Giacomo Galeazzi
Benedetto XVI, la Santa Sede e la Chiesa sono impegnati a "fare tutto
ciò che è necessario perché gli orribili crimini degli abusi sessuali
non abbiano più luogo",scrive il gesuita Federico Lombardi, direttore
della Sala Stampa della Santa Sede, in una lettera consegnata
nel pomeriggio di domenica 31 ottobre ai responsabili di un gruppo
costituito tra vittime di abusi sessuali da parte di membri del clero,
convenuti a Roma per una manifestazione a Castel Sant'Angelo. Padre
Lombardi ha incontrato una rappresentanza di otto persone di Survivor's
Voice nella vicina sede della Radio Vaticana.Nella lettera il gesuita
ricorda che "la Chiesa ha fatto e sta facendo molto. Non solo il Papa
con le sue parole e il suo esempio, ma anche molte comunità della Chiesa
in diverse parti del mondo" hanno lavorato e stanno continuando a
farlo, "sia nell'ascolto delle vittime, sia nella prevenzione e nella
formazione". Quindi padre Lombardi spiega come quella degli abusi
sessuali, specie nei confronti dei minori, sia "una delle grandi piaghe
del mondo di oggi. Ha coinvolto - aggiunge - e tocca la Chiesa
cattolica, ma ciò che è avvenuto nella Chiesa è una piccola parte di ciò
che è avvenuto e avviene nel mondo". Per questo "la Chiesa deve per
prima liberarsi dal male e dare il buon esempio della lotta contro gli
abusi in se stessa, ma poi tutti dobbiamo combattere, sapendo che è una
piaga immensa, che si sviluppa più facilmente e meglio quanto più rimane
nascosta, e anche oggi molti si rallegrano che l'attenzione si
concentri sulla Chiesa, perché possono continuare più
indisturbati".Secondo il direttore della Sala Stampa della Santa Sede si
tratta di una battaglia che va combattuta "insieme, unendo le forze
contro questa piaga, che oggi usa mezzi e vie nuove per diffondersi,
facilitata da internet e dalle nuove forme di comunicazione, dalla crisi
delle famiglie, dal turismo e dal traffico sessuale che sfrutta la
povertà della gente nei diversi continenti". Infine padre Lombardi
conclude auspicando che quanto la Chiesa sta imparando e le iniziative
da essa intraprese "per purificarsi e diventare un luogo modello di
sicurezza per i giovani, possano diventare utili per tutti". Da qui
l'invito alle vittime a vedere la Chiesa sempre più come un'alleata e
non come un avversario.
© oltretevere - La Stampa - 3 novembre 2010
Dalla parte delle vittime di abusi
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