L’8 dicembre 1965, in chiusura del Concilio, Paolo VI indirizzò un messaggio agli artisti nel quale affermava «Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani […] Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo». Custodi quindi ma anche co-operatori di quella bellezza creata da Dio, co-creatori (sub-creatori secondo Tolkien) chiamati a sviluppare quei semi presenti nella creazione che è ancora, e sempre, in via di realizzazione.Leggi su Osservatoreromano.va