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069q06cCHICAGO, 22. Give me liberty or give me death. La libertà vale più della stessa vita. E per questo i sostenitori della libertà religiosa negli Stati Uniti possono annoverare tra i propri "alleati" anche la figura di Patrick Henry, celebre patriota, protagonista della rivoluzione americana. La marcia di protesta contro le misure dell'amministrazione Obama che prevedono - e impongono - un più facile accesso alle pratiche abortive si svolgerà domani, venerdì 23, contemporaneamente in oltre centoventi città statunitensi. Il 23 marzo, dunque. Nella stessa data del lontano 1775, Henry pronunciò alla Camera della Virginia un discorso consegnato alla storia: "La vita è così cara o la pace così dolce, da essere comprate al prezzo delle catene e della schiavitù? Non so cosa decideranno gli altri, ma io dico datemi la libertà, o datemi la morte!".
La coincidenza tra i due avvenimenti è sottolineata dagli organizzatori del Nationwide Rally for Religious Freedom, la marcia per la libertà religiosa indetta per protestare in tutto il Paese davanti alle sedi degli enti governativi federali. Un'iniziativa programmata - altra significativa coincidenza - per il venerdì che precede la ricorrenza religiosa dell'Annunciazione del Signore e che sta registrando un numero straordinario di adesioni. "Sto ricevendo telefonate da tutto il Paese", ha detto Eric Scheidler, direttore della Pro-Life Action League. Inizialmente, infatti, le manifestazioni erano state indette in cinquanta città, ma ultimamente le adesioni si sono moltiplicate, soprattutto da quando l'amministrazione governativa ha rifiutato di ritirare o modificare in maniera sostanziale il provvedimento che comprende nelle coperture assicurative obbligatorie anche le pratiche abortive e contraccettive. Un'onda via via crescente, testimoniata anche dal numero assai elevato degli interventi presenti sui blog dei social network e che fa prevedere "un'enorme partecipazione in tutto il Paese", con decine di migliaia di persone che scenderanno in piazza. "In nessun momento l'amministrazione Obama ha mai preso sul serio le preoccupazioni di coscienza, le obiezioni morali o religiose del popolo americano", ha detto Scheidler, il quale ha assicurato che la battaglia verrà portata avanti "fino a quando non si consentirà a tutti i datori di lavoro la facoltà di non fornire contraccettivi, sterilizzazione e sostanze abortive, che non rappresentano assolutamente una "cura preventiva", perché la gravidanza non è una malattia".
Negli Stati Uniti, come noto, il dibattito sulle direttive sanitarie del Governo si è intensificato nelle ultime settimane, poiché le nuove norme porterebbero all'interruzione dei servizi offerti dalle strutture cattoliche, che altrimenti si vedrebbero obbligate a sostenere le pratiche abortive.

(©L'Osservatore Romano 23 marzo 2012)