"Il primo e prioritario contributo, che siamo chiamati ad offrire
all'azione missionaria della Chiesa, è la preghiera"
(Papa Benedetto XVI)
Introduzione: Benedetto XVI e i giovani, futuro della Chiesa e del mondo
Che cosa è l'Adorazione Eucaristica
Papa Benedetto XVI parla dell'Adorazione Eucaristica
Lettera del Servo di Dio Giovanni Paolo II sull'Adorazione Eucaristica
L'Adorazione Eucaristica alle Giornate Mondiali della Gioventù di Colonia e Sidney
Adorazione Eucaristica Perpetua - intervista a Padre Alberto Pacini
Adorazione Eucaristica Perpetua - un progetto per rigenerare le parrocchie
Esperienze Eucaristiche nei paesi di missione
Esperienze dall'Italia: Luce nella Notte ed Adunanza Eucaristica
I giovani di fronte a Gesù: testimonianze dal mondo
Appendice
Bibliografia e Linkografia
Introduzione: Benedetto XVI e i giovani, futuro della Chiesa e del mondo
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "Ancora oggi Dio cerca cuori giovani, cerca giovani dal cuore grande, capaci di fare spazio a Lui nella loro vita per essere protagonisti della Nuova Alleanza... Gesù ha una predilezione per i giovani, ne rispetta la libertà, ma non si stanca mai di proporre loro mete più alte per la vita: la novità del Vangelo e la bellezza di una condotta santa. Seguendo l'esempio del suo Signore la Chiesa continua ad avere la stessa attenzione. Ecco perché, cari giovani, vi guarda con immenso affetto, vi è vicina nei momenti della gioia e della festa, della prova e dello smarrimento; vi sostiene con i doni della grazia sacramentale e vi accompagna nel discernimento della vostra vocazione". (Benedetto XVI, Omelia durante la Concelebrazione Eucaristica in occasione dell'Agorà dei giovani italiani, Loreto, 2 settembre 2007)
L'attenzione con cui il Santo Padre Benedetto XVI segue il mondo giovanile è continua e sottolineata da frequenti interventi, come il suo grido di allarme lanciato per l'emergenza educativa: "Abbiamo tutti a cuore il bene delle persone che amiamo, in particolare dei nostri bambini, adolescenti e giovani. Sappiamo infatti che da loro dipende il futuro di questa nostra città. Non possiamo dunque non essere solleciti per la formazione delle nuove generazioni, per la loro capacità di orientarsi nella vita e di discernere il bene dal male, per la loro salute non soltanto fisica ma anche morale" (Lettera del Santo Padre Benedetto XVI alla Diocesi e alla città di Roma sul compito urgente dell'educazione, 21 gennaio 2008)
Con forza il Papa ha ribadito che l'emergenza educativa "richiede oggi la più ampia collaborazione possibile": "davanti al nichilismo che pervade in maniera crescente il mondo giovanile, la Chiesa invita tutti a dedicarsi seriamente ai giovani, a non lasciarli in balìa di se stessi ed esposti alla scuola di ‘cattivi maestri', ma ad impegnarli in iniziative serie, che permettano loro di comprendere il valore della vita in una stabile famiglia fondata sul matrimonio. Solo così si dà loro la possibilità di progettare con fiducia il loro futuro" (Udienza agli Amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma, 12 gennaio 2009).
Ai giovani, futuro della Chiesa e del mondo, Benedetto XVI affida grandi compiti.
Essere gli artefici della costruzione di un nuovo mondo e di una nuova era. "Una nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all'edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta. Una nuova era in cui l'amore non sia avido ed egoista, ma puro, fedele e sinceramente libero, aperto agli altri, rispettoso della loro dignità, un amore che promuova il loro bene e irradi gioia e bellezza. Una nuova era nella quale la speranza ci liberi dalla superficialità, dall'apatia e dall'egoismo che mortificano le nostre anime e avvelenano i rapporti umani. Cari giovani amici, il Signore vi sta chiedendo di essere profeti di questa nuova era, messaggeri del suo amore, capaci di attrarre la gente verso il Padre e di costruire un futuro di speranza per tutta l'umanità". (Omelia della Santa Messa a conclusione della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, 20 luglio 2008)
Essere i custodi del Creato. "Si facciano sostenitori e fautori di comportamenti mirati all'apprezzamento della natura e alla sua difesa, in una corretta prospettiva ecologica... Compete anche alle nuove generazioni promuovere un turismo sano e solidale, che bandisca il consumismo e lo spreco delle risorse della terra, per lasciare spazio a gesti di solidarietà e di amicizia, di solidarietà e di comprensione" (Udienza ai partecipanti all'incontro promosso dal Centro Turistico Giovanile e dall'Ufficio internazione del Turismo sociale, 27 luglio 2008).
Essere operatori di pace. "Cari giovani, lasciatevi coinvolgere nella vita nuova che sgorga dall'incontro con Cristo e sarete in grado di essere apostoli della sua pace nelle vostre famiglie, tra i vostri amici, all'interno delle vostre comunità ecclesiali e nei vari ambienti nei quali vivete ed operate". (Omelia della Santa Messa in occasione dell'Agorà dei giovani italiani, Loreto, 2 settembre 2007).
Essere missionari del Vangelo di Gesù Cristo. "Duemila anni or sono dodici Apostoli hanno dato la vita affinché Cristo fosse conosciuto e amato. Da allora il Vangelo continua nei secoli a diffondersi grazie a uomini e donne animati dallo stesso loro zelo missionario. Pertanto, anche oggi occorrono discepoli di Cristo che non risparmino tempo ed energie per servire il Vangelo. Occorrono giovani che lascino ardere dentro di sé l'amore di Dio e rispondano generosamente al suo appello pressante, come hanno fatto tanti giovani beati e santi del passato e anche di tempi a noi vicini. In particolare, vi assicuro che lo Spirito di Gesù oggi invita voi giovani ad essere portatori della bella notizia di Gesù ai vostri coetanei". (Messaggio per la XXIII Giornata mondiale della Gioventù).
Essere adoratori del Signore nel Sacramento dell'Eucaristia. "Fate spazio alla preghiera nella vostra vita!" è l'esortazione che il Santo Padre Benedetto XVI rivolge ai giovani ed alle giovani del mondo nel suo Messaggio in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, che si celebrerà a livello diocesano la prossima Domenica delle Palme, 5 aprile. Il Papa prosegue nel Messaggio: "Prendete parte alla liturgia nelle vostre parrocchie e nutritevi abbondantemente della Parola di Dio e dell'attiva partecipazione ai Sacramenti. Come sapete, culmine e centro dell'esistenza e della missione di ogni credente e di ogni comunità cristiana è l'Eucaristia, sacramento di salvezza in cui Cristo si fa presente e dona come cibo spirituale il suo stesso Corpo e Sangue per la vita eterna. Mistero davvero ineffabile! Attorno all'Eucaristia nasce e cresce la Chiesa, la grande famiglia dei cristiani".
E i giovani stanno riscoprendo Gesù, il Cristo vivente, attraverso l'Adorazione Eucaristica: questa è la notizia che vogliamo proporre, commentare ed approfondire in questo dossier, il primo di una serie che l'Agenzia Fides intende dedicare alla complessa realtà del mondo giovanile. I giovani del terzo millennio cristiano sono disposti a fare silenzio dentro ed intorno a sé senza distinzioni di nazionalità, lingua e categoria di appartenenza. In una società globalizzata che prova a frammentare il cuore dei giovani insinuando percorsi vuoti, talvolta senza senso, la risposta del mondo giovanile è la ricerca dell'Assoluto, che in molte occasioni trova risposta nel voler trovare un tempo da dare a Dio, per stare con Lui per il proprio bene e per il bene di tutta l'umanità che, in chi adora è rappresentata. "Il Padre cerca adoratori che lo adorino in spirito e verità". (Gv 4:24)
"Non si dimentichi tuttavia che il primo e prioritario contributo, che siamo chiamati ad offrire all'azione missionaria della Chiesa, è la preghiera. ‘La messe è molta, ma gli operai sono pochi - dice il Signore -. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe' (Lc 10,2). ‘In primo luogo - scriveva cinquant'anni or sono il Papa Pio XII di venerata memoria - pregate dunque, Venerabili Fratelli, pregate di più. Ricordatevi degli immensi bisogni spirituali di tanti popoli ancora così lontani dalla vera fede oppure così privi di soccorsi per perseverarvi'... Cari fratelli e sorelle, rinnovo anch'io questo invito quanto mai attuale. Si estenda in ogni comunità la corale invocazione al ‘Padre nostro che è nei cieli', perché venga il suo regno sulla terra. Faccio appello particolarmente ai bambini e ai giovani, sempre pronti a generosi slanci missionari... Grazie all'impegno di ogni credente, si allarghi in tutta la Chiesa la rete spirituale della preghiera a sostegno dell'evangelizzazione". (Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2007)
Che cosa è l'Adorazione Eucaristica
L'Adorazione Eucaristica è l'atto più alto di una creatura umana nei confronti del suo Creatore: mettersi ai piedi di Gesù in atteggiamento di filiale ascolto e di lode, reverenza e accoglienza di tutto quanto proviene da Lui, nella consapevolezza che solo Lui basta e solo Lui conta. Chi adora pone al centro della sua attenzione e del suo cuore il Dio altissimo e creatore e Salvatore di tutto l'universo. L'adorazione Eucaristica è un tempo trascorso in preghiera davanti al Sacramento dell'Eucaristia esposto solennemente. Si può pregare in vari modi, ma il modo migliore è una preghiera di silenziosa meditazione, sul mistero dell'Amore con cui Gesù ci ha amato, tanto da dare la sua vita ed il suo Sangue per noi. Adorare è lasciarsi amare da Dio per imparare ad amare gli altri... Adorare è entrare nell'esperienza del Paradiso, per essere più concreti nella storia. "Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici". (Lc 6:12-13). Si adora sforzandosi di fare silenzio dentro ed intorno a sé, per permettere a Dio di comunicare col nostro cuore ed al nostro cuore di comunicare con Dio. Si fissa lo sguardo verso l'Eucaristia, che è il segno vivo dell'amore che Gesù ha per noi, si medita sul mistero della sofferenza, della morte e della risurrezione di Gesù, che nell'Eucaristia ci dona la sua presenza reale e sostanziale. "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". (Mt 28:20) L'Adorazione Eucaristica viene fatta in ogni momento del giorno, o della notte; nella gioia più profonda, o nel dolore più acuto. Con la pace nel cuore, o nel colmo dell'angoscia. All'inizio della vita, o alla fine. Quando si hanno energie e quando non ce la facciamo più; in piena salute, o nella malattia. Quando il nostro spirito trabocca d'amore, o nel colmo dell'aridità. Prima di decisioni importanti, o per ringraziare Dio di averle prese. Quando siamo forti, o quando siamo deboli. Nella fedeltà, o nel peccato. "Pregate inoltre incessantemente, con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti"... (Ef 6:18)
Papa Benedetto XVI parla dell'Adorazione Eucaristica
Il Santo Padre Benedetto XVI non perde occasione, sin dall'inizio del Suo Pontificato, di proporre l'Adorazione Eucaristica per riscoprire Gesù ed affidarsi al Suo Amore e già il 20 Aprile 2005 all'inizio dell'attività alla guida della Sede Petrina chiede a tutti "di intensificare nei prossimi mesi l'amore e la devozione a Gesù Eucaristia e di esprimere in modo coraggioso e chiaro la fede nella presenza reale del Signore, soprattutto mediante la solennità e la correttezza delle celebrazioni". Anche nel mese successivo, nell'occasione della Festività del Corpus Domini del 26 Maggio 2005 a Roma il Papa ribadisce: "Mangiare questo pane è comunicare, è entrare nella comunione con la persona del Signore vivo. Questa comunione, questo atto del "mangiare", è realmente un incontro tra due persone, è un lasciarsi penetrare dalla vita di Colui che è il Signore, di Colui che è il mio Creatore e Redentore. Scopo di questa comunione è l'assimilazione della mia vita alla sua, la mia trasformazione e conformazione a Colui che è Amore vivo. Perciò questa comunione implica l'adorazione, implica la volontà di seguire Cristo, di seguire Colui che ci precede. Adorazione e processione fanno perciò parte di un unico gesto di comunione; rispondono al suo mandato: "Prendete e mangiate". Dopo 3 giorni, il 29 maggio 2005, Papa Benedetto XVI si reca a Bari per il Congresso Eucaristico ed afferma: "Nell'Eucaristia Cristo è realmente presente tra noi. La sua non è una presenza statica. E' una presenza dinamica, che ci afferra per farci suoi, per assimilarci a sé. Cristo ci attira a sé, ci fa uscire da noi stessi per fare di noi tutti una cosa sola con Lui. In questo modo Egli ci inserisce anche nella comunità dei fratelli e la comunione con il Signore è sempre anche comunione con le sorelle e con i fratelli. E vediamo la bellezza di questa comunione che la Santa Eucaristia ci dona".
Nella Santa Messa di apertura del Sinodo sull'Eucaristia, Benedetto XVI il 2 ottobre 2005 nella Città del Vaticano, sottolinea come "nella santa Eucaristia Egli dalla croce ci attira tutti a sé (Gv 12,32) e ci fa diventare tralci della vite che è Egli stesso. Se rimaniamo uniti a Lui, allora porteremo frutto anche noi, allora anche da noi non verrà più l'aceto dell'autosufficienza, della scontentezza di Dio e della sua creazione, ma il vino buono della gioia in Dio e dell'amore verso il prossimo.". Nell'Omelia di conclusione dell'XI Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, il 23 ottobre 2005, il Santo Padre ha evidenziato la figura di San Gaetano Canoso, cultore ed apostolo del Volto Santo di Cristo con queste parole: "Il Volto Santo - affermava - è la mia vita. È lui la mia forza". Con una felice intuizione egli (San Gaetano Canoso ndr) coniugò questa devozione alla pietà eucaristica. Così si esprimeva: "Se vogliamo adorare il Volto reale di Gesù... noi lo troviamo nella divina Eucaristia, ove col Corpo e Sangue di Gesù Cristo si nasconde sotto il bianco velo dell'Ostia il Volto di Nostro Signore". La Messa quotidiana e la frequente adorazione del Sacramento dell'altare furono l'anima del suo sacerdozio: con ardente ed instancabile carità pastorale egli si dedicò alla predicazione, alla catechesi, al ministero delle Confessioni, ai poveri, ai malati, alla cura delle vocazioni sacerdotali... La contemplazione dell'Eucaristia deve spingere tutti i membri della Chiesa, in primo luogo i sacerdoti, ministri dell'Eucaristia, a ravvivare il loro impegno di fedeltà. Sul mistero eucaristico, celebrato e adorato, si fonda il celibato che i presbiteri hanno ricevuto quale dono prezioso e segno dell'amore indiviso verso Dio e il prossimo. Anche per i laici la spiritualità eucaristica deve essere l'interiore motore di ogni attività e nessuna dicotomia è ammissibile tra la fede e la vita nella loro missione di animazione cristiana del mondo".
Nell'incontro con il Clero della Diocesi di Roma nell'Aula della Benedizione del 2 marzo 2006 il Papa esprime gioia e felicità per essere stato informato che la Basilica di Sant'Anastasia al Palatino è diventata sede di Adorazione Eucaristica Perpetua "...non sapevo e sono grato di essere stato informato, che adesso la chiesa di S. Anastasia è sede dell'Adorazione Perpetua; è quindi un punto focale della vita di fede a Roma. Questa proposta di creare nei cinque settori della Diocesi di Roma, cinque luoghi di Adorazione Perpetua la pongo fiduciosamente nelle mani del Cardinale Vicario. Vorrei soltanto dire: grazie a Dio perché dopo il Concilio, dopo un periodo in cui mancava un po' il senso dell'adorazione Eucaristica è rinata la gioia di questa adorazione dappertutto nella Chiesa, come abbiamo visto e sentito nel Sinodo sull'Eucaristia. ...l'Adorazione è un entrare con la profondità del nostro cuore in comunione con il Signore che si fa presente corporalmente nell'Eucaristia. Nell'Ostensorio si da sempre nelle nostre mani e ci invita ad unirci alla sua Presenza, al suo Corpo risorto". Nel discorso ai partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, nella Sala Clementina (9 novembre 2006) il Santo Padre Benedetto XVI afferma: "...inoltre, la presenza tra voi di alcuni rappresentanti degli Adoratori dell'Eucaristia e l'accenno che Ella, Signor Cardinale Tomko, ha fatto alla "Federación Mundial de la Adoración Nocturna" mi da modo di ricordare quanto proficua sia la riscoperta da parte di molti cristiani dell'adorazione eucaristica. A questo proposito, mi piace tornare con la memoria all'esperienza vissuta lo scorso anno con i giovani a Colonia, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, e in Piazza San Pietro con i bambini della Prima Comunione accompagnati dalle famiglie e dai catechisti. Quanto bisogno ha l'odierna umanità di riscoprire nel Sacramento eucaristico la fonte della propria speranza! Ringrazio il Signore perché molte parrocchie, accanto alla devota celebrazione della Santa Messa, vanno educando i fedeli all'Adorazione eucaristica ed auspico, anche in vista del prossimo Congresso Eucaristico Internazionale, che questa pratica si diffonda sempre più".
Il 22 febbraio 2007, festa della Cattedra di San Pietro Apostolo, secondo anno del Pontificato di Papa Benedetto XVI viene presentata l'Esortazione Apostolica Post - Sinodale "Sacramentum Caritatis" propone il rapporto intrinseco tra Celebrazione Eucaristica ed Adorazione e tratteggia in maniera chiara e precisa la pratica dell'Adorazione Eucaristica.
Adorazione e pietà eucaristica - Il rapporto intrinseco tra celebrazione e adorazione
66. Uno dei momenti più intensi del Sinodo è stato quando ci siamo recati nella Basilica di San Pietro, insieme a tanti fedeli per l'adorazione eucaristica. Con tale gesto di preghiera, l'Assemblea dei Vescovi ha inteso richiamare l'attenzione, non solo con le parole, sull'importanza della relazione intrinseca tra Celebrazione eucaristica e adorazione. In questo significativo aspetto della fede della Chiesa si trova uno degli elementi decisivi del cammino ecclesiale, compiuto dopo il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II. Mentre la riforma muoveva i primi passi, a volte l'intrinseco rapporto tra la santa Messa e l'adorazione del Ss.mo Sacramento non fu abbastanza chiaramente percepito. Un'obiezione allora diffusa prendeva spunto, ad esempio, dal rilievo secondo cui il Pane eucaristico non ci sarebbe stato dato per essere contemplato, ma per essere mangiato. In realtà, alla luce dell'esperienza di preghiera della Chiesa, tale contrapposizione si rivelava priva di ogni fondamento. Già Agostino aveva detto: « nemo autem illam carnem manducat, nisi prius adoraverit; peccemus non adorando - Nessuno mangia questa carne senza prima adorarla; peccheremmo se non la adorassimo ».(191) Nell'Eucaristia, infatti, il Figlio di Dio ci viene incontro e desidera unirsi a noi; l'adorazione eucaristica non è che l'ovvio sviluppo della Celebrazione eucaristica, la quale è in se stessa il più grande atto d'adorazione della Chiesa.(192) Ricevere l'Eucaristia significa porsi in atteggiamento di adorazione verso Colui che riceviamo. Proprio così e soltanto così diventiamo una cosa sola con Lui e pregustiamo in anticipo, in qualche modo, la bellezza della liturgia celeste. L'atto di adorazione al di fuori della santa Messa prolunga ed intensifica quanto s'è fatto nella Celebrazione liturgica stessa. Infatti, « soltanto nell'adorazione può maturare un'accoglienza profonda e vera. E proprio in questo atto personale di incontro col Signore matura poi anche la missione sociale che nell'Eucaristia è racchiusa e che vuole rompere le barriere non solo tra il Signore e noi, ma anche e soprattutto le barriere che ci separano gli uni dagli altri ».(193)
La pratica dell'adorazione eucaristica
67. Insieme all'Assemblea sinodale, pertanto, raccomando vivamente ai Pastori della Chiesa e al Popolo di Dio la pratica dell'adorazione eucaristica, sia personale che comunitaria.(194) A questo proposito, di grande giovamento sarà un'adeguata catechesi in cui si spieghi ai fedeli l'importanza di questo atto di culto che permette di vivere più profondamente e con maggiore frutto la stessa Celebrazione liturgica. Nel limite del possibile, poi, soprattutto nei centri più popolosi, converrà individuare chiese od oratori da riservare appositamente all'adorazione perpetua. Inoltre, raccomando che nella formazione catechistica, ed in particolare negli itinerari di preparazione alla Prima Comunione, si introducano i fanciulli al senso e alla bellezza di sostare in compagnia di Gesù, coltivando lo stupore per la sua presenza nell'Eucaristia.
Vorrei qui esprimere ammirazione e sostegno a tutti quegli Istituti di vita consacrata i cui membri dedicano una parte significativa del loro tempo all'adorazione eucaristica. In tal modo essi offrono a tutti l'esempio di persone che si lasciano plasmare dalla presenza reale del Signore. Desidero ugualmente incoraggiare quelle associazioni di fedeli, come anche le Confraternite, che assumono questa pratica come loro speciale impegno, diventando così fermento di contemplazione per tutta la Chiesa e richiamo alla centralità di Cristo per la vita dei singoli e delle comunità.
(Dalla lettera Apostolica Post Sinodale "Sacramentum Caritatis" del Santo Padre Benedetto XVI)
Lettera del Servo di Dio Giovanni Paolo II sull'Adorazione Eucaristica
Dal 18 al 25 Giugno 2000 si è tenuto a Roma il 47° Congresso Eucaristico Internazionale voluto dal Servo di Dio Giovanni Paolo II come cuore del Grande Giubileo del 2000 che in quella occasione ha fatto pubblicare la Lettera sull'Adorazione Eucaristica.
LETTERA SULL'ADORAZIONE EUCARISTICA
GIOVANNI PAOLO II
Lettera sull'adorazione eucaristica 47° Congresso Eucaristico Internazionale
Roma, 18-25 giugno 2000
Esorto i cristiani a fare regolarmente visita a Cristo presente nel Santissimo Sacramento dell'altare, poiché noi siamo tutti chiamati a rimanere in modo permanente in presenza di Dio, grazie a Colui che resterà con noi fino alla fine dei tempi. Nella contemplazione i cristiani percepiscono con maggiore profondità che il mistero pasquale è al centro di tutta la vita cristiana.
1. Gesù non è più presente in mezzo agli uomini allo stesso modo in cui lo fu lungo le vie della Palestina.
Dopo la Risurrezione, nel suo corpo glorioso, apparve alle donne e ai suoi discepoli. Quindi condusse gli Apostoli « fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse..., si staccò da loro e fu portato verso il cielo » (Lc 24,50-51). Tuttavia, ascendendo al Padre, Cristo non si è allontanato dagli uomini. Egli resta sempre in mezzo ai suoi fratelli e, come ha promesso, li accompagna e li guida mediante il suo Spirito.
La sua presenza è ora di un altro ordine. In effetti « nell'ultima cena, dopo aver celebrato la Pasqua con i suoi discepoli, mentre passava da questo mondo a suo Padre, Cristo istituì questo sacramento come memoria perpetua della sua passione..., il più grande di tutti i miracoli; a coloro che la sua assenza avrebbe riempito di tristezza, lasciò questo sacramento come incomparabile conforto » (Tommaso d'Aquino, Ufficio del Corpus Domini, 57,4).
Ogni volta che nella Chiesa celebriamo l'Eucaristia, noi ricordiamo la morte del Salvatore, annunciamo la sua risurrezione, nell'attesa della sua venuta. Nessun sacramento è dunque più prezioso e più grande di quello dell'Eucaristia; ricevendo la comunione veniamo incorporati a Cristo. La nostra vita è trasformata e assunta dal Signore.
2. Al di fuori della celebrazione eucaristica, la Chiesa si prende cura di venerare l'Eucaristia che deve essere « conservata... come il centro spirituale della comunità religiosa e parrocchiale » (Paolo VI, Mysterium idei, n. 68).
La contemplazione prolunga la comunione e permette di incontrare durevolmente Cristo, vero Dio e vero uomo, di lasciarsi guardare da lui e di fare esperienza della sua presenza. Quando lo contempliamo presente nel Santissimo Sacramento dell'altare, Cristo si avvicina a noi e diventa intimo con noi più di quanto lo siamo noi stessi; ci rende partecipi della sua vita divina in un'unione che trasforma e, mediante lo Spirito, ci apre la porta che conduce al Padre, come egli stesso disse a Filippo: « Chi ha visto me ha visto il Padre » (Gv 14,9).
La contemplazione, che è anche una comunione di desiderio, ci associa intimamente a Cristo e associa in modo particolare coloro che sono impossibilitati a riceverlo.
Rimanendo in silenzio dinanzi al Santissimo Sacramento, è Cristo, totalmente e realmente presente, che noi scopriamo, che noi adoriamo e con il quale stiamo in rapporto.
Non è quindi attraverso i sensi che lo percepiamo e gli siamo vicini. Sotto le specie del pane e del vino, è la fede e l'amore che ci portano a riconoscere il Signore, Lui ci comunica pienamente « i benefici di questa redenzione che ha compiuto, Lui, il Maestro, il Buon Pastore, il Mediatore più gradito al Padre » (Leone XIII, Mirae caritatis).
Come ricorda il Libro della fede dei Vescovi del Belgio, la preghiera d'adorazione in presenza del Santissimo Sacramento unisce i fedeli « al mistero pasquale; essa li rende partecipi del sacrificio di Cristo di cui l'Eucaristia è il "sacramento permanente" ».
3. Onorando il Santissimo Sacramento, noi compiamo anche una profonda azione di rendimento di grazie che eleviamo al Padre, poiché attraverso suo Figlio egli ha visitato e redento il suo popolo.
Mediante il sacrificio della Croce, Gesù ha dato la vita al mondo e ha fatto di noi i suoi figli adottivi a sua immagine, instaurando rapporti particolarmente intimi, che ci permettono di chiamare Dio col nome di Padre.
Come ci ricorda la Scrittura, Gesù passava intere notti a pregare, in particolare nei momenti in cui aveva scelte importanti da fare. Nella preghiera, mediante un gesto di fiducia filiale, imitando il suo Maestro e Signore, il cristiano apre il proprio cuore e le proprie mani per ricevere il dono di Dio e per ringraziarlo dei suoi favori, offerti gratuitamente.
4. E' bello intrattenersi con Cristo e, chinati sul petto di Gesù come il discepolo prediletto, possiamo essere toccati dall'amore infinito del suo Cuore.
Impariamo a conoscere più a fondo colui che si è donato totalmente, nei diversi misteri della sua vita divina e umana, per diventare discepoli e per entrare, a nostra volta, in quel grande slancio di dono, per la gloria di Dio e la salvezza del mondo. «Seguire Cristo non è un'imitazione esteriore, perché tocca l'uomo nella sua profonda intimità » (Veritatis splendor, n. 21). Noi siamo invitati a seguire il suo insegnamento, per essere poco a poco configurati a lui, per permettere allo Spirito di agire in noi e per realizzare la missione che ci è stata affidata. In particolare, l'amore di Cristo ci spinge a operare incessantemente per l'unità della sua Chiesa, per l'annuncio del Vangelo fino ai confini della terra e per il servizio degli uomini: « noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo; tutti infatti partecipiamo dell'unico pane » (1Cor 10,17): è questa la Buona Notizia che fa gioire il cuore dell'uomo e gli mostra che è chiamato a prendere parte alla vita beata con Dio.
Il mistero eucaristico è la fonte, il centro e il culmine dell'attività spirituale e caritativa della Chiesa (cf: Presbyterorum ordinis, n. 6).
E' intimità divina con Cristo, nel silenzio della contemplazione, non ci allontana dai nostri contemporanei, ma, al contrario, ci rende attenti e aperti alle gioie e agli affanni degli uomini e allarga il cuore alle dimensioni del mondo. Essa ci rende solidali verso i nostri fratelli in umanità, in particolare verso i più piccoli, che sono i prediletti del Signore. Attraverso l'adorazione, il cristiano contribuisce misteriosamente alla trasformazione radicale del mondo e alla diffusione del Vangelo. Ogni persona che prega il Salvatore trascina dietro di sé il mondo intero e lo eleva a Dio.
Coloro che s'incontrano con il Signore svolgono dunque un eminente servizio; essi presentano a Cristo tutti coloro che non lo conoscono o che sono lontani da lui; essi vegliano dinanzi a lui, in loro nome.
5. In occasione di questo giubileo, incoraggio i sacerdoti a ravvivare il ricordo della loro ordinazione sacerdotale, mediante la quale Cristo li ha chiamati a partecipare in modo particolare al suo unico sacerdozio, soprattutto nella celebrazione del sacrificio eucaristico e nell'edificazione del suo corpo mistico che è la Chiesa.
Che essi ricordino le parole pronunciate dal Vescovo nel corso della liturgia della loro ordinazione: « Prendete coscienza di ciò che farete, vivete ciò che compirete, e conformatevi al mistero della Croce del Signore »! Attingendo alla fonte dei santi misteri mediante tempi di contemplazione fedeli e regolari, essi ricaveranno frutti spirituali per la loro vita personale e per il loro ministero e potranno, a loro volta, rendere il popolo cristiano a loro affidato atto a cogliere la grandezza « della loro partecipazione peculiare al sacerdozio di Cristo » (Lettera ai sacerdoti per il Giovedì Santo, 1996).
6. «I fedeli, quando adorano Cristo presente nel Santissimo Sacramento, devono ricordarsi che questa presenza deriva dal Sacrificio e tende alla comunione sia sacramentale che spirituale » (Congregazione dei Riti, Istruzione sul culto dell'Eucaristia, n. 50).
Esorto dunque i cristiani a fare regolarmente visita a Cristo presente nel Santissimo Sacramento dell'altare, poiché noi siamo tutti chiamati a rimanere in modo permanente in presenza di Dio, grazie a Colui che resterà con noi fino alla fine dei tempi.
Nella contemplazione i cristiani percepiscono con maggiore profondità che il mistero pasquale è al centro di tutta la vita cristiana. Questo cammino li porta a unirsi più intensamente al mistero pasquale e a fare del sacrificio eucaristico, dono perfetto, il centro della loro vita, secondo la loro vocazione specifica, in quanto esso conferisce al popolo cristiano una dignità incomparabile (cfr. Paolo VI, Mysterium Fidei, n. 67). In effetti, con il dono dell'Eucaristia, noi siamo accolti da Cristo, riceviamo il suo perdono, ci nutriamo della sua parola e del suo pane e siamo quindi inviati in missione nel mondo; ognuno è così chiamato a rendere testimonianza di ciò che ha ricevuto e a fare lo stesso con i suoi fratelli.
I fedeli rafforzano la loro speranza scoprendo che, con Cristo, la sofferenza e la disperazione possono essere trasfigurate, poiché, con Lui, noi siamo già passati dalla morte alla vita. Pertanto, quando essi offrono al Maestro della Storia la loro vita, il loro lavoro e tutta la creazione, allora le loro giornate vengono illuminate.
7. Raccomando ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, così come ai laici, di proseguire e d'intensificare i loro sforzi per insegnare alle giovani generazioni il senso e il valore dell'adorazione e della devozione eucaristiche.
Come potranno i giovani conoscere il Signore se non vengono introdotti al mistero della sua presenza? Come il giovane Samuele, imparando le parole della preghiera del cuore, essi saranno più vicini al Signore che li accompagnerà nella loro crescita spirituale e umana e nella testimonianza missionaria che dovranno rendere per tutta la loro esistenza. Il mistero eucaristico è in effetti il « culmine di tutta l'evangelizzazione » (Lumen gentium, n. 28), poiché è la testimonianza più eminente della Risurrezione di Cristo. Tutta la vita interiore ha bisogno di silenzio e d'intimità con Cristo per crescere. Questa familiarità progressiva con il Signore permetterà ad alcuni giovani d'impegnarsi nel servizio dell'accolitato e di partecipare più attivamente alla Messa; stare presso l'altare è per i giovani anche un'occasione privilegiata per ascoltare la chiamata di Cristo e seguirlo più radicalmente nel ministero sacerdotale.
(Lettera inviata dal Santo Padre al Vescovo di Liegi in occasione del 750° anniversario della festa del SS. Corpo e Sangue di Cristo - 28 maggio 1996)
L'Adorazione Eucaristica alle Giornate Mondiali della Gioventù di Colonia (2005) e Sidney (2008)
Momenti culminanti delle ultime due Giornate Mondiali della Gioventù di Colonia e Sydney, insieme alle Celebrazioni Eucaristiche di congedo, sono state le Veglie di Adorazione Eucaristica alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI, alle quali hanno partecipato circa un milione di giovani in Germania e circa trecentomila giovani in Australia . Riviviamo in questo spazio dedicato all'Adorazione Eucaristica ed i giovani delle Giornate Mondiali della Gioventù, gli avvenimenti di quelle ore e le parole pronunciate dal Papa.
Colonia, Sabato 20 agosto 2005
In uno scenario di mistica bellezza e semplicità, sulla collina di Marienfeld, quasi un milione di giovani provenienti da 190 paesi del mondo, hanno accolto Papa Benedetto XVI per celebrare la Veglia Eucaristica, insieme ai propri Vescovi, Cardinali ed oltre 9 mila sacerdoti di tutto il mondo. Il cielo di Colonia era infiammato dalle ultime luci del tramonto e la collina dove sorgeva il palco-altare era avvolta da migliaia di luci. Prima della Veglia, era giunta in processione la Croce della Giornata Mondiale dei Giovani, che ormai dal lontano 1985, sta attraversando tutti i paesi del mondo. La Veglia era poi continuata con la venerazione dell'icona della Madonna della GMG, con la preghiera dell'Ave Maria in diverse lingue ed il canto dell'Acatistos, un antico inno della chiesa d'Oriente, al quale era poi seguito il canto del Magnificat. Alcuni giovani, un ragazzo della Terrasanta ed un giovane tedesco, portarono al Santo Padre Benedetto XVI "la luce di Betlemme", una torcia con la luce portata dalla grotta di Betlemme nel precedente Avvento. Cinque giovani - segno dei cinque continenti, dal palco centrale si diressero verso tutti i punti cardinali portando 5 luci nella grande spianata, segno del mondo intero. Ancora un intreccio tra festa e preghiera nella processione eucaristica, preceduta da un gruppo di ragazze danzanti del Ghana e dietro l'ostensorio, ancora giovani portano i rotoli che contengono tutte le preghiere scritte dai loro coetanei in questi giorni.
Poi l'Adorazione Eucaristica con più di ottocentomila ragazzi in ginocchio ed in silenzio, mentre il coro e l'orchestra proposero un canone di Taizé ed alcuni canti tradizionali (l'Adoro Te Devote di San Tommaso d'Aquino). A seguire, il Santo Padre prendendo l'ostensorio, aveva benedetto l'assemblea nel silenzio e nella gioia che si leggeva sui volti di tutti i presenti, nessuno escluso. Un fatto nuovo, mai avvenuto nelle Veglie delle Giornate Mondiali della Gioventù precedenti: Gesù Eucarestia al centro e nel cuore della festa dei giovani, a disposizione di tutti coloro che lo hanno voluto riconoscere vivo e presente nella propria storia.
Dal Viaggio Apostolico a Colonia in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù: alcuni passi salienti del discorso del Santo Padre Benedetto XVI durante la Veglia con i giovani nella Spianata di Marienfeld.
Cari giovani!
Nel nostro pellegrinaggio con i misteriosi Magi dell'Oriente siamo giunti a quel momento che san Matteo nel suo Vangelo ci descrive così: "Entrati nella casa (sulla quale la stella si era fermata), videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono" (Mt 2, 11). Il cammino esteriore di quegli uomini era finito. Erano giunti alla meta. Ma a questo punto per loro comincia un nuovo cammino, un pellegrinaggio interiore che cambia tutta la loro vita. Poiché sicuramente avevano immaginato questo Re neonato in modo diverso. Si erano appunto fermati a Gerusalemme per raccogliere presso il Re locale notizie sul promesso Re che era nato. Sapevano che il mondo era in disordine, e per questo il loro cuore era inquieto. Erano certi che Dio esisteva e che era un Dio giusto e benigno. E forse avevano anche sentito parlare delle grandi profezie in cui i profeti d'Israele annunciavano un Re che sarebbe stato in intima armonia con Dio, e che a nome e per conto di Lui avrebbe ristabilito il mondo nel suo ordine. Per cercare questo Re si erano messi in cammino: dal profondo del loro intimo erano alla ricerca del diritto, della giustizia che doveva venire da Dio, e volevano servire quel Re, prostrarsi ai suoi piedi e così servire essi stessi al rinnovamento del mondo. Appartenevano a quel genere di persone "che hanno fame e sete della giustizia" (Mt 5, 6). Questa fame e questa sete avevano seguito nel loro pellegrinaggio - si erano fatti pellegrini in cerca della giustizia che aspettavano da Dio, per potersi mettere al servizio di essa. Anche se gli altri uomini, quelli rimasti a casa, li ritenevano forse utopisti e sognatori - essi invece erano persone con i piedi sulla terra, e sapevano che per cambiare il mondo bisogna disporre del potere. Per questo non potevano cercare il bambino della promessa se non nel palazzo del Re. Ora però s'inchinano davanti a un bimbo di povera gente, e ben presto vengono a sapere che Erode - quel Re dal quale si erano recati - con il suo potere intendeva insidiarlo, così che alla famiglia non sarebbe restata che la fuga e l'esilio. Il nuovo Re, davanti al quale si erano prostrati in adorazione, si differenziava molto dalla loro attesa. Così dovevano imparare che Dio è diverso da come noi di solito lo immaginiamo. Qui cominciò il loro cammino interiore. Cominciò nello stesso momento in cui si prostrarono davanti a questo bambino e lo riconobbero come il Re promesso. Ma questi gesti gioiosi essi dovevano ancora raggiungerli interiormente.
Dovevano cambiare la loro idea sul potere, su Dio e sull'uomo e, facendo questo, dovevano anche cambiare se stessi. Ora vedevano: il potere di Dio è diverso dal potere dei potenti del mondo. Il modo di agire di Dio è diverso da come noi lo immaginiamo e da come vorremmo imporlo anche a Lui. Dio in questo mondo non entra in concorrenza con le forme terrene del potere. Non contrappone le sue divisioni ad altre divisioni. (......omissis) Erano venuti per mettersi a servizio di questo Re, per modellare la loro regalità sulla sua. Era questo il significato del loro gesto di ossequio, della loro adorazione. Di essa facevano parte anche i regali - oro, incenso e mirra - doni che si offrivano a un Re ritenuto divino. L'adorazione ha un contenuto e comporta anche un dono. Volendo con il gesto dell'adorazione riconoscere questo bambino come il loro Re al cui servizio intendevano mettere il proprio potere e le proprie possibilità, gli uomini provenienti dall'Oriente seguivano senz'altro la traccia giusta. Servendo e seguendo Lui, volevano insieme con Lui servire la causa della giustizia e del bene nel mondo. E in questo avevano ragione. Ora però imparano che ciò non può essere realizzato semplicemente per mezzo di comandi e dall'alto di un trono. Ora imparano che devono donare se stessi - un dono minore di questo non basta per questo Re. Ora imparano che la loro vita deve conformarsi a questo modo divino di esercitare il potere, a questo modo d'essere di Dio stesso. Devono diventare uomini della verità, del diritto, della bontà, del perdono, della misericordia. Non domanderanno più: Questo a che cosa mi serve? Dovranno invece domandare: Con che cosa servo io la presenza di Dio nel mondo? Devono imparare a perdere se stessi e proprio così a trovare se stessi. Andando via da Gerusalemme, devono rimanere sulle orme del vero Re, al seguito di Gesù.
Cari amici, ci domandiamo che cosa tutto questo significhi per noi. Poiché quello che abbiamo appena detto sulla natura diversa di Dio, che deve orientare la nostra vita, suona bello, ma resta piuttosto sfumato e vago. Per questo Dio ci ha donato degli esempi. I Magi provenienti dall'Oriente sono soltanto i primi di una lunga processione di uomini e donne che nella loro vita hanno costantemente cercato con lo sguardo la stella di Dio, che hanno cercato quel Dio che a noi, esseri umani, è vicino e ci indica la strada. È la grande schiera dei santi - noti o sconosciuti - mediante i quali il Signore, lungo la storia, ha aperto davanti a noi il Vangelo e ne ha sfogliato le pagine; questo, Egli sta facendo tuttora. Nelle loro vite, come in un grande libro illustrato, si svela la ricchezza del Vangelo. Essi sono la scia luminosa di Dio che Egli stesso lungo la storia ha tracciato e traccia ancora (......) I santi, abbiamo detto, sono i veri riformatori. Ora vorrei esprimerlo in modo ancora più radicale: Solo dai santi, solo da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo. Nel secolo appena passato abbiamo vissuto le rivoluzioni, il cui programma comune era di non attendere più l'intervento di Dio, ma di prendere totalmente nelle proprie mani il destino del mondo. E abbiamo visto che, con ciò, sempre un punto di vista umano e parziale veniva preso come misura assoluta d'orientamento. L'assolutizzazione di ciò che non è assoluto ma relativo si chiama totalitarismo. Non libera l'uomo, ma gli toglie la sua dignità e lo schiavizza. Non sono le ideologie che salvano il mondo, ma soltanto il volgersi al Dio vivente, che è il nostro creatore, il garante della nostra libertà, il garante di ciò che è veramente buono e vero. La rivoluzione vera consiste unicamente nel volgersi senza riserve a Dio che è la misura di ciò che è giusto e allo stesso tempo è l'amore eterno. E che cosa mai potrebbe salvarci se non l'amore?
Cari amici! Permettetemi di aggiungere soltanto due brevi pensieri. Sono molti coloro che parlano di Dio; nel nome di Dio si predica anche l'odio e si esercita la violenza. Perciò è importante scoprire il vero volto di Dio. I Magi dell'Oriente l'hanno trovato, quando si sono prostrati davanti al bambino di Betlemme. "Chi ha visto me ha visto il Padre", diceva Gesù a Filippo (Gv 14, 9). In Gesù Cristo, che per noi ha permesso che si trafiggesse il suo cuore, in Lui è comparso il vero volto di Dio. Lo seguiremo insieme con la grande schiera di coloro che ci hanno preceduto. Allora cammineremo sulla via giusta. (....... ) "Entrati nella casa, videro il bambino e Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono" (Mt 2, 11). Cari amici, questa non è una storia lontana, avvenuta tanto tempo fa. Questa è presenza. Qui nell'Ostia sacra Egli è davanti a noi e in mezzo a noi. Come allora, si vela misteriosamente in un santo silenzio e, come allora, proprio così svela il vero volto di Dio. Egli per noi si è fatto chicco di grano che cade in terra e muore e porta frutto fino alla fine del mondo (cfr Gv 12, 24). Egli è presente come allora in Betlemme. Ci invita a quel pellegrinaggio interiore che si chiama adorazione. Mettiamoci ora in cammino per questo pellegrinaggio e chiediamo a Lui di guidarci. Amen.
Sydney, Sabato 19 luglio 2008
L'Australia sembrava lontana per molti giovani del mondo, prima della Celebrazione della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, ma tutto il pellegrinaggio che li ha condotti di fronte a Gesù è valso nel cuore e nello Spirito la fatica del lungo viaggio. I trecentomila di Sydney, ed i milioni che si sono collegati in tutto il mondo attraverso i maxi schermi e le televisioni che hanno riproposto l'evento si sono trovati di fronte, nell'Ippodoromo di Randwick un palco rosso ed una colomba bianca sulla sommità, sotto una croce illuminata. Una Celebrazione suggestiva iniziata nel completo buio della notte australiana. La spianata si è poi gradualmente illuminata con il fuoco di un cero, acceso da una ragazza aborigena. Dal palco una fortissima luce rossa. Il fuoco è passato da persona a persona, accendendo tutte le candele dei pellegrini. Il colpo d'occhio della spianata si è fatto notevole, l'atmosfera perfino rarefatta quando è cominciata l'Adorazione Eucaristica. I giovani presenti hanno riflettuto e pregato, per tutta la notte, tra la musica, le danze e le testimonianze, che si sono fatte silenzio ed ascolto quando ha parlato il pellegrino più importante, Benedetto XVI. "Ciò che costituisce la nostra fede non è in primo luogo ciò che facciamo, ma ciò che riceviamo", ha detto il Santo Padre ai giovani, parlando di comunione e testimonianza. "Dopo tutto, - ha aggiunto Benedetto XVI - molte persone generose che non sono cristiane possono realizzare ben di più di ciò che facciamo noi". Sul palco brillava la croce e l'icona della GMG, portate dai volontari. Come sottofondo "Receive the power", l'inno della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Al Papa sono stati presentati i giovani che il giorno successivo riceveranno la Santa Cresima nella Celebrazione conclusiva ed i rappresentanti dei giovani del mondo, che hanno letto uno dopo l'altro le meditazioni. "Amici, accettate di essere introdotti nella vita trinitaria di Dio? Accettate di essere introdotti nella sua comunione d'amore?" chiede Benedetto XVI ai giovani. I doni dello Spirito "ci chiamano ad un'attiva e gioiosa partecipazione alla vita della Chiesa - ha spiegato - nelle parrocchie e nei movimenti ecclesiali, nelle lezioni di religione a scuola, nelle cappellanie universitarie e nelle altre organizzazioni cattoliche. Sì, la Chiesa deve crescere nell'unità, deve rafforzarsi nella santità, ringiovanirsi, e costantemente rinnovarsi . Ma secondo quali criteri? Quelli dello Spirito Santo!"
Dal Viaggio Apostolico a Sydney in occasione della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù: alcuni passi salienti del discorso del Santo Padre Benedetto XVI durante la Veglia con i giovani nell'Ippodromo di Randwick
Carissimi giovani, ancora una volta, questa sera, abbiamo udito la grande promessa di Cristo - "avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi" - ed abbiamo ascoltato il suo comando - "mi sarete testimoni... fino agli estremi confini della terra" (At 1,8). Furono proprio queste le ultime parole che Gesù pronunciò prima della sua ascensione al cielo. Cosa abbiano provato gli Apostoli nell'udirle possiamo soltanto immaginarlo. Ma sappiamo che il loro profondo amore per Gesù e la loro fiducia nella sua parola li spinse a radunarsi e ad attendere; non ad attendere senza scopo, ma insieme, uniti nella preghiera, con le donne e con Maria nella sala superiore (cfr At 1,14). Questa sera noi facciamo lo stesso. Radunati davanti alla nostra Croce che ha tanto viaggiato e all'icona di Maria, sotto lo splendore celeste della costellazione della Croce del Sud, noi preghiamo. Questa sera, io prego per voi e per i giovani di ogni parte del mondo. Lasciatevi ispirare dall'esempio dei vostri Patroni! Accogliete nel vostro cuore e nella vostra mente i sette doni dello Spirito Santo! Riconoscete e credete nella potenza dello Spirito Santo nella vostra vita!
L'altro giorno abbiamo parlato dell'unità e dell'armonia della creazione di Dio e del nostro posto in essa. Abbiamo ricordato come, mediante il grande dono del Battesimo, noi, che siamo creati ad immagine e somiglianza di Dio, siamo rinati, siamo divenuti figli adottivi di Dio, nuove creature. Ed è perciò come figli della luce di Cristo - simboleggiata dalle candele accese che ora tenete in mano - che diamo testimonianza nel nostro mondo allo splendore che nessuna tenebra può vincere (cfr Gv 1,5).
Questa sera fissiamo la nostra attenzione sul "come" diventare testimoni. Abbiamo bisogno di conoscere la persona dello Spirito Santo e la sua presenza vivificante nella nostra vita. Non è cosa facile! In effetti, la varietà di immagini che troviamo nella Scrittura a riguardo dello Spirito - vento, fuoco, soffio - sono un segno della nostra difficoltà ad esprimere su di lui una nostra comprensione articolata. E tuttavia sappiamo che è lo Spirito Santo che, benché silenzioso e invisibile, offre direzione e definizione alla nostra testimonianza su Gesù Cristo. Voi già sapete che la nostra testimonianza cristiana è offerta ad un mondo che per molti aspetti è fragile.
L'unità della creazione di Dio è indebolita da ferite che vanno in profondità, quando le relazioni sociali si rompono o quando lo spirito umano è quasi completamente schiacciato mediante lo sfruttamento e l'abuso delle persone. Di fatto, la società contemporanea subisce un processo di frammentazione a causa di un modo di pensare che è per natura sua di corta visione, perché trascura l'intero orizzonte della verità - della verità riguardo a Dio e riguardo a noi. Per sua natura il relativismo non riesce a vedere l'intero quadro. Ignora quegli stessi principi che ci rendono capaci di vivere e di crescere nell'unità, nell'ordine e nell'armonia.
Qual è la nostra risposta, come testimoni cristiani, a un mondo diviso e frammentato? Come possiamo offrire la speranza di pace, di guarigione e di armonia a quelle "stazioni" di conflitto, di sofferenza e di tensione attraverso le quali voi avete scelto di passare con questa Croce della Giornata Mondiale della Gioventù? L'unità e la riconciliazione non possono essere raggiunte mediante i nostri sforzi soltanto. Dio ci ha fatto l'uno per l'altro (cfr Gn 2,24) e soltanto in Dio e nella sua Chiesa possiamo trovare quell'unità che cerchiamo. Eppure, a fronte delle imperfezioni e delle delusioni sia individuali che istituzionali, noi siamo tentati a volte di costruire artificialmente una comunità "perfetta". Non si tratta di una tentazione nuova. La storia della Chiesa contiene molti esempi di tentativi di aggirare o scavalcare le debolezze ed i fallimenti umani per creare un'unità perfetta, un'utopia spirituale. Tali tentativi di costruire l'unità in realtà la minano! Separare lo Spirito Santo dal Cristo presente nella struttura istituzionale della Chiesa comprometterebbe l'unità della comunità cristiana, che è precisamente il dono dello Spirito! Ciò tradirebbe la natura della Chiesa quale Tempio vivo dello Spirito Santo (cfr 1 Cor 3,16). E' lo Spirito infatti che guida la Chiesa sulla via della piena verità e la unifica nella comunione e nelle opere del ministero (cfr Lumen gentium, 4). Purtroppo la tentazione di "andare avanti da soli" persiste. Alcuni parlano della loro comunità locale come di un qualcosa di separato dalla cosiddetta Chiesa istituzionale, descrivendo la prima come flessibile ed aperta allo Spirito, e la seconda come rigida e priva dello Spirito. (.....) Amici, quando recitiamo il Credo affermiamo: "Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita".
Lo "Spirito creatore" è la potenza di Dio che dà la vita a tutta la creazione ed è la fonte di vita nuova e abbondante in Cristo. Lo Spirito mantiene la Chiesa unita al suo Signore e fedele alla Tradizione apostolica. Egli è l'ispiratore delle Sacre Scritture e guida il Popolo di Dio alla pienezza della verità (cfr Gv 16,13). In tutti questi modi lo Spirito è il "datore di vita", che ci conduce al cuore stesso di Dio. Così, quanto più consentiamo allo Spirito di dirigerci, tanto maggiore sarà la nostra configurazione a Cristo e tanto più profonda la nostra immersione nella vita del Dio uno e trino. Questa partecipazione alla natura stessa di Dio (cfr 2 Pt,1,4) avviene, nello svolgersi dei quotidiani eventi della vita, in cui Egli è sempre presente (cfr Bar 3,38). Vi sono momenti, tuttavia, nei quali possiamo essere tentati di ricercare un certo appagamento fuori di Dio. Gesù stesso chiese ai Dodici: "Forse anche voi volete andarvene?" (Gv 6,67). Un tale allontanamento magari offre l'illusione della libertà. Ma dove ci porta? Da chi possiamo noi andare? Nei nostri cuori, infatti, sappiamo che solo il Signore ha "parole di vita eterna" (Gv 6,67-69). L'allontanamento da lui è solo un futile tentativo di fuggire da noi stessi (cfr S. Agostino, Confessioni VIII,7). Dio è con noi nella realtà della vita e non nella fantasia! Affrontare la realtà, non di sfuggirla: è questo ciò che noi cerchiamo! Perciò lo Spirito Santo con delicatezza, ma anche con risolutezza ci attira a ciò che è reale, a ciò che è durevole, a ciò che è vero. E' lo Spirito che ci riporta alla comunione con la Trinità Santissima!
Lo Spirito Santo è stato in vari modi la Persona dimenticata della Santissima Trinità. Una chiara comprensione di lui sembra quasi fuori della nostra portata. E tuttavia quando ero ancora ragazzino, i miei genitori, come i vostri, mi insegnarono il segno della Croce e così giunsi presto a capire che c'è un Dio in tre Persone, e che la Trinità è al centro della fede e della vita cristiana. Quando crebbi in modo da avere una certa comprensione di Dio Padre e di Dio Figlio - i nomi significavano già parecchio - la mia comprensione della terza Persona della Trinità rimaneva molto carente. Perciò, da giovane sacerdote incaricato di insegnare teologia, decisi di studiare i testimoni eminenti dello Spirito nella storia della Chiesa. Fu in questo itinerario che mi ritrovai a leggere, tra gli altri, il grande sant'Agostino. (....) Carissimi giovani, abbiamo visto che è lo Spirito Santo a realizzare la meravigliosa comunione dei credenti in Cristo Gesù. Fedele alla sua natura di datore e insieme di dono, egli è ora all'opera mediante voi. Ispirati dalle intuizioni di sant'Agostino, fate sì che l'amore unificante sia la vostra misura; l'amore durevole sia la vostra sfida; l'amore che si dona la vostra missione!
(....... )Questa sera, radunati sotto la bellezza di questo cielo notturno, i nostri cuori e le nostre menti sono ripiene di gratitudine verso Dio per il grande dono della nostra fede nella Trinità. Ricordiamo i nostri genitori e nonni, che hanno camminato al nostro fianco quando, mentre eravamo bambini, hanno sostenuto i primi passi del nostro cammino di fede. Ora, dopo molti anni, vi siete raccolti come giovani adulti intorno al Successore di Pietro. Sono ricolmo di profonda gioia nell'essere con voi. Invochiamo lo Spirito Santo: è lui l'artefice delle opere di Dio (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 741). Lasciate che i suoi doni vi plasmino! Come la Chiesa compie lo stesso viaggio con l'intera umanità, così anche voi siete chiamati ad esercitare i doni dello Spirito tra gli alti e i bassi della vita quotidiana. Fate sì che la vostra fede maturi attraverso i vostri studi, il lavoro, lo sport, la musica, l'arte. Fate in modo che sia sostenuta mediante la preghiera e nutrita mediante i Sacramenti, per essere così sorgente di ispirazione e di aiuto per quanti sono intorno a voi. Alla fine, la vita non è semplicemente accumulare, ed è ben più che avere successo. Essere veramente vivi è essere trasformati dal di dentro, essere aperti alla forza dell'amore di Dio. Accogliendo la potenza dello Spirito Santo, anche voi potete trasformare le vostre famiglie, le comunità, le nazioni. Liberate questi doni! Fate sì che sapienza, intelletto, fortezza, scienza e pietà siano i segni della vostra grandezza!
Dopo i saluti nelle varie lingue, il Santo Padre Benedetto XVI ha concluso con questa frase: "Ed ora, mentre ci disponiamo all'adorazione del Santissimo Sacramento, nel silenzio e nell'attesa ripeto a voi le parole pronunciate dalla beata Mary MacKillop quando aveva giusto ventisei anni: "Credi a ciò che Dio sussurra al tuo cuore!". Credete in lui! Credete alla potenza dello Spirito dell'amore!"
Adorazione Eucaristica Perpetua - intervista a Padre Alberto Pacini
In occasione dell'incontro con il Clero della Diocesi di Roma avvenuto il 2 marzo dell'anno 2006 il Santo Padre Benedetto XVI aveva sottolineato l'importanza per la vitalità dei cristiani dell'adorazione eucaristica. Rispondendo alla domanda di Padre Alberto Pacini, Rettore della Chiesa di Sant'Anastasia al Palatino di Roma, che chiedeva di creare nei cinque Settori della Diocesi di Roma, cinque luoghi di adorazione perpetua, il Papa aveva accolto con entusiasmo la proposta ed aveva commentato: "Grazie a Dio, perché dopo il Concilio, dopo un periodo in cui mancava un po' il senso dell'adorazione eucaristica, è rinata la gioia di questa adorazione dappertutto nella Chiesa, come abbiamo visto e sentito nel Sinodo sull'Eucaristia". Proprio a Padre Alberto Pacini abbiamo chiesto alcune considerazioni circa il suo impegno per creare anche nelle Diocesi italiane, oltre che in paesi di missione, delle Cappelle di Adorazione Eucaristica Perpetua.
Padre Alberto, in quale momento della sua vita, l'ispirazione per dedicarsi a rilanciare l'Adorazione Eucaristica Perpetua?
Padre Alberto: L'ispirazione è in verità nata in Africa, durante l'esperienza di Missionario Fidei Donum mentre trascorrevo lunghe ore al mattino presto, in preghiera nella cappella della canonica. Con la conclusione del mandato Fidei Donum, nel corso del Grande Giubileo del 2000 sono diventato Rettore della Basilica di S. Anastasia nella quale dal 2 marzo del 2001, come frutto del Giubileo e ispirati dalle parole del compianto Papa Giovanni Paolo II, "Prendete il largo" è attiva l'Adorazione Eucaristica Perpetua, che porta sia al suo interno che all'esterno un grande frutto di preghiera e una diffusa corrente di evangelizzazione con una portata ormai mondiale. L'obiettivo primario è la Gloria di Dio ed il Regno Eucaristico di Cristo, che darà beneficio a tutte le nazioni, porterà la pace nei cuori e nelle nazioni, costruirà comunione nella Chiesa e tutti riconosceranno l'Agnello e lo serviranno adorandolo incessantemente notte e giorno. Tutto ciò l'ho visto realizzato nel microcosmo che l'Eucaristia, celebrata ed adorata, ha creato a S. Anastasia e dovunque sia nata l'adorazione eucaristica perpetua, in Italia e nel mondo intero.
Come e dove si può creare all'interno di una Parrocchia la Cappella di Adorazione Eucaristica Perpetua?
Padre Alberto: L'Adorazione Eucaristica Perpetua può essere creata in una cappella dedicata, in una parte della chiesa dove c'è un luogo raccolto e silenzioso in cui è esposto il Sacramento dell'Eucaristia e dove anche altri sono riuniti per pregare individualmente, o come comunità. Se in chiesa manca un tale spazio, si può individuare una stanza od un locale, con facile accesso dall'esterno, soprattutto per le ore notturne. In tal modo si crea un'oasi di pace e di preghiera che ci da la gioia del Paradiso. Devo ammettere che ho visto migliaia di giovani fermarsi nelle ore notturne di fronte a Gesù Eucarestia.
Qual è l'impegno di un Parroco per gestire un'Adorazione Eucaristica Perpetua?
Padre Alberto: Nella mente del Pastore di una comunità, abituato a portare il peso di chi difficilmente si lascia coinvolgere in iniziative, nascono subito interrogativi: sarà problematico portare avanti la struttura, assicurare le aperture notturne e diurne, se manca qualcuno cosa succede... come combinare l'adorazione con la vita pastorale della Parrocchia... se i laici si stancano... e mille altri dubbi e incertezze. In realtà la struttura è organizzata in modo tale, che il peso portato da ognuno è minimo ed il tutto è condiviso dai laici, il parroco deve solo incoraggiare il culto all'Eucaristia, fidandosi di Dio e stupendosi nel constatare le meraviglie che egli opererà nei suoi parrocchiani, della crescita che avverrà in loro e degli immensi frutti che ne nasceranno, per il proprio ministero sacerdotale e per il popolo di Dio assetato di spiritualità. La preoccupazione per la sicurezza contro il furto ed altri incidenti, è dimostrata fuori di luogo, sull'esperienza di chi ha iniziato l'adorazione perpetua: gli adoratori sono il miglior antifurto vivente per le strutture chiuse ed isolate, che invece si riempiono di vita di giorno e di notte!
Come si può iniziare l'Adorazione Eucaristica Perpetua?
Padre Alberto: È necessario che il parroco (o rettore della chiesa) sia d'accordo e desideroso avere l'Adorazione Eucaristica Perpetua (AEP) nella sua parrocchia/chiesa, anche se non dovrà preoccuparsi di organizzarla, o portarne il peso diretto, perché in ciò saranno coinvolti direttamente i laici, della sua comunità e non, che aderiranno alla proposta. La struttura è dinamica, coinvolge il laicato nella sua ministerialità, che il Concilio ci presenta con molta chiarezza, lo responsabilizza e lo forma a prendere piena coscienza della sua chiamata, lo mette in un rapporto diretto con il Signore. È sorprendente vedere quanto il popolo di Dio sia assetato di Lui e pienamente disponibile ad offrire il suo impegno per onorarlo ed adorarlo.
Come possiamo ‘sintetizzare' la grande missione da continuare a proporre nel mondo dell'Adorazione Eucaristica Perpetua?
Padre Alberto: Il mio modesto ministero Eucaristico, nei mesi di assenza da Roma, è reso possibile non solo grazie alla chiamata del Signore, ma anche grazie alla benedizione dei miei Superiori, costantemente consultati ed informati di tutto di volta in volta, nonché la fedele preghiera ed il servizio assiduo a Gesù esposto notte e giorno a S. Anastasia. Quanto avviene da sei anni a S. Anastasia è il riflesso di quello che il Signore sta orchestrando nel mondo intero. Si realizza e si rende manifesta la visione di S. Giovanni Bosco, che contemplava la Chiesa in un turbine di marosi ribollenti, prodigiosamente sostenuta da due colonne: l'Eucaristia e Maria, così anche nel nostro tempo, tanto tormentato ed incerto e lacerato da tante terribili sfide, la viva presenza di Gesù Signore, nella S. Eucaristia e la vigile presenza della Vergine Santa, assicurano il Regno Eucaristico che il Cristo vuole instaurare su tutta la terra, così la realtà è davvero segnata come il compianto servo di Dio Giovanni Paolo II l'ha sempre tratteggiata nel suo mirabile pontificato e come il Santo Padre Benedetto XVI continua nello spronarci a realizzare.
Adorazione Eucaristica Perpetua - progetto per rigenerare le parrocchie
UNA STRUTTURA FONDATA BIBLICAMENTE
Nel libro dell'Apocalisse, nel capitolo 4 si descrive la struttura cui si fa riferimento. I quattro esseri viventi ed i ventiquattro vegliardi, costituiscono l'ossatura portante dell'Adorazione Perpetua Celeste, i 4 Responsabili di Fascia Oraria ed i 24 Coordinatori di Ora sostengono l'Adorazione Eucaristica Perpetua. I responsabili di fascia oraria (RFO) hanno il compito iniziale di organizzare lo schema dell'adorazione, telefonando a quanti hanno dato la loro adesione e suddividendoli nelle quattro fasce orarie giornaliere: della notte (dalle 0 alle 6), mattino (dalle 6 alle 12), pomeriggio (dalle 12 alle 18), sera (dalle 18 alle 24). Successivamente, quando è iniziata l'Adorazione, i RFO hanno compito di supervisione dei sei Coordinatori di Ora della loro fascia oraria. Tra il numero di quanti hanno aderito alla AEP si individuano 24 volontari, come Coordinatori di Ora (CO), i quali hanno un incarico di supervisione dei sette giorni della settimana, dell'ora nella quale fanno adorazione. Ciò significa che per le prime cinque volte (cinque settimane), nell'ora di cui sono coordinatori, ricorderanno telefonicamente ad ogni adoratore il proprio turno di adorazione. Successivamente riceveranno le telefonate di quegli adoratori che avranno bisogno di una sostituzione e non siano capaci di reperirla tra i loro conoscenti.
DISTRIBUZIONE DEI MODULI DI ADESIONE
Durante le celebrazioni, i missionari fanno l'annuncio che descrive ai fedeli il valore e l'importanza dell'AEP (Adorazione Eucaristica Perpetua) e invitano, chi sente nel suo cuore la chiamata del Signore all'Adorazione Eucaristica, ad impegnarsi, consegnando il modulo stesso, indicando il proprio nome, cognome e telefono (per fini organizzativi) nonché il giorno della settimana e l'ora nella quale intenda impegnarsi. Infine chi voglia aiutare anche l'organizzazione pratica (come CO) lo può fare barrando la casella in fondo alla scheda di adesione. Dopo la Comunione, nel momento del ringraziamento, si invitano i fedeli a riconsegnare i moduli compilati ponendoli sull'altare (Cristo) e vivendo un momento di vera consacrazione all'adorazione, come spontanea conseguenza della gratitudine nei confronti del Signore e Salvatore. Sulla base dei moduli compilati, è opportuno che i fedeli vedano già i primi segni del loro impegno, è bene esporre fin da subito un manifesto (vedi materiale accluso) indicante lo schema settimanale con le ventiquattro ore, con adesivi collocati nei rispettivi quadratini, secondo il numero degli adoratori: ciò aiuterà altri a meditare e ad impegnarsi anch'essi.
ORGANIZZAZIONE DELLO SCHEMA DI FASCIA ORARIA
Ogni RFO, ha il suo schema corrispondente alle ore che coordina, in ogni quadratino di esso deve riportare i nomi e cognomi e telefoni degli adoratori. Il suo compito è di telefonare ad ogni adoratore per confermare la sua adesione ed eventualmente bilanciare lo schema. In ogni ora ci devono essere almeno due adoratori, quando fossero in numero superiore, sarà opportuno spostare da un'ora all'altra e da un giorno all'altro gli eccedenti. È opportuno seguire la procedura qui indicata:
•· Ringraziare la persona per aver voluto santificare un'ora della propria impegnata settimana.
•· Chiedere alla persona il giorno e l'ora che desidera, o se sia disponibile invece ad impegnarsi per un'ora non ancora coperta.
•· Incoraggiare e sostenere la persona, condividendo con lei le numerose grazie che scaturiscono dalla sua Ora di Adorazione e quando avrà iniziato non vedrà l'ora di venirci una volta alla settimana.
•· Se ci fosse bisogno di CO, chiedete se la persona intendesse diventarlo, e/o se desideri assumersi l'impegno per più di un'ora alla settimana.
•· Se si vuole creare una lista per invio di lettere, richiedete l'indirizzo postale.
COORDINATORI DI ORA
Si convoca poi una riunione dei coordinatori di ora per invitarli ad iniziare il loro incarico: essi devono telefonare ai loro adoratori, ed indicargli:
•· Il loro numero di telefono e quello del RFO ed eventuali numeri di emergenza.
•· La data ufficiale di inizio dell'adorazione.
•· L'ubicazione della cappella di adorazione.
•· L'ubicazione dei servizi igienici.
•· I numeri di telefono degli adoratori che seguono e precedono.
•· Il parcheggio auto ed eventuali mezzi pubblici da utilizzare per raggiungere la cappella.
•· Le norme di sicurezza.
L'ADORATORE HA UNA GRANDE MISSIONE
Il CO telefona agli adoratori specificando quanto segue.
•· L'adoratore è il custode e intercessore, che rappresenta la sua famiglia, la Chiesa e l'umanità in quel tempo prezioso di adorazione, nel quale riceve anche molti benefici personali.
•· Deve firmare il registro delle presenze che serve per essere certi che non si creino vuoti nei turni di adorazione.
•· Deve venire cinque minuti prima del suo turno, per sistemarsi e porre la firma nel registro delle presenze ed evitare di farsi attendere dall'adoratore dell'ora precedente.
•· Non deve lasciare mai l'adorazione eucaristica, nella cappella dell'Adorazione Perpetua, nel giorno e nell'ora stabilita. Se per qualche ragione eccezionale si deve assentare una volta, deve trovare la sua provvisoria sostituzione, tra i suoi conoscenti, o familiari, anche se ci sono altri adoratori e deve avvertire il coordinatore di ora!
•· Non può assolutamente fare alcun cambiamento di ora, o giorno, senza averlo prima e per tempo concordato con il coordinatore di ora!
•· Non può trascorrere la sua ora di adorazione in un altro luogo, od in un altro giorno, o ora sostitutiva, perché la cappella di adorazione conta sulla presenza dei suoi adoratori, per non interrompere la preghiera.
•· Se per causa di forza maggiore è costretto ad abbandonare il suo impegno deve avvertire per tempo il coordinatore di ora, affinché organizzi la sostituzione.
•· Osservare se nei turni di adorazione ci sono altre persone ed invitarle ad impegnarsi a diventare anche loro adoratori. Invitare conoscenti a diventare adoratori stabili.
Note conclusive
Se la parrocchia fosse troppo piccola e la risposta dei fedeli troppo modesta, è bene coinvolgere altre parrocchie del vicinato. È utile fare uso di eventuali radio e TV locali, bollettini, cerchie di amici e conoscenti, passa-parola. È importante coinvolgere tutte le realtà locali presenti nella parrocchia: movimenti, associazioni, comunità... è necessario coinvolgere comunità religiose e congregazioni, specie quelle con un carisma eucaristico, contemplativo, orante. È importante coinvolgere il più possibile il laicato, la cui ministerialità risalta proprio in una realtà come questa. Il presbitero trova grande sostegno spirituale ed incoraggiamento, inoltre è sollevato da qualsiasi responsabilità e impegno, se non di celebrare l'Eucaristia e confessare i molti fedeli che affluiranno nella AEP. Di tanto in tanto dovrà incoraggiare i fedeli e formarli all'Adorazione Eucaristica. Le comunità che più facilmente possono dare vita all'Adorazione Eucaristica Perpetua sono le parrocchie, perché i fedeli le frequentano sistematicamente e stabilmente. Sarebbe bello che più parrocchie si associassero e tutte ne trarrebbero beneficio. La domanda di qualcuno: "Se i miei parrocchiani vanno in quella parrocchia li perderò..." è fuor di luogo, infatti torneranno col desiderio di fare lo stesso a casa loro e parteciperanno meglio alla vita della loro comunità.
Esperienze Eucaristiche nei paesi di missione
Riportiamo esperienze e testimonianze di alcuni viaggi ‘eucaristici' di Padre Alberto Pacini, Rettore della Basilica di Sant'Anastasia al Palatino, pubblicati su espressa autorizzazione dell'autore)
Certamente la Missione vede in prima linea uomini e donne di buona volontà, ma è soprattutto e prima di tutto opera di Dio! Il segreto per il vero successo dell'annuncio non sta nei mezzi impiegati e Gesù lo dice ai suoi: "Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno..." (Lc:9,3ss) La preghiera è invece il grande mezzo per aprire le porte del cuore degli uomini a Dio e per dare a chi annuncia la potenza di Dio. Il vero artefice della Missione è lo Spirito di Dio e il Rivelatore del Padre è Gesù Cristo. Molte persone sono già unite in preghiera per la Missione di Ithanga, coloro che sono stati mandati hanno intensificato la loro preghiera al Padre, chi vuole rendere efficace l'opera, metta tra le sue intenzioni di preghiera proprio questa. La Missione è altresì affidata alle mani di Colei che è Madre di Dio e Regina degli Apostoli e che certamente guiderà ed assisterà tutti con la sua materna intercessione e protezione. E' necessario essere convinti che l'edificazione del Regno di Dio è opera di Dio e che se "il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori, se la città non è custodita dal Signore, invano veglia il custode"...(dal Sal. 127). Tutto ciò significa praticamente che l'opera evangelizzatrice e caritativa ha bisogno di essere accompagnata da molta preghiera.
La causa dei fallimenti a cui spesso andiamo incontro, o della scarsità di risultati che sovente accompagna anche l'opera più infaticabile è la povertà della nostra preghiera. Crediamo di ottenere risultati confidando sulle nostre sole forze e mezzi umani ed invece ci accorgiamo che, pur centuplicando gli sforzi, la nostra azione è inefficace. Ritornano così in mente le parole del citato salmo, che stimolano l'intensificazione e l'approfondimento del rapporto con Colui che è il vero ed unico artefice di ogni opera di annuncio. Pregare senza stancarsi è il primo passo da muovere nel cammino dell'Evangelizzazione. Preghiera di chi annuncia, preghiera della Comunità che invia e preghiera della Comunità che accoglie. Il Cristo è centro di unità ed il suo Spirito la luce e il fuoco vivo, che rende la Chiesa capace di amare il Padre. Un semplice suggerimento che volentieri dò a tutti gli amici: unitevi alla nostra preghiera, impiegando un'ora di adorazione al giorno, magari recitando il Rosario o meditando passi dell'Evangelo del giorno. Il Signore stabilirà una profonda comunione nel suo nome e renderà tutti compartecipi della sua opera, anche se fisicamente distanti tra di noi.
IN PERÙ
Il mio viaggio in Perù mi ha mostrato una realtà totalmente sconosciuta. La realtà di una città formatasi con l'accentrarsi di persone, circa 200.000, scese dalla Sierra Andina, in cerca di fortuna e di una vita meno ardua, una speranza per i figli, un futuro. L'Invasione, così viene chiamato il graduale addensarsi della popolazione nella città di Huaycan distante circa 50 chilometri da Lima, avvenne poco più di venti anni fa, con un certo controllo del Governo, che inizialmente aveva recintato la zona e posto militari al controllo, poi gradualmente lasciato, per permettere un flusso progressivo e regolare. Huaycan si presenta oggi come un immenso aggregato di gente, una enorme baraccopoli senza alcun regolamento urbanistico, per cui l'immensa città presenta un aspetto informe ed abnorme; grigia di polvere nel periodo secco, fosca e nebbiosa nel periodo delle cosiddette piogge. La polvere che sovrasta sempre, proviene dalle cave vicine e dalla conformazione del territorio, costituito da una roccia friabile e grigiastra che lascia sollevare nuvole di polvere causate dall'attività umana e dall'azione erosiva del tempo. A questo si aggiunge che non v'è traccia di coltivazione, perché la popolazione pensa piuttosto ad assicurarsi una sopravvivenza fatta di espedienti, (un tempo anche di un'intensa attività terroristica), che non a crearsi un habitat più dignitoso e vivibile. Tutto questo fa sì che si sviluppi un tipo di insediamento irrazionale e niente affatto a misura umana, secondo i canoni del bello e del vivibile, che potrebbe allentare le tensioni di una difficile esistenza. Il manto stradale è assolutamente irregolare, alcuni tracciati di asfalto ormai logoro e malmesso, si alternano con infiniti vicoli e stradine di terra che diventano fangose per lo scarico delle fogne a cielo aperto e l'umidità dell'aria che è tutto quanto si può avere nella stagione delle piogge. Non c'è traccia di una vera pioggia, ma piuttosto di una nebbiolina densa ed umidissima che si condensa lasciando l'unica possibile umidità, a detta dei missionari locali ormai da almeno 28 anni. Le case sono inizialmente delle baracche impossibili e disumane, fatte di stuoie e materiale raccolto fortunosamente, poi lentamente sostituite da costruzioni abusive fatte in mattoni e cemento. L'approvvigionamento idrico è assicurato da serbatoi costruiti in mattoni e cemento, posti all'esterno delle casupole, con una capacità più o meno di un centinaio di litri, riempiti da autocisterne settimanalmente a pagamento. Le famiglie devono dunque arrangiarsi con quei pochi litri per l'intera settimana. La vita domestica è ben strana: la gente preferisce mangiare all'aperto, in cucine comuni che sorgono in ogni dove e che a prezzo di pochi nuevos soles (la moneta locale) assicurano un modesto pranzo alla portata anche dei poveri. Oppure vi sono tantissime tavole calde, dove si consuma a prezzi popolari, un menù pronto, per lo più a base di gallina o pollo, con patate al forno ed una bevanda a scelta. La gente si muove con piccoli tricicli (moto-taxi) o con furgoncini panorama (Toyota e Nissan), molte sono anche le motociclette e le biciclette: grande è il fermento... Una cosa molto impressionante è vedere come fervente sia la presenza di internet caffè e negozi di elettronica e computer e ci si chiede dove la gente, se non ha il necessario per vivere, trovi i soldi per acquistare giocattoli elettronici. Inoltre è impressionante vedere come tutti possiedano il loro piccolo cellulare che costa comparativamente lo stesso prezzo che da noi! La vita è sempre vorticosa, la gente continua ad affollare le strade fino alle ore tarde della notte, le bettole ed i ristorantini cucinano fino a notte fonda.
Per la maggioranza delle persone la vita è molto dura, quasi disperante, se si considera che in molte famiglie è la donna che resta a crescere i figli, aiutata soltanto dal suo piccolo traffico costituito da una bancarella di dolciumi o una cucina ambulante, mentre il marito se n'è andato con qualcun'altra, o vive permanentemente ubriaco, spesso aggressivo e violento verso la moglie ed i figli, che naturalmente crescono costantemente traumatizzati. Tanti sono i volti paesani di gente che, scesa dalle montagne, vive come smarrita l'esperienza cittadina in cui fatica a trovare il proprio spazio, non essendo avvezza ai ritmi ed alle modalità cittadine. In tutto questo si vede la preziosa attività dei missionari Monfortani, che da ormai più di venti anni stanno operando nella parrocchia, avendo anche aperto da 12 anni Radio Emmanuel, radio parrocchiale che feconda con la Parola di Dio, la preghiera, l'informazione e il commento delle notizie, portando un progresso spirituale ed un umanesimo cristiano ad una vasta zona che supera certamente la parrocchia e raggiunge le propaggini di tutta la diocesi. I Padri Monfortani hanno anche attività educative, giornalistiche nonchè un ospedale e si dedicano anche alla promozione vocazionale che finora ha assicurato un buon clero missionario a beneficio di molte diocesi del Perù e di altre nazioni in cui la Congregazione si sviluppa. La dimensione sociologica talvolta diviene forse la maggiore occupazione, nel senso che sembra prevalere l'emergenza della carità operativa su quella spirituale, tutto questo da un lato sembra ineluttabile, ma pian piano riduce l'impatto della dimensione dello spirito, di cui invece la gente è assai assetata. Le difficoltà organizzative di una parrocchia di 140.000 abitanti suddivisa in zone, settori e lotti contraddistinti da lettere alfabetiche e numeri, sono certamente infinite, specie se si considera che la stragrande maggioranza delle persone non può permettersi un contratto telefonico o la fornitura elettrica, per quanto sia a tariffe popolari. La struttura e l'ossatura portante di questa parrocchia è assicurata da rappresentanti di zona, che comunicano con un sistema di altoparlanti, messi a disposizione dall'amministrazione comunale, per diverse utilità. Costoro si riuniscono periodicamente col parroco e collaboratori per portare avanti l'insieme della parrocchia. L'ossatura portante della formazione è costituita dalla Catechesi familiare, di cui il parroco è rappresentante ed ispiratore in gran parte del Perù. Tale catechesi si basa sulla formazione delle famiglie che a loro volta trasferiscono un cammino di fede all'interno di esse ed ai propri figli. Forse un punto debole è comunque la mancanza di una vera prima evangelizzazione che si trasferisce in un cammino di tradizione familiare di generazione in generazione, non avendo più la forza dei primi cristiani che si trovavano a fronteggiare la novità di una appartenenza a Cristo, con la necessità di scelte forti. Purtroppo, con l'avvento di un mondo sempre più secolarizzato e sensuale, la caduta dei valori diventa inevitabile e la patina di cristianesimo è molto superficiale e fragile, tanto che per un nonnulla cade e lascia spazio all'immoralità, alla caduta nelle sètte ed a tutto quanto infetta anche la nostra epoca e le nostre latitudini.
La gente ha tanto bisogno di ascolto, compassione, sostegno morale e materiale e ne trova, vuoi dai padri, che si spendono invero con tanto amore, vuoi dai diversi centri di aiuto e consiglio psicologico della famiglia, ma forse tutto questo non ha lo spessore della dimensione profonda offerta da Cristo e risente di metodologie molto moderne ma poco Cristocentriche. Tra i padri ce n'è uno anziano che la gente tanto apprezza, sempre reperibile in chiesa nel confessionale o davanti al tabernacolo in preghiera. Egli porta proprio quella dimensione che all'apparenza è più debole: è lui che ha richiesto una settimana eucaristica per la parrocchia nella speranza certa di poter vedere realizzato il suo sogno di tanti anni: la nascita dell'Adorazione Eucaristica Perpetua nella Parrocchia di S. Andrea di Huaycan. In questo ambito ed in questo clima ci siamo avventurati a portare la buona notizia; le Figlie di Nostra Signora dell'Eucaristia con le quali da tanti anni condivido il ministero di Evangelizzazione ed un grande amore per Gesù Eucaristico, mi hanno preceduto per tre settimane, visitando palmo a palmo le varie zone della parrocchia portando l'annuncio della Settimana Eucaristica, cosicché quando sono giunto ho potuto entrare nel vivo della predicazione e della viva esperienza della settimana. Inizialmente i padri avevano posto dei limiti ai tempi di adorazione, ritenendo che forse la gente avrebbe potuto rispondere solo limitatamente, invece noi ci siamo subito spinti al massimo livello possibile, chiedendo la viva partecipazione della gente ininterrottamente dalle 9 del mattino alle 7 di sera, ora della celebrazione della Messa. Dopo di essa ne era stata fissata un'altra alle 8 di sera e durante la quale abbiamo tenuto una catechesi eucaristica ogni sera con un tema appropriato, a cui seguiva un'ora di adorazione animata con canti e preghiere. La risposta dei fedeli non si è fatta attendere, ma al di là delle migliori aspettative il numero dei fedeli in adorazione è stato sempre crescente. Cosicché quando ci siamo accinti a chiedere l'impegno dei fedeli per un'ora di adorazione alla settimana da quel momento in poi, non ci siamo meravigliati ma con gioia abbiamo visto compiersi il miracolo che tanto desideravamo: più di ottocento persone hanno risposto alla chiamata! La parrocchia può contare sull'Adorazione Eucaristica Perpetua, anche se resta ancora da fare il lavoro più difficile. Molti adoratori vivono in zone molto lontane della parrocchia e non hanno telefono, così bisognerà faticare non poco a tenere i contatti tra coordinatori di ora ed adoratori, ma si cercherà di fare tutto ciò attraverso le strutture parrocchiali esistenti...
Quello che il Signore ci ha mostrato ampiamente è che la fame e sete di Lui è immensa e la gente, nonostante il diffuso secolarismo ha bisogno di Dio. Noi cattolici che abbiamo incontrato il Signore, dobbiamo metterci al lavoro per rendere possibile al Signore di incontrare personalmente e parlare al suo popolo, attraverso l'adorazione Eucaristica Perpetua. Ciò che avviene in Italia è avvenuto anche a Huaycan, in Perù, dove la fame di Dio è la stessa, la risposta della gente è la stessa e le cose che Dio può fare sono le stesse, perché Gesù Cristo è sempre lo stesso, ieri oggi e sempre (Eb 13, 8). Visitando poi Lima abbiamo scoperto che già nella grande capitale del Perù esistono tre parrocchie con l'Adorazione Eucaristica Perpetua ed abbiamo preso questa come un'ulteriore conferma di quanto stiamo facendo nel nome del Signore ed insieme con Lui a gloria del suo nome.
IN UGANDA
Sbarcato di notte a Entebbe, Uganda, sono stato accolto dal sorriso sempre luminoso e gioioso del caro Padre P. Un lungo affettuoso abbraccio ci ha stretto, una fragorosa risata di profonda soddisfazione per essere di nuovo al lavoro insieme nella vigne del Signore, facendoci comprendere che sempre vivo è il ricordo degli anni trascorsi insieme a Roma, mentre completava gli studi, per poi tornare nella terra nativa. Per lui africano la comunità romana che accoglie l'Adorazione Eucaristica Perpetua è diventata una seconda casa, come si può vedere quando vi ritorna nell'abbraccio e nella gioia di tutti. Africa, casa anche per me, dopo i miei brevi ma intensi cinque anni di missione nell'Est, proprio al confine con l'Uganda. Nuove avventure, nuova missione, portando Colui che è il cuore della missione ed anche il grande Missionario, inviato dal Padre a salvare l'umanità. Africa, grande madre che accogli i tuoi figli neri e bianchi e di ogni colore e ne segni tanto il cuore da farli ammalare di nostalgia per te! Africa grande Madre generosa di figli poveri e gioiosi, stremati ma pieni di speranza.Così con questi sentimenti ho rimesso i piedi in terra ugandese, dopo circa un anno di assenza, per una permanenza più lunga: c'è in vista un mese di predicazione in quattro diocesi diverse, ma con un comune obiettivo: ravvivare nel cuore dei credenti l'amore per Gesù Eucaristia, per riempire di nuovo significato le celebrazioni e far innamorare del tempo prezioso dell'Adorazione Eucaristica, quotidiana e perpetua.
Diocesi di Kampala, Centro di Preghiera Monte Sion
Giunto in tarda mattinata a destinazione, dopo un riposo notturno trascorso a Kampala, sono arrivato in un centro di spiritualità chiamato Mount Sion Prayer Centre, nel quale, meraviglia delle meraviglie, il coraggioso e luminoso Padre M., sacerdote diocesano africano, fondatore di una comunità religiosa femminile, ha aperto ormai da tre anni l'Adorazione Eucaristica Perpetua. Il suo intento è esattamente quello di fare riscoprire alle parrocchie l'Adorazione Perpetua e si accinge ad iniziare ora la sua missione di diffonderla in Uganda. Trovare che a migliaia di chilometri di distanza dall'Italia, nel cuore dell'Africa, un sacerdote innamorato dell'Eucaristia sta svolgendo la mia stessa missione è stata una gioia indicibile ed allo stesso tempo una formidabile conferma: Dio vuole questo, in tutto il mondo si deve affermare il suo Regno Eucaristico. Via via che passavano i giorni, che la gente sempre più numerosa si alternava assetata di un Dio vivo e che assaporava con ansia la predicazione mediata dalla traduzione dall'Inglese al Luganda, sempre di più ho sentito viva e forte la conferma nel cuore che fin quando Dio lo vorrà questa continuerà ad essere la mia missione nei luoghi e nei tempi che Lui stesso vorrà designare. La condivisione festosa con il Padre M. è stata anche per lui una conferma, un incoraggiamento ed ha colto come un segno provvidenziale la venuta del padre italiano, dalla Roma del Santo Padre Benedetto XVI, il quale vuole nella sua Diocesi non una, ma addirittura cinque chiese con l'Adorazione Perpetua, una per ognuno dei cinque settori in cui la Diocesi è suddivisa.
La sete di Dio non ha mai confini, anzi in queste terre così povere Dio diventa la presenza indispensabile che colma ogni vuoto, qui davvero ci si accorge dalla risposta dei fedeli quanto sia preso in seria considerazione l'impegno di pregare instancabilmente. Ricordo il mese di giugno del 2005: fui invitato dalla Conferenza Episcopale dell'Uganda a tenere una settimana Eucaristica nel santuario nazionale di Namugongo, il santuario a cui non solo fanno riferimento i cristiani dell'Uganda, ma anche meta per innumerevoli pellegrini di tutta l'Africa specie nella festa dei Santi Martiri Carlo Lwanga e compagni, che sono visti come un modello luminosissimo per ogni credente. Quella memorabile settimana, in cui decine di migliaia di africani da tante nazioni vicine e lontane parteciparono alla festa, vide la felice coincidenza dell'Assemblea di tutti i vescovi dell'Africa dell'Est. Ricordo con quanta attenzione la gente partecipava non solo ai gioiosi momenti celebrativi, ma anche ai tempi di silenziosa adorazione, comunitaria o individuale. Ricordo come fu accolta con entusiasmo la proposta dell'orologio vivente, mediante la quale le persone che si trovavano all'interno del grande santuario circolare che può accogliere certo più di cinquemila persone, poterono svegliarsi durante la notte in turni successivi per adorare il Signore.
L'Eucaristia era solennemente esposta sull'altare centrale, cosicché le persone si davano il cambio con quelle che seguivano, proprio come un grande orologio vivente. In questo modo, sommando le ore della notte con quelle del giorno in cui l'Eucaristia era invece esposta all'esterno, si ebbe per tutta la settimana l'adorazione Eucaristica Perpetua. Questa proposta ha avuto una forte risonanza, specie perché giungeva nel culmine dell'anno dell'Eucaristia, cosicché molti sacerdoti vi si sono ispirati per proposte analoghe nelle loro parrocchie e nelle loro differenti diocesi, anche per la presenza di così tanti vescovi di altre nazioni. L'Africa, pur con tutti i suoi limiti, problemi e povertà, ha una ricchezza spirituale che certamente è destinata a rivitalizzare tutta la Terra.
Diocesi di Masaka, Parrocchia di Kyamulibwa
Al termine dei giorni programmati per la mia permanenza al Monte Sion Padre B. mi è venuto a prendere per condurmi nella parrocchia di Kyamulibwa che si trova nella Diocesi di Masaka. Egli mi ha rivelato di avere il desiderio dell'Adorazione Eucaristica Perpetua per la sua parrocchia fin dal 1998, anno in cui fu ufficialmente nominato parroco di questa parrocchia (e anno in cui lasciata l'Africa tornai per servire il Signore come missionario all'Europa ed al mondo intero). Così anche qui, in una zona molto povera e molto simile a Ithanga, paese in cui sono stato parroco per circa 5 anni in Kenya, senza strade, con difficoltà per l'acqua, per la corrente, per il telefono, il Signore aveva già il suo piano. Il collegamento è stato il caro Padre P. che ha parlato di me a Padre B., dicendogli che avrei potuto aiutarlo ed eccomi qui con tanta gioia vicino ai poveri dei villaggi sperduti, ma non lontani dal cuore di Dio. Nella nostra condivisione ho già ricevuto dal Padre B. tante testimonianze di come con l'Eucaristia ha visto persone guarite, liberate dal male e dal potere del demonio, per essere riportate nella piena esperienza dell'amore di Dio. Il terreno così è già molto fertile, ma la Parola di Dio deve ancora scavare ed io mi sono consegnato nelle mani del Signore proprio per essere il suo portavoce. A mano a mano che passano i giorni, l'assemblea prende sempre maggiore interesse sul fatto che Gesù è vivo e reale, momenti di intensa preghiera aiutano l'assemblea a fissare la sua attenzione su Gesù Eucaristico, ad ascoltare la sua Parola commentata, poi a fare silenzio per poterla assaporare lentamente e ruminare, come usava dire S. Bernardino da Siena, nelle sue prediche in lingua volgare. Dal silenzio si passava poi sempre a momenti esperienziali: lodare il Signore e dirgli il nostro amore per Lui; ad altri in cui la prova d'amore per Lui consisteva nel pregare e benedire i nostri nemici, cosa molto impegnativa che sempre produceva reazioni diverse, che passavano dal dolore alla gioia ed alla pace... Insomma la lenta ma meravigliosa scuola della preghiera basatasi sull'Adorazione Eucaristica Perpetua, momenti di catechesi quotidiana e la celebrazione dell'Eucarestia, ha portato a camminare in Cristo ed a scoprire quanto egli sia reale, lì nell'Ostia Sacramentata.
Diocesi di Jinja, Parrocchia di Kyebando
Situata in zona rurale, con assenza di acqua, elettricità e telefono, la parrocchia è la sede del santuario dove si ricorda il luogo di nascita di S. Carlo Lwanga, uno dei martiri. Si tratta di un'ampia parrocchia, nel cui terreno si sta edificando il centro pastorale sponsorizzato dalla comunità di S. Anastasia. Il tempo di durata della mia presenza è stato di soli tre giorni, durante i quali l'afflusso di fedeli è stato massiccio, certo superiore alle cinquecento persone, comprese donne con bimbi piccoli in età di allattamento. Il fatto di essere ospitati all'aperto, sotto un ricovero fatto di teloni di plastica, sostenuti da un'intelaiatura in pali di legno, non ha affatto sgomentato alcuno dei partecipanti, i quali si sono poi dovuti arrangiare a cucinare con i soliti fuochi, che usano nelle loro case. Le due catechesi di ogni giorno, si sono alternate con altrettanti momenti di preghiera e poi la Messa serale. La gente si è alternata in Adorazione Eucaristica Perpetua, di cui le ore notturne si tenevano in una cappellina del centro pastorale, mentre le altre del giorno si tenevano all'aperto, anche durante le catechesi. Il bisogno di Dio ha reso la gente capace di superare tutte le difficoltà ambientali con tanta serenità e tanta pace, anche se il riposo notturno era assai disagevole un po' per tutti specie i bambini. Il Signore ha parlato al cuore di tutti portando in essi il desiderio di adorarlo, avendo acquisito la consapevolezza del mistero e della reale presenza Eucaristica. I momenti di ascolto si alternavano a momenti di gioiosa preghiera con i ritmi africani, così belli e pieni di quella vita che dappertutto è sempre così rigogliosa e che trova il suo stridente contrasto nelle sfide della fame, delle malattie e della povertà, frutto spesso dell'ignoranza e di un senso di fatalismo che solo la fede riesce a sconfiggere.
IN TERRASANTA
Il giorno seguente il mio arrivo a Roma, subito dopo un beve saluto a Gesù in S. Anastasia, agli amici incontrati ed ai miei di famiglia, sono tornato in aeroporto per un nuovo viaggio... due ore e mezzo dopo eravamo già nella Terra dove il Verbo della vita ha preso Carne. Appena sbarcati gli autisti della Opera Romana Pellegrinaggi ci hanno accolti festosamente, come fossimo personaggi di alto livello: tale è l'ospitalità orientale e certo tale è l'aspettativa dei pellegrini, che sono benedizione di questa terra. I pellegrini portano pace, serenità, vita, sono al di fuori delle aspre contese che da sempre avvelenano gli animi di chi abita questa terra così bella e sofferta; i pellegrini muovono anche la machina turistica, quindi portano il pane a tutti e la speranza di vita in questa terra!Ma per noi il pellegrinaggio in questa terra assume questa volta una dimensione anche profetica: tre diversi filoni con destinazioni diverse e complementari. Un gruppo si muove per il pellegrinaggio vero e proprio, cioè un itinerario spirituale ed esperienziale, nei luoghi propri della Bibbia e dell'Incarnazione - Morte e Risurrezione del Signore. Un gruppo costituisce un'esperienza pilota di volontariato nei luoghi santi a servizio dei pellegrini, in questo tempo invero molto pochi, a causa dei venti di guerra nel Libano.Un terzo gruppo, che vive l'esperienza dell'immersione orante nella Terra Santa, non tanto per visitarla, quanto per sostare pensosi e contemplativi, nei luoghi santi: viviamo una Settimana Eucaristica con la gioia dell'Adorazione Eucaristica Perpetua, attivata da un gruppo di quattordici persone, di cui dieci laiche, giovani o adulte, due religiose, un anziano e me presbitero. Mentre il primo gruppo si è assottigliato riducendosi ad un terzo di quanti si erano preventivamente iscritti, i secondi due gruppi sono rimasti stabili fin dall'inizio. Siamo stati accolti con tanto amore e con una costante invocazione: "Dite a tutti che in Terra Santa si può venire, che non ci sono pericoli, che i pellegrini sono al sicuro, ditelo in Italia, ditelo al Mondo!" Che gioia la preghiera di adorazione di Gesù, vivo e presente nel pane Eucaristico, di giorno e di notte, mentre il silenzio dell'adorazione viene lacerato dal grido dei Muezzin che chiamano alla preghiera i figli dell'Islam, discendenti del Padre Abramo anche loro come noi.
Pregare per spezzare le catene dell'odio ed abbattere i muri della divisione e degli antichi odi, macchiati dal veleno dell'ideologia politica e religiosa, per esplorare le vie che solo la mistica può unificare nel cuore di Dio, come il profeta del dialogo, il Papa venuto da lontano, ha strenuamente predicato fino all'ultimo suo respiro!
Pregare per chiedere benedizione sui Figli d'Israele popolo eletto di Dio, attraverso il quale noi siamo benedetti ed attraverso il quale la benedizione è scesa sull'umanità e che Dio non ha mai rimpiazzato e mai ricusato perché anche se noi lo rinneghiamo Egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso! Pregare per chiedere a Dio perdono per i torti e gli odi antichi che hanno avvelenato l'umanità contro Israele, pregare per chiedere perdono a nome d'Israele per il male compiuto dai suoi governanti che materializzano all'esterno mura di cemento, che sono erette dalla paura e dall'ideologia nei loro cuori.
Pregare per chiedere allo Spirito Santo di Illuminare i figli di Israele nel riconoscere in Gesù figlio di Maria il Messia che realizza le promesse fatte ai Patriarchi. Ecco il senso di fare Eucaristia e di diventare preghiera e benedizione in questa terra, segno profetico, segno di puro amore e benedizione, segno di speranza, segno di luce nelle tenebre della paura, acqua che irrora il deserto dei cuori, nella speranza di muovere i Figli d'Israele alla gelosia (Rom 11) e richiamarli ad accogliere finalmente il realizzarsi delle promesse in Cristo. Il piccolo lievito, in tutto una trentina di persone, si muove sulle tracce della profezia e dell'amore per la Santa Terra, con in cuore la segreta certezza di diventare incoraggiamento per altri: muoversi all'adorazione, muoversi al pellegrinaggio, muoversi al volontariato. Già un piccolo segno c'è stato, quando un impiegato della compagnia di volo nazionale Italiana, ci ha chiesto a Roma cosa facessimo ed avendo saputo del gruppo di volontariato, ha detto di disporre di poche settimane, in cui volentieri anch'egli avrebbe offerto la sua opera come volontario nei luoghi santi! Il Custode di Terra Santa ci ha manifestato un grande amore ed ha voluto benedirci dicendo che la piccola delegazione orante, era completamente ospite della Custodia e ci giunge anche la bellissima notizia che una congregazione femminile è in arrivo per realizzare l'Adorazione Eucaristica Perpetua qui in Terra Santa. Il nostro piccolo gruppo orante sta quindi già assaporando i primi frutti della preghiera ed il sì, detto al pellegrinaggio in Terra Santa, non sappiamo fin dove spingerà i suoi benefici effetti, come ogni sì detto a Dio in fede. Nel nostro incontro col Nunzio Apostolico, abbiamo dato la nostra testimonianza ed è sorta l'ipotesi già di un contatto con una comunità locale attraverso una settimana Eucaristica. In Terra Santa si può andare, si deve andare, affinché la Chiesa viva che lì risiede, possa continuare a vivere nelle proprie case e nella propria terra onestamente del proprio lavoro, non debba migrare per cercare sopravvivenza in altre nazioni.
Esperienze dall'Italia: Luce nella Notte ed Adunanza Eucaristica
Una delle ri-scoperte più importanti degli ultimi anni dei giovani italiani, che hanno anche ‘risvegliato' quelli europei, è senza dubbio quella dell'Adorazione Eucaristica, promossa e proposta dai giovani stessi, nella veste di evangelizzatori e missionari, portatori sani della parola di Gesù e di Gesù stesso. Sono molte le esperienze realizzate in questa ‘terra di missione' e ciascuna ha portato e sta portando frutti di conversione, ri-avvicinamento alla Chiesa, ma anche ‘primo annuncio' soprattutto verso quelle moltitudini che in molti casi provengono da paesi stranieri. Una delle prime esperienze di questo genere ‘Eucaristico' è stata la proposta delle Sentinelle del Mattino, e si configura nell'iniziativa ‘Una luce nella notte', alla quale è seguita una vera e propria missione che è stata realizzata dal Servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma e che prendeva il nome di ‘Gesù al centro'. Oggi, una delle iniziative più attive è invece l'Adunanza Eucaristica, nata come esperienza solamente due anni fa, che - oltre a riportare i giovani dentro la Chiesa e di fronte al Suo Signore - permette anche ai vari movimenti ecclesiali ed associazioni delle Diocesi di riunirsi insieme intorno ai propri Pastori.
UNA LUCE NELLA NOTTE
Una luce nella notte è una proposta di evangelizzazione di strada a cura delle Sentinelle del Mattino, iniziata a Verona nell'Avvento 1999, in occasione del Giubileo dell'anno 2000. Nel 2002 a Riccione si cominciò a viverla come un'esperienza di evangelizzazione di strada e di spiaggia strutturata: alcuni giovani stavano in chiesa ad accogliere e ad animare una veglia e altri fuori contattavano i giovani e li invitavano ad entrare. L'esperienza si è poi arricchita di nuovi elementi ed è cresciuta nel tempo, soprattutto dopo Riccione 2003. Una luce nella notte è una proposta di giovani per i giovani, un modo nuovo di evangelizzare ed un modo nuovo per (ri)comininciare ad intessere un rapporto con Dio.
Nella ‘Luce nella notte' una Chiesa resta aperta nelle ore notturne, ma non solo, vi è una animazione per portare tutti al cuore di Dio, soprattutto nei luoghi dove all'esterno c'è molta gente che passeggia. Il funzionamento è molto semplice: gli evangelizzatori esterni (sempre ragazzi e ragazze molto giovani e formati) cercano di invitare le persone in Chiesa. Una volta entrati all'interno della Chiesa c'è una seconda accoglienza d'evangelizzazione interna, e viene proposto ai giovani di scrivere su un bigliettino delle intenzioni di preghiera e portarle insieme davanti a Gesù Eucaristia. Qui è il momento più delicato, ogni persona o piccolo gruppetto, se si tratta di una famiglia, va accompagnata davanti a Gesù. Occorre spiegare che quello che vedono è Dio, come Mosè davanti al roveto ardente:
"Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. (Es.3,1-6).
"Noi siamo un po' come quegli angeli di Dio - dicono gli evangelizzatori di ‘Una luce nella notte', che aiutano i giovani ad avvicinarsi a Gesù, fuoco divorante, come ha fatto Mosè. Spesso succede proprio quello che è accaduto a Mosè, che stava facendo le sue cose e Dio lo chiama. I giovani nelle piazze si sentono attirati come lo fu Mosé. Perché questo spettacolo? Perché la Chiesa aperta? Perché questa musica? Cosa fanno questi giovani qui? Allora si avvicinano. Ecco il nostro compito: portarli a Gesù!.
I giovani che entrano vengono accompagnati davanti al Santissimo, preghiamo con loro o in silenzio o possiamo anche pregare per loro. Poi mettono la loro preghiera scritta nel cestino delle intenzioni e dal cestino accanto prendono una parola di Dio per loro. Questa è la fase più importante e delicata. Occorre veramente mettersi in un grande abbandono interiore e fiducia nello Spirito Santo: sarà lui ad aprire il cuore, sarà Lui a mettere sulla bocca dell'evangelizzatore le parole giuste oppure nessuna parola semplicemente un sorriso, la tua preghiera e presenza accanto a lui.".
Ed i frutti di questa missione evangelizzatrice si vedono nelle moltitudini di ragazzi che frequentano le Chiese in queste notti di grazia. "Il passo successivo è quello di proporre il sacramento della confessione a tutti. Proporlo però in modo nuovo. A me piace chiamarlo il salone della bellezza, dove Dio Padre ricco di misericordia ti rende la bellezza di Dio. Il Padre fa un'operazione chirurgica interiore che traspare sul tuo volto. Che bello!!! Proporre a tutti questo gioioso incontro con il Padre. Sarà poi il sacerdote ad aiutarlo ed accoglierlo nella confessione. Ed alla fine quando il giovane sta per uscire possiamo fare delle proposte e invitarlo in parrocchia nei gruppi di preghiera o altro. Insomma prevedere un dopo missione. Per questo tipo di esperienza il numero delle persone varia a seconda del flusso di persone che passeggiano in strada. Per esempio a Riccione, anche durante le missioni estive sulla spiaggia, dove c'è un flusso enorme di giovani che passeggiano all'esterno c'erano circa 30 evangelizzatori ed una equipe di animazione musica e canto, con chitarre e tastiera. E' importante che l'equipe di animazione tenga uno sfondo musicale cantando canti di adorazione ed i canoni di Taizee, alternando la musica con la lettura di brani biblici o storie di santi o meditazioni che posso colpire un giovane. Non è una veglia di preghiera. Tutto è fatto per annunciare direttamente Gesù. Il metodo è quello kerigmatico.
ADUNANZA EUCARISTICA
L'AdunanzA Eucaristica Nazionale è una preghiera di 12 ore nel cuore della notte che inizia con la Celebrazione dell'Eucarestia, solitamente presieduta da un Vescovo all'interno della propria Diocesi, e che riunisce intorno a Gesù, tutti i movimenti laicali ed associazioni della Diocesi stessa in cui si tiene. L'Adunanza Eucaristica' nasce dal desiderio di condurre alla presenza del Signore ogni persona, in particolar modo i giovani, perché possano sperimentare in questa reale Presenza Eucaristica la fonte e la forza per un nuovo inizio o per continuare il cammino alla sequela del Signore Gesù; essa, pur essendo a grandi linee un evento di Adorazione ed Evangelizzazione che unisce "Gesù, giovani e notte", prende per modi, tempi e clima spirituale una connotazione originale ed incisiva. Nasce nel 2007 a Roma, presso il Circo Massimo, - luogo in cui schiere di martiri versarono il loro sangue per la fede - dalla collaborazione di alcune Associazioni laicali e delle Parrocchie e Chiese romane che si occupano con privilegio dell'Adorazione Eucaristica Perpetua, ed è da subito supportata dai giovani dell'Associazione Nazionale Papaboys, dalla Congregazione dei Legionari di Cristo, da molte comunità e gruppi di preghiera, e sin dall'inizio raccoglie adesioni di realtà di tutta Italia, come ad esempio la Gioventù Benedettina di Livorno, o i Missionari dei Sacri Cuori di Napoli. La grande presenza di ragazzi e ragazze durante le ore di Adorazione Eucaristica notturna nella prima edizione ha convinto gli organizzatori ad iniziare un percorso per portare l'Adunanza Eucaristica nelle varie Diocesi italiane. Sull'onda di quella prima esperienza altre Adunanze Eucaristiche si sono moltiplicate in tutta Italia generando ovunque frutti di conversioni e rinnovamento interiore: molti giovani in particolare sono tornati al Sacramento della Riconciliazione dopo anni di lontananza dalla fede, altri hanno intrapreso un nuovo cammino di fede assieme ad altri coetanei incontrati nella notte dell'incontro.
Il cuore, il corpo e l'abito dell'Adunanza Eucaristica
Tre elementi principali costituiscono il tessuto vitale, ma anche organizzativo dell'Adunanza Eucaristica: il cuore, il corpo e l'abito. Il cuore pulsante è l'EUCARESTIA, la presenza viva e reale del Maestro e Signore ai cui piedi sono accompagnati passanti e giovani che casualmente o con metodo ‘preventivo' sono incontrati nelle strade o che si trovano a transitare per le vie cittadine . Tutti vengono interpellati, a tutti viene consegnata una candela accesa da portare all'interno della Chiesa e raramente ci sono opposizioni a questo invito. Una volta entrati alla presenza di Gesù Eucarestia, il silenzio o i canti, le preghiere e comunque tutta l'atmosfera di fraternità sono contagiosi, tanto da suscitare il desiderio di fermarsi a pregare; "Sappiamo che il Signore sta bussando personalmente a quei cuori chiedendo di entrare" - conferma Fabio Anglani, coordinatore dell'Adunanza Eucaristica. . AdunanzA Eucaristica ha anche un corpo: è formato dalle numerose Associazioni e Gruppi presenti nella Diocesi che nel corso della notte come un'unica orchestra si alternano nell'animazione di un'ora di Adorazione secondo il proprio specifico carisma. Durante questa notte speciale, antiche e velate ombre di questo Corpo si dissolvono in una grande Comunione e fraternità mai sperimentata prima, davanti all'Eucaristia la comunione si fa tangibile e tutto il tessuto Diocesano viene rinvigorito: "Questo è un altro grande frutto di Adunanza Eucaristica: far nascere il desiderio di comunione tra Gruppi e Associazioni della Diocesi, desiderio di conoscersi e di collaborare nella reciproca stima"
Per questo l'ambiente naturale dove Adunanza Eucaristica nasce e genera frutti è la Diocesi, in stretta collaborazione con il Vescovo ed i suoi referenti nel settore di Pastorale Giovanile ed in quello dei Movimenti ed Associazioni laicali. La presenza di sacerdoti per le confessioni riesce a operare autentiche riconciliazioni che riavvicinano al Padre persone da tempo lontane dalla sua casa. L'Adunanza Eucaristica viene "sollevata" generalmente nei seguenti modi: su richiesta di un Vescovo, del rettore di una Chiesa , di un Parroco , di un Gruppo o di una Associazione. Ecco l'abito: si inizia a costruire ed a preparare l'incontro. Prima di tutto la proposta di Adunanza ed il desiderio di avere questa esperienza nella Diocesi viene portata a conoscenza del Vescovo e si concordano con Lui o con i suoi collaboratori i tempi e modalità di attuazione. Viene scelta come giornata ideale, solitamente una notte tra il sabato e la domenica per il maggior numero di persone che possono essere contattate nelle strade. Tramite il Vescovo si interpellano i referenti diocesani della Pastorale Giovanile e della Consulta delle Associazioni laicali organizzando con loro un incontro con i responsabili dei gruppi giovanili e dei gruppi e associazioni della Diocesi. In questo incontro si condivide l'idea e la visione spirituale dell'Adunanza Eucaristica ed al termine, il tessuto dell'Adorazione No-stop dalle ore 21.00 alle ore 6.00 è pronto. Il Vescovo aprirà l'Adorazione con la Santa Messa ed al termine della Celebrazione esporrà il Santissimo Sacramento per l'Adorazione. Alcune persone di ciascun Gruppo e Associazione saranno incaricate di svolgere l'opera di evangelizzazione all'esterno del luogo di AdunanzA che è parte essenziale del progetto per condurre materialmente alla Presenza del Signore ogni persona.
I giovani di fronte a Gesù: testimonianze dal mondo
Per concludere questo dossier proponiamo la lettura di alcune testimonianze dirette di giovani, laici o sacerdoti, che propongono una diretta esperienza, vissuta personalmente o in qualità di testimoni credibili della grande opera di Gesù Risorto.
Testimonianza di Stefano, 30 anni, ricercatore universitario
"Non so dire come mi sia nato il desiderio di fare Adorazione Eucaristica. So, comunque, che adesso tengo molto a quell'ora settimanale in cui posso stare a tu per tu con Gesù. E' un'ora in cui riscopro me stesso, perché davanti a chi ti ama di amore eterno non si ha paura di mostrare il proprio vero volto. E' adorando Gesù che ho imparato ad accettare me stesso, i miei limiti e le mie debolezze; davanti a Lui rassicuro il mio cuore perché Egli è più grande del mio cuore".
Testimonianza di Gisella, 26 anni, studentessa
"Sono Gisella una assidua adoratrice, guarita da Dio e rinata nello spirito. A quanti si sentono tristi, soli, inutili,insoddisfatti, disperati, lancio un invito:Adorate Gesù Eucaristia, egli è la nostra speranza, la nostra gioia, la nostra eterna felicità. Ho scoperto che è bello e riposante sostare davanti a Gesù Eucaristia, per ossigenarsi, riflettere, esaminarsi,ascoltare la parola nel silenzio. Tu guardi lui e lui guarda te, mentre lo guardi e stai alla sua presenza lui ti riempie del suo amore, della sua luce, della sua grazia. Più passano i giorni più il rapporto con Gesù si fa sempre più intimo, non ti basta un ora di adorazione alla settimana, ma diventano tre, quattro e tutte le volte che senti questo richiamo d'amore e di tenerezza. Più sta alla sua presenza e più il quotidiano appare meno faticoso, il normale diventa straordinario, ciò che prima era abitudinario diventa nuovo ed originale, rivestito dalla sua luce. Di giorno in giorno il bisogno di Dio cresce, diventa desiderio di amarlo, di appartenergli, di compiacerlo, pertanto ci si abbandona con fiducia al suo amore, ed è proprio con questo abbandono in lui che inizia il nostro cambiamento e quello delle persone che ci stanno intorno. Mi ha cambiato senza che me ne accorgessi. Insieme a lui tutto e più bello e si nasce a nuova vita, dimenticavo : si ottengono grandi grazie, per noi e per gli altri. Voglio augurare a tutti di fare la mia stessa esperienza, adoriamolo e accogliamolo come Maria, nascerà in noi poveri e ci riempirà delle sue ricchezze. Se lui è con noi il paradiso è qui."
Testimonianza di Don Bruno, 36 anni, sacerdote
"È il primo novembre 2006, Solennità di Tutti i Santi. Suonano a festa le campane della chiesa parrocchiale di Scilla-Favazzina intitolata alla Beata Vergine Immacolata, mentre canti solenni e fumi di incenso si levano verso il Cielo. Il cuore è ricolmo di consolazione e gli occhi umidi. Nella mia parrocchia e nella mia vita di prete esplode una novità meravigliosa: l'adorazione eucaristica perpetua. Gesù si fa dono 24 ore su 24 grazie alla generosa disponibilità di circa 350 adoratori! Dopo tre anni di evangelizzazione eucaristica culminata nella settimana missionaria portata avanti dalle Figlie di nostra Signora dell'Eucaristia e da don Roberto Pedrini, il sogno diventa realtà e il Tabernacolo si apre per non essere più chiuso.Da quel giorno un vero e proprio miracolo d'amore si realizza quotidianamente nella vita della mia gente, scandito dai battiti di cuori eucaristici oranti che incessantemente si sforzano di accogliere l'amore di Dio per dare senso e vigore alla propria esistenza umana e alla propria testimonianza cristiana. Gesù, nel semplice candore dell'Ostia consacrata, esprime la Sua divina Signoria sulla storia, innestando nella comunità cristiana di Scilla un frammento di eternità, che permette allo spirito di dilatarsi all'infinito, travalicando gli angusti confini dello spazio e del tempo. La chiesa è sempre aperta e qualcuno trema al pensiero di un impegno d'amore stretto con Cristo per tutta la vita: un coraggio soprannaturale che prolunga la follia della Croce per la salvezza dell'umanità; una dilatazione d'amore che si offre in riparazione di tutte le mancanze d'amore e di gratitudine verso Colui a cui ogni uomo deve tutto.
Davanti al Signore Gesù si piegano le ginocchia e si schiudono le porte dello spirito di tanti fratelli, alcuni dei quali non erano soliti frequentare la Chiesa. Molti di loro, dopo la preghiera si avvicinano e mi ringraziano: "Don Bruno avete fatto una cosa stupenda... grazie!". Non posso fare altro che protestare commosso: "Non ringraziare me. Io non ho alcun merito. Loda con me il Signore per essersi degnato di piantare la sua tenda eucaristica nel deserto della mia esistenza di prete e nelle tante povertà della nostra parrocchia. Lodiamo il Signore: Lui solo è l'autore di questo prodigio d'amore". Dal primo novembre mi sento ancora più prete, attratto in modo "irresistibile" dall'Eucaristia e continuo ad implorare per me e per i fratelli che Dio ha affidato alla mia cura pastorale il dono di una fede matura, eucaristica e trinitaria, da alimentare nel grembo materno e fecondo della santa Chiesa, alla scuola di Maria, Regina dell'Eucaristia. Il sangue dell'anima è liquefatto quando sosta in adorazione, nell'attesa di "essere versato" per la salvezza di tutti, per la gloria di un Dio che, nella totalità del suo dono, suscita in me il desiderio di un'esistenza cristiana più coerente e radicale. Lui ha dato tutto per me...tutto il suo Sangue. Lui vuole tutto da me ed esige che il sangue dell'anima venga effuso attraverso la mia oblazione sacerdotale. Grazie Signore Gesù perché ti sei fatto e sei Eucaristia. Grazie Padre, per il dono del tuo Figlio e per Maria. Grazie per l'adorazione eucaristica perpetua che grida la tua fedeltà alla Chiesa, alla mia parrocchia e al mio sacerdozio. "
Testimonianza di Domenico, 37 anni, conduttore televisivo
"Venire a partecipare all'Adorazione Eucaristica è importante perché è importante essere testimoni. Ce lo hanno detto più volte i nostri amati Pontefici a cominciare da Paolo VI , essere testimoni della Parola Vivente che è Gesù Cristo il Nostro Signore. Collaboro tutte le settimane all'organizzazione dell'incontro Eucaristica presso la Basilica dell'Immacolata a Catanzaro ed ultimamente siamo riusciti anche ad ottenere dall'ATM Comunale - che ringraziamo - un servizio Navetta per tutta la notte che collegherà la Basilica con le più importanti piazze Cittadine in modo da agevolare l'arrivo ed il rientro dei ragazzi. Lo chiamiamo con gli altri fratelli il ‘pulman-Chiesa', perché come la Chiesa porta chiunque lo desidera all' incontro con Gesù."
Appendice
PARROCCHIE CON L'ADORAZIONE EUCARISTICA PERPETUA (in Italia)
PIEMONTE - Venaria Reale (TO)
Parrocchia Santa Gianna Beretta Molla - via Paganelli, 39 - tel. 011/4530703
LIGURIA - Genova (GE)
Parrocchia Nostra Signora del SS. Sacramento - via Luigi Carlo Farini, 1 - tel. 010/468408
LOMBARDIA - Carnate (MI)
Parrocchia Santi Cornelio e Cipriano - via Stefano Barassi, 19 - tel. 030/670069
FRIULI VENEZIA GIULIA - Trieste (TS)
Parrocchia Ss. Pietro e Paolo - via Di Cologna, 59 - tel. 040/568486
VENETO - Carpenedo- Mestre (VE)
Parrocchia Ss. Gregorio Barbarigo e Maria Goretti - vicolo Pineta, 3 - tel. 041/611021
Feltre (BL)
Parrocchia Duomo di S. Pietro Apostolo - via Antonio Vecello, 6 - tel. 0439/2312
Feltre (BL)
Parrocchia Sacro Cuore - via Belluno, 27 - tel. 0439/89749
Fiesso d'Artico (VE)
Parrocchia SS. Trinità - via Zuina, 4 - tel. 041/5161218
Thiene (VI)
Parrocchia S. Sebastiano - via Cà Pajella, 18 - tel. 0445/362679
EMILIA ROMAGNA - Lagaro (BO)
Parrocchia S. Maria Assunta - piazza della Chiesa, 1 - tel. 0534/96581
Ravenna
Chiesa S. Maria Maddalena dell'adorazione eucaristica - via Corrado Ricci, 10 - tel. 348/0029562
Reggio Emilia
Arcispedale S. Maria Nuova - viale Risorgimento, 80 - tel. 0522/889950
TOSCANA - Castagneto Carducci (LI)
Parrocchia S. Bernardo Abate - via Matteotti, 23 loc. Donoratico - tel. 0565/775064
Lamporecchio (PT)
Parrocchia S. Stefano - via Santo Stefano, 4 - tel. 0573/82079
Pistoia (PT)
Parrocchia S. Paolo - via della Rosa, 9 - tel. 0573/20291
Prato (PO)
Parrocchia S. Paolo - Chiesino di S. Paolo
Scandicci (FI)
Parrocchia Santa Maria a Scandicci - Piazza Benini, 1 - tel. 055/250178
MARCHE - Ascoli Piceno (AP)
Chiesa di Santa Maria della Carità - piazza Roma
Urbino (PU)
Chiesa di Santo Spirito - via Bramante - tel. 0722/2892
UMBRIA - Castel del Piano (PG)
Parrocchia S. Maria Assunta - tel. 075/774145
Trestina (PG)
Parrocchia S. Donato - via Lambruschini - 075/8540396
LAZIO - Roma
Basilica di S. Anastasia al Palatino - Piazza di S. Anastasia - tel. 06/6782980
Roma
Parrocchia S. Maria Madre della Divina Provvidenza - via di Donna Olimpia, 35 - tel. 06/58209825
Roma
Parrocchia S. Gaspare del Bufalo - via Borgo Velino, 1 - tel. 06/7801553 (int 22)
Roma
Santuario Madonna del Divino Amore - via del Santuario, 10 - tel. 06/713518
ABRUZZO - Conaprato (PE)
Parrocchia S. Gabriele dell'Addolorata (dalle 22,00 alle 8,00)
Penne (PE)
Chiesa S. Nicola (dalle 8,00 alle 22,00)
CAMPANIA - Portici (NA)
S. Maria della Salute
CALABRIA - Scilla (RC)
Parrocchia Maria SS. Immacolata - piazza Castello - tel. 096/5754092
Roggiano Gravina (CS)
Parrocchia S. Pietro Apostolo - tel. 0984/507303
SICILIA - Terme Vigliatore (ME)
Parrocchia S. Biagio e S. Maria della Grazie - via Nazionale, 209 - tel. 090/9740862
Mistretta (ME)
Parrocchia S. Lucia - corso Libertà
Ragusa
Chiesa di S. Vito - via S. Vito
Vittoria (RG)
Parrocchia Sacro Cuore di Gesù - piazza D. Manin, 27 - tel. 0932/981313
PARROCCHIE CON L'ADORAZIONE EUCARISTICA QUOTIDIANA O FREQUENTE
- Pralormo (TO)
- Massa Marittima (GR)
Parrocchia di San Pietro All'Orto - Massa Marittima
- Milano
Suore Francescane Missionarie di Maria
via Fratelli Fossati, 6 (angolo via Pacini)
orario: tutti i giorni dalle 7,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 18,15 - Cremona
Parrocchia Costa Sant'Abramo
orario: una settimana al mese dalle ore 7,00 del lunedì alle 18,00 del sabato - Este (PD)
Parrocchia S. Maria delle Grazie
via Principe Umberto, 57
orario: dal lunedì al venerdi dalle 9,00 alle 11,00 e dalle 16,30 alle 18,30 (legali 17,30 - 19.00
- Finale Emilia (MO)
Parrocchia Ss. Filippo e Giacomo (Duomo)
corso Cavour, 3
orario: tutte le settimane dalle 18,30 di giovedì alle 18,00 del sabato (notte compresa)
- Collefiorito - Guidonia (RM)
orario: giovedì dalle 18,30 alle 19,30 - Napoli
Parrocchia Maria Ss. Del Buon Consiglio
Via Posillipo 257 (piazza san Luigi)
venerdì dalle 17 alle 21 Adorazione Rosario Messa
orario: terza domenica del mese dalle 15,30 alle 19,30 (messa sempre alle 18,30) Orario estivo 19 - Lago (CS)
Parrocchia San Nicola di Bari
orario: ogni primo mercoledì del mese dalle 19,30 alle 18,30 del giovedì
- Pachino (ME)
Parrocchia San Corrado
orario: tutti i giorni - dalle 8,00 alle 24,0
COMUNITA' RELIGIOSE
- Benedettine dell'Adorazione Perpetua del SS. Sacramento
Monastero SS. Trinità
Corso Risorgimento, 274
28823 Ghiffa (VB)
orario: La chiesa del Monastero è aperta tutti i giorni dalle 6,30 alle 19.Esposizione solenne ogni giovedì, domenica e nelle solennità; il primo giovedì di ogni mese dalle 20,30 alle 21,30
Tutti i sabati ed ogni vigilia di solennità dalle 22 la chiesa è aperta e Gesù viene esposto solennemente: la Comunità monastica prega l'Ufficio delle Letture a cui può unirsi chi lo desidera. A volte accade che gruppi di persone (parrocchie o altro) ci chiedano di guidare un momento di adorazione: lo facciamo ben volentieri...basta chiedere! - Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento
via Santa Maddalena, 2
20052 Monza (MI)
orario: perpetua - Suore Benedettine Adoratrici
Via Card. Bafondi 10
00100 Boccea - Roma
orario: perpetua - Suore della Croce del Sacro Cuore di Gesù
Via Appia Nuova, 1468
00178 Roma
orario: perpetua - Suore Veroniche del Volto Santo
via Padre Gaetano Catanoso, 2
89128 Reggio Calabria
orario: tutti i giorni dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 18,00 - Piccola Famiglia dell'Esodo
Monastero San Benedetto Giuseppe Labre
Via Cancello 109
88041 San Bernardo - Decollatura (CZ)
orario: tutti i giorni dalle 21,30 alle 24,00
Bibliografia e Linkografia
•1 Esortazione Apostolica Post Sinodale ‘Sacramentum Caritatis' del Santo Padre Benedetto XVI all'Episcopato, al clero, alle persone consacrate, ai fedeli laici, sull'Eucaristia fonte e culmine della vita e della Missione della Chiesa (Dato a Roma, presso San Pietro, il 22 febbraio 2007, festa della Cattedra di San Pietro Apostolo, secondo del Pontificato) http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.html
•2 Lettera sull'Adorazione Eucaristica di Giovanni Paolo II (47° Congresso Eucaristico Internazionale, Roma (18 - 15 Giugno 2000)
•3 Viaggio Apostolico a Colonia del Santo Padre Benedetto XVI in occasione della Celebrazione della XX Giornata Mondiale della Gioventù. (Colonia, Sabato 20 Agosto 2005) Veglia con i giovani. Discorso del Santo Padre Benedetto XVI nella spianata di Marienfeld http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2005/august/documents/hf_ben-xvi_spe_20050820_vigil-wyd_it.html
•4 Viaggio Apostolico a Sydnet del Santo Padre Benedetto XVI in occasione della Celebrazione della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. (Sydney, Sabato 19 Luglio 2008) Veglia con i giovani. Discorso del Santo Padre Benedetto XVI all'Ippodromo di Randwick. http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2008/july/documents/hf_ben-xvi_spe_20080719_vigil_it.html
•5 Sito della Santa Sede http://www.vatican.va/
•6 Sito dell'Adorazione Eucaristica Perpetua http://www.adorazioneperpetua.it/
•7 Sito delle Sentinelle del Mattino http://www.sentinelledelmattino.org/
•8 Sito dell'Adunanza Eucaristica http://www.adorazione.org/
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Dossier a cura di D.V. - Agenzia Fides 7/3/2009; Direttore Luca de Mata
© Questo dossier è disponibile anche sul sito dell'Agenzia Fides: www.fides.org