Quante volte i cristiani - quelli che sono "perseguitati oggi" o anche soltanto "mamme e padri di famiglia" - si trovano in "situazioni al limite"? E, costretti a fare scelte definitive, scelgono comunque il Signore? Se lo è chiesto Papa Francesco all'omelia della messa celebrata lunedì mattina, 25 novembre, a Santa Marta, sottolineando che si tratta comunque di una scelta difficile, per la quale dobbiamo chiedere a Dio la "grazia del coraggio". Il Pontefice si è riferito innanzitutto al brano liturgico tratto dal libro del profeta Daniele (1,1-6; 8-20), nel quale si narra di alcuni giovani che hanno trovato il coraggio di rifiutare cibo contaminato imposto dal re e sono riusciti a ottenere di essere nutriti di nascosto solo ad acqua e verdura. Il Signore ripaga questa loro fedeltà aiutandoli a sviluppare un fisico e una mente più agili di tutti gli altri, tanto da farsi prediligere dal re stesso. Quei giovani, ha notato il Santo Padre, erano "al limite perché schiavi, e quando in quel tempo - ma anche in questo - si cadeva nella schiavitù, non era più sicuro niente, nemmeno la vita. Siamo al limite".
Il vescovo di Roma ha quindi richiamato l'episodio del Vangelo di Luca (21, 1-4) in cui si parla dell'elemosina della vedova, la quale non ha neppure da mangiare per se stessa eppure offre tutto ciò che possiede. "Gesù - ha sottolineato il Papa - dice che era nella miseria. In quel tempo le vedove non avevano la pensione del marito, erano in miseria. Erano al limite". Dunque, quei giovani e la vedova erano al limite quando si sono trovati a dover prendere una decisione.
"La vedova - ha notato il Pontefice - è andata al tempio ad adorare Dio, a dire al Signore che è sopra di tutto e che lei lo ama". Sente che deve fare un gesto per il Signore e "dà tutto quello che aveva per vivere". E questo suo gesto "è qualcosa di più che generosità, è un'altra cosa". Sceglie bene: solo il Signore. Perché "si dimentica di se stessa. Poteva dire: ma, Signore, tu lo sai, ho bisogno di questo per il pane di oggi... E quella moneta tornava in tasca. Invece ha scelto di adorare il Signore sino alla fine".
Anche i giovani avevano la possibilità di trovare "un'uscita di emergenza, diciamo così, dalla loro situazione", ha aggiunto il vescovo di Roma. Avrebbero infatti potuto dire: "Ma siamo schiavi. La legge qui non si può compiere, dobbiamo custodire la vita, non dimagrire, non avere malattie... mangiamo!". Invece "hanno detto di no. Hanno fatto una scelta: il Signore". E sono stati tanto intelligenti da trovare una via per restare fedeli, anche in un contesto difficile.
Giovani e vedova, ha evidenziato il Santo Padre, "hanno rischiato. Nel loro rischio hanno scelto il Signore". Lo hanno fatto con il cuore, senza interessi personali e senza meschinità. Si sono affidati al Signore. E non l'hanno fatto - ha notato Papa Francesco - per fanatismo, "ma perché sapevano che il Signore è fedele. Si sono affidati a quella fedeltà che c'è sempre". Perché "il Signore è sempre fedele", in quanto "non può rinnegare se stesso".
Affidarsi alla fedeltà del Signore: è una scelta - ha detto il Papa - "che anche noi abbiamo l'opportunità di fare nella nostra vita cristiana". A volte si tratta di "una scelta grande, difficile". Nella storia della Chiesa, e anche nel nostro tempo, ci sono uomini, donne, anziani e giovani che fanno questa scelta. Ce ne rendiamo conto "quando conosciamo la vita dei martiri, quando leggiamo sui giornali le persecuzioni dei cristiani, oggi. Pensiamo a questi fratelli e sorelle che si trovano in situazioni al limite e che fanno questa scelta. Loro vivono in questo tempo. Sono un esempio per noi. Ci incoraggiano a gettare sul tesoro della Chiesa tutto quello che abbiamo per vivere".
Tornando ai giovani del libro del profeta Daniele, il Santo Padre ha fatto notare che il Signore "li aiuta e li fa uscire dalla difficoltà; e sono vittoriosi e arrivano a buon fine". Il Signore aiuta anche la vedova del Vangelo di Luca, "perché dietro la lode di Gesù, Dio la loda: in verità vi dico, questa vedova... È una vittoria. Ci farà bene pensare a questi fratelli e sorelle che in tutta la storia, anche oggi, fanno scelte definitive". Il Pontefice ha invitato a pensare, in particolare, a "tante mamme e a tanti padri di famiglia che ogni giorno fanno scelte definitive per andare avanti con la loro famiglia, con i loro figli. E questo è un tesoro nella Chiesa. Loro ci danno testimonianza". Davanti a loro, ha concluso, "chiediamo la grazia del coraggio. Del coraggio di andare avanti nella nostra vita cristiana, nelle cose di ogni giorno e nelle situazioni al limite".
(©L'Osservatore Romano 25-26 novembre 2013)