La letteratura utopistica deve molto alla Gran Bretagna, a partire dal noto saggio di Thomas More e dalla «Nuova Atlantide» di Francis Bacon. Sarà forse una reazione a tanto ottimismo l'aver prodotto anche lucide distopie, ovvero civiltà peggiori di quella conosciuta, futuri indesiderabili. Gli autori più noti di queste fosche previsioni sono Aldous Huxley (Brave new world) ed ovviamente il George Orwell di 1984. Entrambi furono però anticipati, agli inizi del secolo scorso, da un ispirato sacerdote cattolico: Robert Hugh Benson. La sua opera principale, Il Padrone del mondo (ora disponibile in edizione Fede & Cultura), forse non parrà una distopia agli oltre duecentomila sciocchini iscritti alla pagina Facebook che propone il trasferimento del Vaticano fra i ghiacci della Groenlandia. Infatti, nel romanzo la civiltà crede di non aver più bisogno della Chiesa cattolica, se ne vuole anzi sbarazzare con ogni mezzo necessario, violenza inclusa. Non per nulla il libro è sorretto da una visione escatologica, racconta i tempi ultimi: l'Apocalisse.Con doti se non profetiche sicuramente visionarie, Benson scriveva nel 1907, il libro ci porta in un futuro dove macchine volanti si prendono come autobus e le città si sviluppano su più livelli. Le folle sono agitate da feroci passioni politiche, gli ideali massonici, positivisti e socialisti hanno conquistato le coscienze. Nuovi sacerdoti di questa umanità sono i premurosi tecnici che rendono accessibile l'eutanasia a chiunque ne faccia richiesta. Anche se la vita non è sacra, non si vive in uno Stato ateo. Trionfa il culto dell'astratta Umanità, della divinità panteista, della cieca energia evolutiva.
In questo scenario fa la sua comparsa l'uomo che viene salutato come il nuovo messia, o meglio il vero messia. Giuliano Felsenburg, individuo dalle origini misteriose e dall'innegabile carisma, mette la ciliegina sulla torta di questo mondo apparentemente perfetto. Viene acclamato Presidente dell'intero pianeta perché ha compiuto il miracolo: la pace nel mondo. Chi crede sa che la pace in terra è solo per gli uomini di buona volontà ed è riflesso della Gloria a Dio nell'alto dei cieli. Invece l'orgogliosa umanità descritta da Benson ha una volontà malata, illusa, schiavizzata, amputata del vero trascendente. Felsenburg è in realtà l'Anticristo; farà bombardare Roma per sterminare l'intera gerarchia ecclesiastica. Il pretesto lo troverà in un fallito attentato di cattolici esasperati dalle persecuzioni (e qui Benson ci ricorda che i cristiani non sono immuni dal contagio del Male).
I credenti superstiti si rifugeranno in Palestina, nei luoghi che videro nascere e morire Gesù Cristo. Lì l'ultimo papa, vero protagonista del romanzo fin da quando è un semplice sacerdote, affronterà il definitivo attacco aereo di tutte le nazioni coalizzate e guidate da Felsenburg. Reagirà con messe e preghiere, confessioni e comunioni. Il mondo scomparirà per riapparire al cospetto del suo creatore e giudice, i cattivi trionfanti in vita saranno dannati in eterno.
Nel 1911 Benson pareggerà i conti scrivendo un'utopia, un futuro perfetto secondo i suoi canoni.L'alba di tutto (sempre nel catalogo Fede & Cultura) racconta il Regno di Dio sceso sulla terra, non privo di conforti tecnologici (satelliti e computer compresi). Fede e scienza si sono riconciliate, il Cattolicesimo è veramente universale, il latino ecclesiastico si parla ovunque. Anche questo romanzo merita una lettura, pur essendo meno riuscito ed avvincente del gemello distopico. A Benson, infatti, riuscì meglio raccontare il Male.
© http://www.ragionpolitica.it/cms/index.php - 11 agosto 2011
il testo è acquistabile qui http://fedecultura.com/Il_Padrone_del_mondo.aspx