Home

Cerca

Papa incontra malatiAlle ore 15.15, il Santo Padre Leone XIV ha lasciato la Casa Vescovile per trasferirsi in auto all’Accueil Notre-Dame in occasione dell’incontro con gli operatori e gli assistiti della struttura.

Al suo arrivo, il Papa è stato accolto all’esterno della struttura dal Vescovo di Tarbes e Lourdes, S.E. Mons. Jean-Marc Micas, e dal responsabile della struttura, Mathias Terrier.

Dopo l’introduzione del Vescovo di Tarbes e Lourdes e le parole di benvenuto del responsabile della struttura, sono seguiti la testimonianza di un medico, un canto e la testimonianza di un’operatrice. Il Pontefice quindi ha pronunciato il Suo Discorso.

Al termine dell’incontro, dopo la consegna del dono, il Padre Nostro, la Benedizione e il canto finale, il Santo Padre ha raggiunto il quinto piano della struttura, dove ha incontrato brevemente alcuni malati e rappresentanti delle associazioni che operano nel Santuario e ha rivolto loro alcune parole di saluto e ringraziamento.

Successivamente, alle ore 16.30, si è trasferito a piedi al Monastero del Carmelo di Lourdes per l’incontro privato con le Religiose di vita contemplativa.

Al termine dell’incontro, il Pontefice si è trasferito in auto alla Casa Vescovile, dove ha incontrato privatamente alcune vittime di abusi.

“Nel pomeriggio di oggi, poco dopo le 17:30, nella Casa Vescovile di Lourdes, Papa Leone XIV ha incontrato sette persone, quattro uomini e tre donne, vittime di abusi da parte di membri del clero e della Chiesa di Francia, accompagnate da S.E. Monsignor Gérard Le Stang, vescovo di Amiens, presidente del Consiglio per la prevenzione e la lotta contro la pedofilia in seno alla Conferenza episcopale di Francia.

Il Papa ha incontrato individualmente e in privato ciascuno di loro, dando ascolto alle loro storie, al dolore e alla sofferenza vissuta - talvolta purtroppo con la complicità o il silenzio di quanti avrebbero potuto aiutarli - e alle loro proposte perché questo non abbia a ripetersi. Con alcuni si è trattenuto per qualche momento in preghiera.

Al termine, poco dopo le 19:00, il Papa si è raccolto con tutti in una sala della Casa Vescovile, e ha rivolto loro alcune parole, ringraziando per la dolorosa testimonianza e ribadendo il proprio impegno perché il male vissuto non si ripeta per altri. Papa Leone ha espresso la propria vicinanza a loro, e, per loro tramite, a quanti hanno sofferto e soffrono ancora per le ferite degli abusi ricevuti. Infine, auspicando di poter lavorare insieme perché la comunità dei fedeli sia sempre più un luogo dove gli uomini e le donne, di ogni età, possano trovare conforto e guarigione, il Papa ha chiesto ai presenti di pregare per lui e impartito su di loro la sua benedizione. L’incontro è terminato alle ore 19:30 circa.”

Pubblichiamo di seguito il Discorso che il Santo Padre Leone XIV ha pronunciato durante l’incontro con gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre-Dame:

[ AR  - DE  - EN  - ES  - FR  - IT  - PL  - PT ]

Cari fratelli e sorelle,
Cari amici malati
,

È una gioia grande per me trascorrere questo momento con voi, qui, a Lourdes, dove, da oltre centocinquant’anni, pellegrini di tutto il mondo vengono ad affidare a Gesù, per mezzo di Maria, le loro sofferenze, siano esse fisiche, psicologiche o spirituali. Qui la fragilità non viene nascosta, ma diventa luogo di un incontro sacro.

Quest’anno, il tema pastorale del Santuario riprende il saluto dell’angelo Gabriele a Maria: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te» (Lc 1,28). Mette in luce questo meraviglioso scambio tra due sguardi, quello del messaggero del Signore e quello di Maria. In tale faccia a faccia, l’umiltà e la generosità di una giovane fanciulla permettono a Dio di compiere la sua opera di salvezza. Maria non ha tenuto il Signore per sé, ma lo ha offerto al mondo, dicendo a ciascuno di noi: «Il Signore è con te». Questa verità è il fondamento della nostra dignità di persone. E qui Maria guarda ciascuno di noi come una persona unica, come testimonia santa Bernadette durante le apparizioni nella grotta. Questo sguardo materno ci ribadisce che nessuno è invisibile agli occhi di Dio.

In un’epoca in cui alcune società tendono a distogliere lo sguardo o a chiudere gli occhi di fronte alla dignità della vita umana, «urge anzitutto coltivare, in noi e negli altri, uno sguardo contemplativo […]. È lo sguardo di chi vede la vita nella sua profondità, cogliendone le dimensioni di gratuità, di bellezza, di provocazione alla libertà e alla responsabilità. È lo sguardo di chi non pretende d'impossessarsi della realtà, ma la accoglie come un dono, scoprendo in ogni cosa il riflesso del Creatore e in ogni persona la sua immagine vivente (cfr Gen 1,27; Sal 8,6). Questo sguardo […] si apre a ritrovare nel volto di ogni persona un appello al confronto, al dialogo, alla solidarietà» (S. Giovanni Paolo II, Lett. enc. Evangelium vitae, 83), affinché il mondo abbia la vita.

Nel dialogo dell’Annunciazione, mentre il Signore posa su di Lei il suo sguardo, Maria scopre di essere la prescelta di Dio. Ma, al centro di questo incontro, è ciascuno di noi a scoprire di essere personalmente chiamato e profondamente destinato all’amore di Dio, che è fonte di vita. La persona umana è infatti “degna” per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità. La sua dignità non si misura e non si discute.

So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale.

Qui a Lourdes, città dei malati e della speranza, invito tutta la comunità degli operatori sanitari a ricordare il significato profondo della propria vocazione: prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla. Sì, cari amici, siate servitori appassionati della vita! Nessuno ha il diritto, mai, «sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana! La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata!» (Discorso ai membri della Fondation Jérôme Lejeune, 22 giugno 2026). In questo senso, vi invito, da un lato, a sviluppare senza sosta le strutture di cura palliativa e di ricerca; dall’altro ad accompagnare con tenerezza i malati, come avviene qui a Lourdes, dove medici, infermieri, barellieri, cappellani, équipe pastorali dei malati e tanti altri ancora esercitano la loro vocazione al servizio della dignità della persona umana, affinché il mondo abbia la vita. Curando i corpi, voi curate anche le anime. A voi, cari membri delle associazioni di ospitalità, ma anche a voi operatori sanitari, che vi dedicate al servizio dei vostri fratelli e delle vostre sorelle, esprimo tutta la mia gratitudine. Cari fratelli e sorelle malati, ci tengo a dirvi: non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa. Accompagno con la preghiera le prove che state attraversando. Il mio pensiero va a tutti coloro che non possono essere qui e che, dalle loro case o dalle loro camere d’ospedale, sono uniti al nostro incontro. Vi affido tutti all’amore materno della Madre del Signore, chiedendole di procurarvi le consolazioni di suo Figlio Gesù. Che Dio vi benedica e vi protegga!

© Bollettino Santa Sede - 27 settembre 2026

Proprietà intellettuale e Note Legali: Il portale ilcattolico.it è un'opera di divulgazione pastorale, culturale e catechistica gestita dall'Associazione Culturale Zammerù Maskil. L'Associazione opera in totale assenza di scopo di lucro (no-profit) e non persegue alcuna finalità commerciale o di monetizzazione. Tutti i contenuti e le immagini d'archivio sono pubblicati in assoluta buona fede. Qualora l'utilizzo di specifiche immagini o frammenti d'opera violi involontariamente legittimi diritti d'autore, si invita a inviare una cortese segnalazione a: [Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.]. L'Associazione, nel pieno rispetto della netiquette della rete e dello spirito collaborativo, provvederà all'immediata e definitiva rimozione del contenuto segnalato, escludendo fermamente ogni intento lesivo dei diritti altrui.