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LIMA, 5. "L'esercizio della democrazia deve rispettare i principi etici vincolati alla promozione del bene comune". A pochi giorni dalle elezioni politiche 2011, che si terranno il 10 aprile, dove i peruviani dovranno eleggere il prossimo presidente della Nazione e i rappresentanti del Congresso della Repubblica, i presuli del Perú ricordano ai fedeli l'invito rivolto ai candidati dalla Conferenza episcopale durante la sua novantasettesima assemblea ordinaria, in cui li sollecitava a promuovere lo sviluppo umano integrale e il rispetto della dignità umana, il matrimonio e la famiglia.
079q07b Il messaggio dei vescovi invita i candidati presidenziali a considerare che lo sviluppo sociale "dovrebbe essere basato sul rispetto e la promozione dei diritti umani, sull'accesso ai servizi sanitari di base, nutrizione, acqua, istruzione, alloggi e sulla sicurezza pubblica, in particolare per i più poveri". Un altro punto evidenziato è il fenomeno della corruzione, perché questa piaga "continua a minare lo sviluppo sociale e politico del nostro popolo" e lacera il tessuto della convivenza tra le persone.
"È mancata - scrivono i presuli - una forte volontà e l'impegno esemplare delle nostre autorità, la vigilanza e la collaborazione efficace di tutti i cittadini e, soprattutto, manca a tutti una forte coscienza etica e morale". Il processo elettorale, allora, è l'occasione per richiedere la presentazione di programmi che "si oppongano in modo coraggioso alle varie forme di corruzione, sia tra i membri del governo come nei settori di attività pubblica e privata".
I vescovi hanno anche chiesto ai fedeli di "stare attenti alle proposte che violano la legge naturale, il rispetto della dignità umana, della verità e della giustizia pratica", perché "andare contro questi principi significa ignorare la nostra realtà naturale. Cercare di cambiare questi principi porterà gravi conseguenze per la società, e gli sconfitti saranno sempre i più deboli. Pertanto il rispetto e la difesa della vita dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale deve essere presente in qualsiasi proposta. Non si può accettate assolutamente l'aborto, l'eutanasia, o la manipolazione genetica". I cinque candidati che continuano ad avere le maggiori preferenze fra la popolazione sono: Toledo, Kuczynski, Castañeda, Humala e Kiko Fujimori. Secondo la stampa locale, dopo diversi anni, in Perú ci saranno più di due candidati a contendersi realmente il posto di presidente al termine di una campagna elettorale molto ricca di presentazioni pubbliche e dibattiti.
Il documento diffuso al termine della novantasettesima assemblea dei vescovi è intitolato "Al servizio della dignità umana e del bene comune", e riafferma che la dignità della persona è al centro della preoccupazione sociale della Chiesa. Di fronte all'evento importante delle elezioni i presuli ricordano che la Chiesa ritiene che l'esercizio della politica sia un servizio alla nazione e quindi i candidati debbano ricordare che questo è il senso ultimo della loro attività.
Nel documento i vescovi rilevano di non avere nessuna preferenza elettorale e ribadiscono che l'unico loro dovere è quello di orientare i fedeli nelle questioni in cui ci siano implicazioni religiose e morali che contraddicano gli insegnamenti della Chiesa e i principi della dottrina sociale cristiana. Perciò, aggiungono, "abbiamo il dovere di richiamare l'attenzione sulle proposte che attentano alla vita, alla legge naturale, al rispetto della dignità umana, alla verità e alla pratica della giustizia". Ed ancora i vescovi raccomandano che il Governo prenda in considerazione l'ecologia e l'uso razionale delle risorse naturali, "consultando al momento opportuno le località e le comunità nel cui territorio sono concesse le terre e le licenze di esercizio per lo sfruttamento delle risorse naturali". La Chiesa cerca di "prevenire futuri conflitti e gli scontri, che hanno causato così tanto dolore" (alludendo alla rivolta indigena di Bagua dove sono morte decine di persone nel 2009. Infine i presuli Vescovi ricordano le parole del documento di Aparecida, al n. 384: "È urgente la necessità di creare strutture per consolidare l'ordine sociale, economico e politico, in cui non ci sia disuguaglianza e dove sia data la stessa possibilità a tutti. Allo stesso modo, abbiamo bisogno di nuove strutture per promuovere un'autentica convivenza umana, per evitare la prepotenza di alcuni e facilitare il dialogo costruttivo per il necessario consenso sociale".

(©L'Osservatore Romano 6 aprile 2011)