di Giulia Galeotti Compiere quell'operazione che il concilio Vaticano II ha voluto con decisione e convinzione di fede: restituire al popolo la parola di Dio. È questo l'intento che muove, ormai da anni, i biblisti italiani Tea Frigerio, religiosa delle suore missionarie di Maria, e Felice Tenero, oggi parroco nella diocesi di Verona. Il loro cammino di rilettura e riscoperta della Parola - per "rinvigorire la fede, alimentare la speranza e portare un soffio di spiritualità nelle comunità e nelle parrocchie" - è iniziato in Brasile.
Sono ormai passati più di trent'anni da quando il progetto venne avviato. "Possiamo paragonare il percorso fatto - raccontano i due - a un soffio leggero che prende forza e si diffonde per tutto il continente, portando il polline di questo fiore senza difesa in molti luoghi e angoli sperduti dei Paesi latinoamericani". E così, condotti dal vento, "nuove sementi e nuovi profumi sono infiltrati nel soffio leggero" rendendolo "più vario, più ricco, più femminile, più ecumenico". Il risultato è che "nuovi sguardi e nuovi contesti si introducono nella lettura popolare della Bibbia. Attualmente essa viene fatta a partire non solo dai poveri e dagli oppressi, ma anche dalle donne, dalle culture nere e indigene, dagli immigrati e dai disoccupati, dai senza casa e senza terra, dai bambini e bambine di strada, dalle prostitute".
Dell'esperienza - arrivata ormai anche in Italia - Frigerio e Tenero hanno scritto in diverse occasioni, tra cui nel volume firmato a quattro mani Fonte di acqua viva. Cammino comunitario di lettura della Bibbia (Bologna, Emi, 2006).
"Il nostro cammino è ancora giovane - spiegano - ma pian piano si sta delineando il suo volto che possiamo descrivere così: siamo un servizio alla Parola e con la Parola", letta privilegiando le dimensioni "popolare, comunitaria, militante, ecumenica e di scambio, femminile", nel tentativo di "scoprire un cristianesimo liberante e gioioso". Concretamente gli incontri si caratterizzano per "ascolto, convivialità, condivisione, centralità della vita con i suoi bisogni, gioie, dolori, problemi, contraddizioni e speranze".
Si tratta di una lettura della Parola che non implica dunque solamente un'attività intellettuale, e che non è solo frutto del contributo dell'esegeta: essa coinvolge infatti tutta la persona e tutta la comunità.
"Affinché possa realizzarsi questo legame profondo fra Bibbia e vita è importante fare domande concrete; percepire che il terreno sul quale camminiamo è lo stesso ieri e oggi; avere una visione globale della Bibbia; creare un ambiente di fede e fraternità attraverso i canti, le preghiere, la celebrazione. Senza questo contesto non si arriva a scoprire ciò che il testo vuole comunicare a noi oggi. La Bibbia conferma il cammino delle comunità, anima la loro speranza. Chi partecipa a un gruppo biblico diventa missionario che annuncia la Buona Notizia e attrae altri a partecipare. Come la Samaritana, che corre nella propria città ad annunciare "Venite a vedere uno che mi conosce!" (Giovanni, 4, 29)".
(©L'Osservatore Romano 25 luglio 2013)