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mckenna west tramite liveactionÈ nato da appena sei giorni – il 12 agosto 2026 – ma sulla sua vita è già in corso, da settimane, una battaglia legale originata da un contratto di utero in affitto. Parliamo di Gabriel, un bambino nato in Texas da una madre surrogata originaria dell’Alaska, McKenna West, ma che ha rischiato di essere volontariamente abortito su richiesta dei suoi committenti. Ma andiamo con ordine.

McKenna, un’infermiera, già mamma single di altri due bambini, aveva deciso di sottoporsi alla maternità surrogata per mantenere i suoi figli e ritenendo allo stesso tempo di fare qualcosa di buono. Quindi, aveva contattato la Worldwide Surrogacy Specialists, un’agenzia specializzata nel mercato della surrogata, e all’inizio del 2025 aveva firmato un contratto con una coppia che vive in California: Nausheen Gilkar e Omar Ahmed. Lo scorso dicembre McKenna era rimasta incinta a seguito di un programma di fecondazione artificiale con trasferimento dell'embrione. Tutto era filato liscio per circa metà della gravidanza. Poi, ad aprile di quest’anno, intorno alla ventesima settimana di gestazione, l’ecografia aveva mostrato la presenza nel bambino della sindrome del cuore sinistro ipoplasico, una grave malformazione congenita che provoca un’insufficienza cardiaca subito dopo la nascita. Una malformazione che porta rapidamente alla morte se non viene curata, ma che è possibile trattare con una serie di interventi chirurgici, il primo dei quali da fare poco dopo la nascita.

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