la folla, fino a quel momento festante, ha accolto l’invito del Pontefice raccogliendosi in un lungo silenzio.
Sempre durante la preghiera mariana il Papa ha espresso «viva e sofferta preoccupazione per il persistere del conflitto che ormai da più di due anni infiamma la Siria e colpisce specialmente la popolazione inerme, che aspira ad una pace nella giustizia e nella comprensione. Questa tormentata situazione di guerra — ha spiegato — porta con sé tragiche conseguenze: morte, distruzione, ingenti danni economici e ambientali, come anche la piaga dei sequestri di persona». Da qui l’«appello all’umanità dei sequestratori affinché liberino le vittime».
Infine nel pomeriggio il Papa ha presieduto nella basilica Vaticana l’adorazione eucaristica in contemporanea mondiale in occasione dell’Anno della fede.
© www.osservatoreromano.va - 4 giugno 2013