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arà inaugurata l'11 novembre nella Città del Vaticano al Braccio di Carlo Magno la mostra "Conoscere la Biblioteca Vaticana" che resterà aperta al pubblico fino al 31 gennaio del 2011. Dal catalogo della mostra pubblichiamo la prefazione a firma del cardinale Bibliotecario di Santa Romana Chiesa e un ampio stralcio del saggio del prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana.

di Raffaele Farina
Cardinale Bibliotecario

Il mio vuole essere, ad apertura del presente catalogo della mostra "Conoscere la Biblioteca Vaticana", un saluto augurale e di benvenuto. È l'augurio  inaugurale della mostra e della Biblioteca  Vaticana,  dopo  tre anni di  lavori  che  l'hanno  rinnovata nelle  strutture  edili,  tecniche  e informatiche e resa più confortevole e accogliente  per  il  personale che vi lavora e per gli studiosi che la frequentano.

In realtà, sia la mostra, che il congresso, che ne accompagna l'inaugurazione, con il titolo "La Biblioteca Apostolica Vaticana come luogo di ricerca e come istituzione al servizio degli studiosi" (11-13 novembre 2010), sono manifestazioni celebrative della riapertura della Biblioteca Vaticana, avvenuta il 20 settembre 2010. Altri eventi celebrativi accompagneranno la durata della mostra, tra i quali la visita del Papa Benedetto XVI alla Biblioteca Vaticana e la pubblicazione del primo di 7 volumi della Storia della Biblioteca Apostolica Vaticana e dell'attesa Guida ai fondi della Biblioteca Apostolica Vaticana.
La "missione" della Biblioteca Vaticana è rimasta sostanzialmente quella conferitale dal suo fondatore, Niccolò v:  l'utilità e l'interesse comune degli uomini di scienza (pro communi doctorum virorum commodo). Anche per questo motivo essa si è sempre considerata una biblioteca specializzata, autodefinendosi talvolta o certamente considerandosi una biblioteca di élite. E tuttavia essa è e si dichiara aperta a tutti, senza distinzione di razza, religione, provenienza e cultura. In realtà vi è un criterio selettivo:  vi sono  ammessi  ricercatori e studiosi qualificati,  in particolare modo docenti e ricercatori universitari o di istituti  di  studi  superiori,  e altre persone  erudite, note per i loro titoli e le pubblicazioni di carattere scientifico.
La mostra perciò, come appropriatamente annuncia il titolo, vuol far conoscere la Biblioteca Vaticana a coloro che non hanno il privilegio di frequentarla. Ma non solo! Vuol farla conoscere meglio anche ai suoi utenti abituali, nell'ampio spettro dei suoi tesori di scienza, cultura e arte, che spesso sfugge agli interessi delle specifiche e specializzate ricerche di ognuno di essi e, soprattutto, vuole avvicinarli all'attività quotidiana che si svolge fuori delle sale di consultazione, in un alveare da cui arriva loro l'attutito ronzio del movimento delle persone e delle macchine. Il personale stesso della biblioteca scoprirà nella mostra e nel catalogo di essa dei tratti sconosciuti della vita quotidiana alla quale esso partecipa.
Non a caso ho parlato di "vita". Una parte della Biblioteca Vaticana, quella storica, si può ammirare nel percorso dei Musei Vaticani, ma non è la parte viva di essa. La presente mostra,  con la presenza in alcuni stands dello stesso personale della Biblioteca, porta, pur se in parte, questo alito di vita e di attività quotidiana, che costituisce le vera novità della mostra, rispetto a precedenti mostre della Biblioteca Vaticana. E tuttavia manca pur sempre qualcosa, mancano gli studiosi, i lettori:  "I libri senza i lettori sono morti". I libri sono come chip che inerti si attivano al momento in cui anche soltanto con un palmare sono rianimati e comunicano in un dialogo con il lettore che spesso va al di là delle intenzioni dell'autore, del testo stesso e del contenuto di esso, segno di una vitalità che fa parte della vita stessa dell'umanità.
La mostra accoglierà i visitatori in un ingresso virtuale che supplirà in maniera sorprendente ed efficace alla mancanza di cui sopra. Questo ed altri allestimenti sono stati resi possibili dalla collaborazione della Biblioteca Vaticana con l'Opera Romana Pellegrinaggi, che ha messo a nostra disposizione il suo staff e la sua provata esperienza gestionale. Grazie a essa visiteranno la mostra numerosi gruppi di pellegrini e di scolaresche in visita alla Basilica di San Pietro. È questa un'opera di alta promozione culturale che supplisce alla impossibilità di poter ospitare tali visite nel ristretto spazio fisico della Biblioteca Vaticana. In tal maniera si può realizzare quella desiderata più ampia apertura e visione della nostra istituzione alla conoscenza e alla meraviglia di quanti apprezzano i tesori della cultura e della bellezza, patrimonio dell'umanità e radici della nostra civiltà e della nostra fede.


(©L'Osservatore Romano - 8-9 novembre 2010)