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benedettoxvi(AGI) - CdV, 23 nov. - L'omosessualita' non e' mai moralmente giustificabile. E' la conclusione che si trae dalla lettura di "Luce del mondo" in cui Benedetto XVI afferma che l'omosessualita' e' "una grande prova" di fronte alla quale una persona puo' trovarsi, ma "non per questo diviene moralmente giusta".

MISERICORDIA PER I SACERDOTI CHE SI INNAMORANO

E la stessa misericordia invita ad avere verso i sacerdoti che lasciano perche' innamorati: "laddove un sacerdote vive insieme a una donna si deve esaminare se esista una vera volonta' matrimoniale e se i due possano contrarre un buon matrimonio. Se cosi' fosse, dovranno imboccare quella strada". "Se invece si trattasse di una caduta della volonta' morale, senza un autentico legame interiore, sara' necessario - spiega - trovare vie di risanamento per lui e per lei. In ogni caso e' necessario provvedere al fatto che i bambini, che sono il bene piu' prezioso, siano tutelati e che possano vivere nel contesto educativo vivo del quale hanno bisogno".

LO SCANDALO PEDOFILIA AFFRONTATO "IN RITARDO"

Durissimo e' invece sul tema degli abusi sessuali commessi da ecclesiastici sui minori e critica - piu' o meno con le parole del cardinale Schoenborn che tante polemiche hanno suscitato, ritardi e coperture nella gestione del caso di Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo. "Purtroppo - afferma nel libro-intervista presentato oggi in Vaticano - abbiamo affrontato la questione solo con molta lentezza e con grande ritardo. In qualche modo era molto ben coperta e solo dal 2000 abbiamo iniziato ad avere dei punti di riferimento concreti. Era necessario avere prove certe per essere sicuri che le accuse avessero un fondamento".

In proposito, il Papa ammette di capire quanti lasciano la Chiesa cattolica per protesta dopo lo scandalo della pedofilia. "Penso naturalmente in primo luogo - confida - alle vittime stesse. Posso capire che a loro riesca difficile credere ancora che la Chiesa sia fonte del bene, che essa trasmetta la luce di Cristo, che essa aiuti a vivere. E anche altri, che pure hanno solo questa percezione negativa, non riescono piu' a vedere l'insieme, quello che e' vivo nella Chiesa. Tanto piu' essa deve impegnarsi affinche' questa grandezza e questa vitalita' tornino ad essere visibili, nonostante tutta la negativita'".

 

© http://www.agi.it/ - 23 novembre 2010