La nostra salvezza personale e quella del mondo dipende dalla nostra libera decisione di accogliere la giustizia e l’amore di Dio: è quanto ha detto stamani Benedetto XVI incontrando nell’Aula Paolo VI in Vaticano oltre 3mila fedeli dell’arcidiocesi di Amalfi–Cava de’ Tirreni, guidati dall'arcivescovo Orazio Soricelli, giunti a Roma in pellegrinaggio con le reliquie del patrono Sant’Andrea, conservate sin dal secolo IV nella cripta della cattedrale cittadina.
Continua nella Catechesi del Santo Padre
L'uomo è libero di scegliere se stare dalla parte di Cristo o da quella di Satana. "Noi uomini e donne - ha affermato infatti il Papa ricevendo in udienza i partecipanti ad un pellegrinaggio della Diocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni - abbiamo la facoltà di scegliere con chi vogliamo allearci: se con Cristo e con i suoi angeli oppure con il diavolo e con i suoi adepti, per usare lo stesso linguaggio del Vangelo". Benedetto XVI si è soffermato sul brano del Vangelo del giudizio universale. "Decisivo - ha detto il Pontefice - è il criterio del giudizio. Questo criterio è l'amore, la carità concreta nei confronti del prossimo, in particolare dei 'piccoli', delle persone in maggiore difficoltà: affamati, assetati, stranieri, nudi, malati, carcerati". Non a caso, "il Re - ha sottolineato il Santo Padre - dichiara solennemente a tutti che ciò che hanno fatto o non hanno fatto nei confronti dei più indifesi, l'hanno fatto o non fatto a Lui stesso". Dunque, "il giudizio finale sarà il rendiconto di quanto è già avvenuto nella vita terrena, e sta a noi decidere se praticare la giustizia o l'iniquità, se abbracciare l'amore e il perdono o la vendetta e l'odio omicida. Da questo dipende la nostra salvezza personale, ma anche la salvezza del mondo. Sta a noi rispondere a Dio, non con le parole, ma con i fatti: scegliendo la via dell'amore fattivo e generoso verso il prossimo". Il Signore, infatti, "vuole regnare nei cuori delle persone, e da lì sul mondo: Egli è Re dell'universo intero, ma il punto critico, la zona dove il suo regno è a rischio, è il nostro cuore, perchè lì Dio si incontra con la nostra libertà. Noi, e solo noi, possiamo impedirgli di regnare su noi stessi, e quindi possiamo porre ostacolo alla sua regalità sul mondo: sulla famiglia, sulla società, sulla storia”. Benedetto XVI ha quindi invitato i suoi uditori a riflettere sulla pagina evangelica che presenta "il grande quadro del giudizio finale”, nel quale "il Figlio dell'uomo nella sua gloria, circondato dai suoi angeli, si comporta come il pastore, che separa le pecore dalle capre e pone i giusti alla sua destra e i reprobi alla sinistra. I giusti li invita ad entrare nell'eredità preparata da sempre per loro, mentre i reprobi li condanna al fuoco eterno, preparato per il diavolo e per gli altri angeli ribelli". Il Papa si è poi soffermato sul concetto di "Dio Pastore buono e misericordioso e Giudice giusto". "I giusti - ha spiegato Benedetto XVI - li invita ad entrare nell'eredità preparata da sempre per loro, mentre i reprobi li condanna al fuoco eterno, preparato per il diavolo e per gli altri angeli ribelli". Il Papa, incontrando i fedeli di Amalfi-Cava de' Tirreni, ha inoltre esortato ad invocare Sant’Andrea, le cui reliquie sono custodite proprio ad Amalfi, per "la pace tra i popoli" e "l'unità tra tutti i cristiani". "Guardando all'esempio e ricorrendo all'intercessione di Sant'Andrea - ha proseguito il Pontefice rivolgendosi direttamente ai pellegrini -, voi volete ridare nuovo slancio alla vostra vocazione apostolica e missionaria, allargando le prospettive del vostro cuore alle attese di pace tra i popoli, intensificando la preghiera per l'unità tra tutti i cristiani. Vocazione, missione ed ecumenismo - ha aggiunto Benedetto XVI - sono pertanto le tre parole-chiave che vi hanno orientato in questo impegno spirituale e pastorale, che ora riceve dal Papa un incoraggiamento a proseguire con generosità ed entusiasmo". Sant'Andrea, è quindi l’auspicio del Pontefice, "vi aiuti a riscoprire sempre più l'importanza e l'urgenza di testimoniare il Vangelo in ogni ambito della società". "Siete venuti a Roma con le venerate reliquie di Sant'Andrea - ha rimarcato il Santo Padre -, vostro augusto Patrono, conservate sin dal secolo IV nella cripta della vostra cattedrale. Anzi, questo pellegrinaggio si compie proprio nel nome dell'apostolo Andrea, in occasione dell’VIII centenario della traslazione delle sue reliquie dalla grande Costantinopoli alla vostra città di Amalfi, piccola per dimensione ma grande anch'essa per la sua storia civile e religiosa". Il Papa ha infine ricordato quando "davanti a questo prezioso reliquiario" si è fermato in preghiera "in occasione della festa di Sant'Andrea il 30 novembre 1996 (quando era ancora ‘soltanto’ il Cardinale Joseph Ratzinger, ndr). E di quella visita, conservo ancora grata memoria".
© Petrus
Il Papa ai fedeli di Amalfi
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