Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Home
cervelloL’intervento del cardinale Marc Ouellet all’inaugurazione del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II. I saluti e la riflessione del cardinale Vallini che ricorda: «I “no” della Chiesa sono “sì” alla vita»
di Emanuela Micucci

La divisione tra maschi e femmine non esiste. Questa «la sottile e insidiosa eresia antropologica» dell’ideologia del ««gender» nella società odierna, «alla base di movimenti d’opinione accuratamente orchestrati per legittimare politiche e programmi educativi degli Stati» con l’appoggio dell’Onu, degli organismi internazionali e dell’Unione europea. Nella sua prolusione per l’inaugurazione, martedì, del XXXI anno accademico del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, individua nella «teoria di genere» uno dei sintomi del grave malessere che colpisce oggi la famiglia e il matrimonio.

La crisi dell’antropologia e dei valori tradizionali, l’oblio della trascendenza relegata nel privato, le conquiste tecnologiche rendono «l’uomo soggetto allo sfruttamento da parte dell’uomo ed esposto a subire l’influsso di teorie antropologiche non compatibili con la sua identità». Come quella del «gender». Ma negando il fondamento dell’uomo nella natura umana, i diritti umani risultano incomprensibili: il diritto diviene strumento di potere. Unioni libere, denatalità, aborto sono fenomeni diffusi e dominanti in alcuni Paesi, ridefinendo le leggi sulla coppia, il matrimonio, la genitorialità, la relazione uomo-donna in nome di una parità di orientamenti sessuali. La Chiesa, nel dialogo tra fede e ragione, si sforza - prosegue il cardinale - di «rifondare il senso dell’umano che scompare sotto la cultura relativista e nichilista», in cui «si è perso il senso del donare».

È urgente rinnovare l’educazione attraverso «una nuova evangelizzazione che radichi più profondamente l’amore umano nell’Amore trinitario». Perché nell’attuale società liquida, aggiunge il cardinale vicario Agostino Vallini, gran cancelliere dell’Istituto, «anche l’amore ha assunto una strana concezione»: si riduce a emozione sentimentale, soddisfazione di pulsioni istintive; tra i giovani rischia di crescere l’idea che «l’amore per sempre non sia possibile, sia un’utopia e che non possa essere vissuto». È necessario dimostrare che «quelli che potrebbero apparire dei "no" della morale cattolica (alla convivenza, all’aborto, al matrimonio tra persone dello stesso sesso) a ben vedere sono dei "sì" alla vita».

Di qui il contributo dell’Istituto con l’apporto multidisciplinare di teologia, filosofia, scienze e antropologia. E il compito, aggiunge il cardinale, di «riaffermare la bellezza e la ragionevolezza dell’amore "solido", il quale trova nel matrimonio tra l’uomo e la donna e nella famiglia la sua migliore espressione». Una missione che l’Istituto, forte dell’approvazione dei nuovi statuti, intende rilanciare con nuovi percorsi accademici per i 452 studenti della sede centrale di Roma, 2.378 con le 11 sezioni e centri nel mondo: «Il corso executive "Famiglia e sviluppo sostenibile" che - ricorda il preside monsignor Livio Melina - si rivolge a dirigenti di impresa e operatori economici e finanziari; il master "Fertilità e sessualità coniugale", il primo che inserisce la formazione degli insegnanti di metodi naturali in quella universitaria con un riconoscimento anche civile».

© http://www.romasette.it/ - 10 novembre 2011